Avevano appuntamento fissato dal Cup all’ospedale Pugliese-Ciaccio di Catanzaro per lo screening mammografico. Arrivate in ospedale si sono sentite dire “di mercoledì non facciamo mammografie e nemmeno il lunedì, dovete andare al Policlinico a Germaneto, loro lo sanno già che in questi giorni si fanno lì”. Nessun avviso preventivo, nessun sms di posticipo prenotazione specificandone la causa. Nessuna telefonata, se non quella dell’intelligenza artificiale che contatta le pazienti per avere conferma della presentazione nel presidio ad ora e giorno stabiliti per essere sottoposte ad un esame di prevenzione salvavita. Solo l’invito a cose fatte di rimettersi in macchina, con l’ansia dell’esame e farsi un’altra corsa da un capo all’altro della città, dal Pugliese al Policlinico sperando che l’attesa finalmente fosse finita.
La doccia fredda
E invece l’ennesima doccia fredda: “Voi non siete in lista, altrimenti anche se oggi non eseguiamo mammografie avremmo trovato un tecnico e l’avremmo eseguita ugualmente. Non siete le prime a venire qui, ma non ne sappiamo nulla”. Un ping-pong burocratico sulla prevenzione del tumore al seno, con le pazienti lasciate sole e con la beffa di rischiare pure la sanzione per mancata disdetta.
Risultato? Esame non eseguito. Una mattinata di lavoro persa. Ansia alle stelle. E una beffa finale che ha dell’assurdo: il sistema Cup prevede una sanzione per chi non si presenta e non disdice. Qui le pazienti rischiano di pagare anche se si sono presentate, ma l’esame non gliel’hanno fatto fare per una disorganizzazione di cui non hanno colpa. Ma il dato più grave è un altro: l’Azienda universitaria ospedaliera Dulbecco dovrebbe essere un’unica grande azienda che accorpa il Pugliese-Ciaccio e il Policlinico e non solo sulla carta. Nei fatti, come dimostra questa triste vicenda, i due presidi non si parlano, non comunicano tra di loro.
L’azienda Dulbecco unica solo sulla carta
Non condividono le agende del Cup, le liste di prenotazione, non condividono nemmeno un’informazione basilare come “dove si fa la mammografia il lunedì e il mercoledì”. Se l’azienda è unica, il sistema di prenotazione deve essere unico, non possono risultare pazienti in lista in un presidio e in un altro no, altrimenti si è in presenza di un’unificazione di facciata. Ci si aspetta che quelle donne vengano richiamate immediatamente, senza una nuova impegnativa, senza passare di nuovo dal Cup, senza rifare la fila, senza ulteriori attese, perché hanno già dovuto attendere il giorno di una prenotazione fantasma. Sulla prevenzione e sulla salute i rimpalli sono inammissibili a prescindere da quale sia stata la causa a monte della disorganizzazione.












