Il mare, per fortuna, non dipende dal Comune. È limpido, azzurro, generoso. La spiaggia è ampia e Roccelletta di Borgia avrebbe tutto per essere uno dei biglietti da visita della costa ionica catanzarese. A pochi passi c’è persino Scolacium, uno dei luoghi archeologici più importanti della Calabria. Madre natura e la storia, insomma, hanno fatto abbondantemente la loro parte. Poi arriva l’uomo. E, soprattutto, arriva l’amministrazione.
Le fotografie scattate in questi giorni raccontano ciò che le parole potrebbero persino addolcire: canne, rami, tronchi e materiale spiaggiato disseminati lungo ampi tratti dell’arenile, con veri e propri accumuli in alcuni punti. Tutto questo mentre siamo nel cuore dell’estate e la spiaggia è frequentata ogni giorno da residenti, villeggianti e turisti. Non stiamo parlando di una mareggiata avvenuta ieri mattina. Secondo quanto segnalato da diversi frequentatori della zona, le richieste di intervento sarebbero state ripetute, ma finora la pulizia avrebbe interessato soltanto una parte della spiaggia. Il resto può aspettare. Agosto, evidentemente, è arrivato troppo presto.
Il Comune turistico con la spiaggia da pulire
La domanda è persino banale: può un Comune che vuole definirsi turistico presentare così una delle sue spiagge più frequentate in piena stagione estiva? Perché il turismo non si costruisce mettendo la parola “turismo” nelle delibere, nei comunicati o nei post su Facebook. Il turista è un soggetto piuttosto elementare: arriva, parcheggia se ci riesce, scende in spiaggia e guarda quello che trova.
E se trova l’arenile invaso da materiale spiaggiato non gli interessa molto conoscere la complessa architettura amministrativa che ha impedito di rimuoverlo. Vede semplicemente una spiaggia che avrebbe dovuto essere sistemata prima e meglio. Qui non serviva costruire il Ponte sullo Stretto. Non bisognava deviare un fiume e neppure bonificare un sito industriale. Bisognava togliere quattro canne. Espressione volutamente riduttiva, certo, perché dalle fotografie sono parecchie di più. Ma rende l’idea.
Sindaca Sacco, una telefonata a Siderno?
La sindaca di Borgia Elisabeth Sacco, espressione di un’area politica sostenuta anche dal Partito Democratico, potrebbe approfittare della pausa pranzo per fare qualche telefonata istruttiva. La prima alla collega Mariateresa Fragomeni, sindaca di Siderno e anche lei esponente del Pd. A Siderno il lungomare è stato pesantemente danneggiato dalle violente mareggiate e dagli eventi meteorologici invernali. Non quattro rami sulla sabbia: danni veri, strutture compromesse, un pezzo fondamentale della città da rimettere in piedi. L’amministrazione si è mossa per recuperarlo e restituirlo alla fruizione nella stagione estiva. A Roccelletta, invece, pare diventata un’impresa titanica completare la pulizia dell’arenile. Viene quasi il dubbio che le canne spiaggiate siano più resistenti dei cicloni.
Se Siderno è troppo lontana, c’è Soverato
E non occorre neppure percorrere tutta la Statale 106 fino a Siderno. Restando comodamente nel Catanzarese, qualche consiglio potrebbe arrivare da Ernesto Alecci, oggi capogruppo del Pd in Consiglio regionale ed ex sindaco di Soverato. Soverato non è diventata una delle principali località turistiche dello Ionio per intervento dello Spirito Santo. Durante gli anni dell’amministrazione Alecci la città ha compiuto un evidente salto di qualità sul piano dell’immagine e dell’offerta turistica, e la cura degli spazi pubblici e delle spiagge rappresentava il minimo sindacale. Non un miracolo amministrativo. Il minimo sindacale, appunto.
Una strada che il successore di Alecci a Soverato, Daniele Vacca, ha proseguito, continuando a investire sul rapporto tra città, spiaggia, lungomare e turismo. Perché c’è una verità elementare che dalle parti di Borgia sembrano avere dimenticato: il turismo non si fa con le sagre, le feste di paese e il calendario degli eventi estivi. Quelli possono completare l’offerta, non sostituirla. Il turismo si costruisce prima di tutto rendendo pulite, decorose e accoglienti le località nelle quali si pretende che i turisti arrivino. Se hai il mare e lasci la spiaggia piena di canne e detriti, puoi organizzare anche una festa ogni sera: il problema resta sulla sabbia la mattina successiva e una località turistica sporca è come un ristorante stellato con la tovaglia macchiata. Può anche avere uno chef fenomenale, ma la prima cosa che il cliente vede è la macchia.
Roccelletta ha tutto. Tranne qualcuno che tolga le canne
Ed è proprio questo che rende la situazione ancora più paradossale. Borgia possiede un patrimonio che molti Comuni pagherebbero oro per avere: chilometri di costa ionica, la spiaggia di Roccelletta e il Parco archeologico di Scolacium. Mare, storia, archeologia, paesaggio. Un pacchetto turistico già confezionato dalla natura e da duemila anni di storia. Bisognerebbe soltanto averne cura. Invece il visitatore che arriva a Roccelletta può contemplare contemporaneamente le vestigia dell’antica Scolacium e quelle, molto più recenti, lasciate sulla spiaggia. Le prime vanno conservate. Le seconde andrebbero raccolte. Non sembra una distinzione amministrativamente complicatissima.
La “Puntura” finale
Naturalmente una spiaggia può sporcarsi nuovamente. Il mare porta legname, canne e detriti e nessun sindaco possiede il telecomando delle correnti marine. Sarebbe quindi sciocco attribuire all’amministrazione la responsabilità di ciò che il mare deposita sull’arenile. La responsabilità politica comincia dopo, quando quei materiali restano lì nonostante la stagione balneare sia in pieno svolgimento e le segnalazioni dei cittadini. Ed è esattamente questo il punto. Alla sindaca Sacco non chiediamo di fermare le mareggiate. Sarebbe troppo persino per la politica calabrese.
Le chiediamo molto meno: far pulire integralmente una delle spiagge più importanti del suo Comune. Se poi servisse un corso accelerato, nel Pd non mancano i docenti: Fragomeni può spiegare come si rimette in piedi un lungomare dopo i cicloni. Senza scomodarsi troppo basterebbe persino percorrere pochi chilometri e osservare come affrontano la stagione estiva i sindaci dei Comuni costieri vicini: Montepaone, Montauro e Squillace. Amministrazioni diverse, territori diversi, problemi diversi. Ma una regola dovrebbe essere identica per tutti: se il mare rappresenta una delle principali risorse del Comune, la cura delle spiagge viene prima delle passerelle estive.














