3 Settembre 2026
3 Settembre 2026
spot_img

Lavoro nero nel Vibonese, 11 su 19 senza contratto: sospesi ristoranti e strutture turistiche, multe per 60mila euro

Controlli dei Carabinieri in otto aziende della provincia, tutte risultate irregolari. Quindici lavoratori su 19 presentavano anomalie e undici erano completamente “in nero”. Stop per quattro attività

spot_img
spot_img

Otto aziende controllate e otto aziende risultate non in regola. È il bilancio dell’ultima operazione condotta nel Vibonese dai Carabinieri del Nucleo Ispettorato del Lavoro, insieme ai militari delle articolazioni territoriali del Comando provinciale, nell’ambito dei controlli contro il lavoro nero, lo sfruttamento dei lavoratori e le violazioni delle norme sulla salute e sicurezza nei luoghi di lavoro. I numeri fotografano una situazione particolarmente significativa: su 19 posizioni lavorative esaminate, 15 sono risultate irregolari e, tra queste, 11 erano completamente “in nero”, senza cioè alcuna formale instaurazione del rapporto di lavoro e senza le relative tutele previdenziali e assicurative. Una percentuale che supera quindi il 57% dei lavoratori complessivamente controllati e che ha portato i militari ad adottare provvedimenti immediati nei confronti di alcune delle attività interessate.

Controlli soprattutto lungo la costa vibonese

L’operazione è stata condotta dal Nucleo Carabinieri Ispettorato del Lavoro di Vibo Valentia, con il supporto delle Stazioni di Pizzo, Joppolo, Cessaniti e Vibo Marina. Le verifiche si sono concentrate prevalentemente nella fascia costiera della provincia di Vibo Valentia e hanno riguardato aziende appartenenti a diversi settori economici, tra cui turismo, ristorazione, commercio e agricoltura. Il dato finale è netto: tutte le otto aziende ispezionate presentavano irregolarità.

Undici lavoratori completamente “in nero”

L’aspetto più rilevante emerso dagli accertamenti riguarda proprio la posizione dei lavoratori. Delle 19 persone sottoposte a verifica, ben 15 sono risultate irregolari. Per 11 di loro, secondo quanto accertato dai Carabinieri, non risultava neppure instaurato formalmente un rapporto di lavoro. In altre parole, si trattava di persone impiegate senza contratto e senza le tutele previste dalla legge. Il fenomeno del lavoro nero, sottolineano i controlli dell’Arma, non riguarda soltanto gli aspetti retributivi e contributivi ma espone i lavoratori anche a una condizione di maggiore vulnerabilità rispetto a infortuni, malattie professionali e sicurezza sul posto di lavoro.

Sospese quattro attività

Le irregolarità riscontrate hanno fatto scattare il provvedimento di sospensione dell’attività imprenditoriale per lavoro nero nei confronti di quattro aziende. Nel dettaglio, il provvedimento ha interessato tre esercizi di ristorazione e una struttura turistico-ricettiva. La sospensione è prevista dalla normativa quando viene superata la soglia del 10% di lavoratori irregolari rispetto a quelli presenti sul luogo di lavoro al momento dell’ispezione.

Sicurezza e videosorveglianza, le altre violazioni

Le verifiche non si sono limitate alla regolarità dei rapporti di lavoro. I Carabinieri del N.I.L. hanno infatti contestato anche diverse inadempienze in materia di salute e sicurezza, tra cui violazioni degli obblighi relativi alla sorveglianza sanitaria dei lavoratori. Sono state inoltre accertate irregolarità legate all’installazione e all’utilizzo di sistemi di videosorveglianza nei luoghi di lavoro senza le autorizzazioni previste dalla normativa.

Sanzioni per circa 60mila euro

Il conto complessivo delle contestazioni ammonta a circa 60mila euro tra sanzioni amministrative e ammende. Nella cifra rientrano le sanzioni previste per l’impiego di lavoratori in nero, oltre alle somme aggiuntive collegate ai provvedimenti di sospensione delle attività. L’operazione rientra nella più ampia attività portata avanti dall’Arma dei Carabinieri per contrastare sfruttamento lavorativo, occupazione irregolare e violazioni delle norme sulla sicurezza, con particolare attenzione ai comparti nei quali, soprattutto durante i periodi di maggiore afflusso turistico, aumenta il ricorso alla manodopera.

spot_img
spot_img
spot_img
spot_img

ARTICOLI CORRELATI

spot_img

ULTIME NOTIZIE

spot_img
× Sponsor