31 Luglio 2026
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Scontro sulla legge per i finanziamenti alle fusioni dei Comuni: l’opposizione frena il “blitz” della maggioranza

Sventato il tentativo di abrogazione immediata in Aula della norma regionale 15/2006 dopo le rimostranze del Comune di Corigliano-Rossano sui fondi mai erogati dal 2018. Bruno: "La maggioranza vuole cancellare la legge"

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Tensione alle stelle in Consiglio regionale sulla governance delle autonomie locali e sui trasferimenti finanziari destinati ai grandi aggregati urbani della Calabria. Un’iniziativa della maggioranza volta a condurre direttamente in Aula la proposta di abrogazione della legge regionale 15 del 2006, norma quadro sui processi di fusione e associazione tra municipalità, è stata temporaneamente arrestata a seguito delle ferme contestazioni sollevate dai gruppi di minoranza. La trattativa istituzionale ha imposto il ripristino dell’iter ordinario, incardinando l’esame del testo all’interno della Prima Commissione consiliare permanente.

L’accordo fissa una scansione temporale precisa: la presentazione e illustrazione della proposta avverrà il prossimo 7 agosto in sede referente, mentre per la prima decade di settembre è prevista l’audizione formale del sindaco di Corigliano-Rossano, Flavio Stasi, chiamato a riferire sui mancati trasferimenti rivendicati dal proprio ente prima del passaggio finale della legge nell’Assemblea di Palazzo Campanella.

Lo scontro sui fondi a Corigliano-Rossano e le dichiarazioni di Enzo Bruno

A ricostruire il quadro dello scontro politico e della vertenza economica è il consigliere regionale Enzo Bruno, capogruppo di Tridico Presidente e componente della Commissione Affari istituzionali.

A margine del confronto istituzionale, Bruno chiarisce l’esito della battaglia d’aula: “Il tentativo di portare direttamente in Aula la proposta di abrogazione della legge regionale 15 del 2006 è stato, almeno per il momento, superato grazie alla ferma iniziativa dell’opposizione. La mediazione raggiunta prevede l’avvio del corretto percorso istituzionale: il prossimo 7 agosto la proposta di legge sarà illustrata in Commissione, a settembre sarà ascoltato in audizione il sindaco di Corigliano-Rossano, Flavio Stasi, e solo dopo questi passaggi si arriverà all’esame del Consiglio regionale”.

Il capogruppo evidenzia l’azione congiunta condotta contro quello che definisce un colpo di mano istituzionale: “Insieme al collega Giuseppe Ranuccio abbiamo contestato con forza l’ennesima forzatura procedurale. Una materia così delicata non poteva essere affrontata con un blitz in Aula, senza un reale approfondimento e senza ascoltare i territori direttamente interessati. Oggi possiamo dire di aver ottenuto un primo risultato: la discussione torna nella sua sede naturale e si apre finalmente un percorso istituzionale che consentirà di affrontare il merito della questione”.

Al centro del dibattito resta il nodo dei contributi straordinari promessi per incentivare la nascita della terza città della Calabria e l’inadempienza degli uffici regionali: “La legge regionale 15 del 2006 è la norma con cui la Calabria ha incentivato negli anni i processi di fusione e associazione tra Comuni, prevedendo contributi straordinari a favore degli enti nati da queste aggregazioni e disciplinando la gestione associata delle funzioni comunali. Oggi è proprio l’applicazione di quei contributi a essere al centro del confronto, dopo la richiesta avanzata dal sindaco di Corigliano-Rossano, Flavio Stasi, di vedersi riconoscere le risorse previste dalla legge e che, secondo il Comune, non vengono più erogate dal 2018. Prima di discutere dell’eventuale abrogazione della norma era doveroso affrontare questo nodo”.

Bruno denuncia inoltre il blocco delle politiche di riordino territoriale dell’ente di via Fiume Busento: “La Regione non finanzia questa legge da anni e il Programma regionale di riordino territoriale previsto dalla stessa normativa non è mai stato adottato. Proprio per questo ritengo sia necessario aprire una discussione vera, prima in Commissione e poi in Consiglio regionale, per verificare le ragioni della mancata applicazione della legge, analizzare gli effetti del mancato finanziamento e valutare se esistano le condizioni per aggiornarla, migliorarla o, eventualmente, superarla. Solo dopo questo confronto si potranno assumere decisioni consapevoli e individuare le soluzioni più appropriate”.

Le accuse al presidente Occhiuto e le prospettive sul riordino locale

La linea d’attacco della minoranza investe direttamente il vertice della Giunta regionale, sottolineando un repentino cambio di strategia politica sulla gestione delle autonomie locali.

Il capogruppo evidenzia la difformità tra la narrazione elettorale dell’esecutivo e le scelte legislative adottate: “Colpisce il doppio standard del presidente Occhiuto. In campagna elettorale e in numerose occasioni istituzionali ha presentato le fusioni tra Comuni come uno strumento fondamentale per rafforzare il tessuto istituzionale della Calabria. Oggi, invece, si tenta di cancellare proprio la legge regionale che per anni ha rappresentato il quadro di riferimento di quei processi, senza affrontare prima la questione dei contributi spettanti ai Comuni nati dalle fusioni e senza un confronto con i territori. È una contraddizione che merita una riflessione seria”.

La trattativa che si aprirà in Commissione dovrà ristabilire certezze economiche e giuridiche per tutti gli enti coinvolti nei progetti di unificazione: “Abbiamo evitato che questa vicenda si risolvesse con l’ennesima forzatura procedurale. Adesso il confronto dovrà svolgersi in modo trasparente, ascoltando amministratori, rappresentanti dei territori ed esperti. Solo così il Consiglio regionale potrà decidere con piena consapevolezza se mantenere, modificare o superare la legge, dando finalmente certezze ai Comuni coinvolti e affrontando con responsabilità il tema del riordino delle autonomie locali, senza scorciatoie né decisioni affrettate”.

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