Sulla Statale 106 Jonica, nel tratto che attraversa l’Alto Jonio cosentino, la quotidianità si è incrinata in un silenzio che pesa. Da quel lunedì dell’incendio che ha distrutto un van all’interno di un’area di servizio, il territorio vive una sorta di sospensione collettiva.
Ad Amendolara, piccolo centro affacciato sullo Ionio, il dolore si è stratificato giorno dopo giorno. Le fiamme hanno spezzato le vite di quattro giovani braccianti di origine asiatica: Waseem Khan, Pashtun Amin Fazal Khogjani, Ullah Ismat Qiemi e Safi Iayjad. La loro morte è diventata uno degli episodi più drammatici registrati nella memoria recente di questa porzione di Calabria.
Le vittime e una comunità sotto shock nell’Alto Jonio cosentino
Nel territorio dell’Alto Jonio cosentino, la notizia ha prodotto un impatto immediato e diffuso. Non solo sgomento, ma anche una lunga attesa che accompagna ora le comunità locali verso gli ultimi saluti.
I quattro lavoratori, impegnati nei campi della zona, erano parte di quel tessuto fragile e spesso invisibile che sostiene l’economia agricola stagionale. La loro scomparsa ha riportato al centro dell’attenzione le condizioni di chi vive e lavora in questi contesti.
I funerali tra rito islamico e spazio pubblico
Le esequie sono previste tra il 14 e il 15 giugno e saranno celebrate secondo il rito islamico, in un momento che si annuncia partecipato e complesso anche dal punto di vista organizzativo.
Le piccole moschee del comprensorio, secondo quanto si apprende, difficilmente potrebbero contenere tutte le presenze attese. Per questo si sta valutando una soluzione alternativa: una cerimonia all’aperto, nella piazza principale o nell’area cimiteriale, così da permettere la partecipazione di amministratori, sindacati, volontari e cittadini.
Un passaggio che, nelle intenzioni delle istituzioni locali, dovrebbe trasformare il rito in un momento collettivo di pietà civile, oltre le appartenenze religiose.
Il ruolo delle istituzioni e la presenza del vescovo
Non risultano, al momento, richieste di rientro da parte dei familiari residenti in Afghanistan e Pakistan. Scaduti i termini previsti dalla normativa, sarà il Comune di Amendolara a farsi carico delle spese per garantire una sepoltura dignitosa ai quattro lavoratori.
Alla cerimonia è attesa anche la partecipazione del vescovo della diocesi di Francesco Savino, accanto all’imam che guiderà la preghiera islamica. Una presenza congiunta che riflette la volontà di condividere il momento del commiato in uno spazio comune, senza mediazioni confessionali.









