Dal presidio nei pressi dell’aeroporto di Lamezia Terme, la protesta degli autotrasportatori calabresi arriva anche su La7, con le testimonianze dei manifestanti e l’intervento del giornalista calabrese Lino Polimeni. Al centro del confronto ci sono il caro carburanti, l’aumento dei costi che gravano sulle imprese di trasporto e la richiesta di maggiore attenzione da parte del Governo. Polimeni denuncia quella che considera una scarsa copertura mediatica della mobilitazione, mentre gli operatori chiedono un confronto diretto con il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Matteo Salvini.
Lino Polimeni a La7: “La gente è alla fame”
Nel corso del collegamento televisivo, Polimeni ha contestato lo spazio riservato alla protesta dai principali mezzi d’informazione, chiamando in causa anche il servizio pubblico e le televisioni nazionali. “Si è parlato di censura totale, una cosa vergognosa. È da quattro mesi che stiamo gridando allo scandalo”, ha affermato il giornalista, rivolgendosi anche al giornalista David Parenzo e richiamando il ruolo dell’informazione nel dare voce alle istanze dei cittadini.
Polimeni ha quindi invocato maggiore attenzione da parte dei media e delle istituzioni, citando l’articolo 21 della Costituzione, che tutela la libertà di manifestazione del pensiero, e rivolgendosi anche al presidente della Repubblica. “Qui c’è gente disperata, autotrasportatori, pescatori. Se tu non ci dai voce, lo Stato in pratica silenzia la piazza”, ha dichiarato, sostenendo che le difficoltà economiche denunciate dai manifestanti meritino una visibilità maggiore nel dibattito pubblico.
Autotrasportatori, la richiesta a Salvini: “Venga qui da noi”
A raccontare le ragioni della mobilitazione è stato anche Enzo Laudari, autotrasportatore presente al presidio. Interpellato sulla richiesta di un incontro diretto con Salvini, ha contestato il percorso dei confronti istituzionali, sostenendo che le associazioni nazionali del settore vengano ascoltate prima di chi sta protestando sul territorio. “Prima lui incontra le associazioni, quelle del Nord, nazionali, e poi incontrerà noi”, ha affermato Laudari, chiedendo al ministro di raggiungere i manifestanti. L’autotrasportatore ha ricordato anche il passaggio di Salvini in Calabria durante le campagne elettorali, sollecitando ora una presenza sul territorio per ascoltare direttamente le difficoltà degli operatori. “Quando sei venuto a chiedere i voti in Calabria, ci sei venuto. Adesso scendi”, è stato il suo appello.
Caro gasolio e costi in aumento: “Non riusciamo più a mettere in moto i camion”
La protesta, secondo Laudari, non riguarda soltanto il prezzo del carburante, ma una crisi più ampia che investe l’intero comparto dell’autotrasporto. “Le vere proteste, i veri problemi sono nati al Sud, sono nati in Calabria. Abbiamo presidi dappertutto, la gente è disperata, non può più mettere a moto i camion”, ha dichiarato. Oltre al caro gasolio, il manifestante ha elencato una serie di rincari che, a suo giudizio, stanno mettendo sotto pressione le imprese: dai pedaggi autostradali ai contributi, passando per le spese di officina e i traghetti. “Non è solo il gasolio che sta creando tutto questo problema, è il comparto in generale: l’aumento delle autostrade, dei contributi, delle officine, dei traghetti, l’aumento di tutto”, ha sottolineato. Il quadro descritto dai manifestanti è quello di un settore che fatica a sostenere i costi operativi e chiede interventi concreti per evitare ulteriori difficoltà. Da qui la richiesta di un confronto con il Governo e di risposte che tengano conto delle condizioni delle imprese, in particolare nel Mezzogiorno.
La protesta calabrese chiede ascolto e risposte
Durante il collegamento, il giornalista di La7 ha evidenziato anche la presenza di alcuni studenti nei pressi del presidio, in un contesto nel quale era stata sollevata la questione della partecipazione e della solidarietà da parte dei cittadini. Il servizio ha dato spazio alle ragioni degli autotrasportatori e alla denuncia di Polimeni sulla visibilità della mobilitazione. Le richieste dei manifestanti si concentrano sul contenimento dei costi, sul riconoscimento delle difficoltà che attraversa il settore e sulla possibilità di un confronto diretto con il ministro Salvini. Per gli operatori presenti, la questione non si esaurisce nel prezzo del carburante: è l’insieme delle spese necessarie a mantenere in attività i mezzi a rendere sempre più difficile proseguire il lavoro. Il loro appello è rivolto alle istituzioni affinché le criticità denunciate trovino spazio nell’agenda politica e si traducano in misure concrete.














