12 Settembre 2026
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Cariati piange Luigi Britti: il dolore di un’intera comunità dopo l’ennesima tragedia sulla Statale 106

Dolore a Cariati per la morte del 56enne, ricordato come un lavoratore stimato e un uomo esemplare. L'associazione "Basta Vittime sulla Statale 106" lancia un nuovo appello: "Servono infrastrutture sicure, non possiamo continuare a contare i morti"

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La morte di Luigi Britti, il 56enne deceduto nel drammatico incidente avvenuto sulla Strada Statale 106 a Cariati, ha sconvolto un’intera comunità. Oltre al cordoglio della famiglia e degli amici, in queste ore si stanno moltiplicando i messaggi di vicinanza da parte di associazioni, gruppi cittadini, realtà parrocchiali e semplici concittadini, tutti accomunati dallo stesso sentimento di incredulità e dolore.

L’Organizzazione di Volontariato “Basta Vittime sulla Strada Statale 106” ha espresso “profondo sconforto ed immenso dolore” per la scomparsa di Luigi Britti, definendola l’ennesima tragedia consumatasi lungo un’arteria che continua a mietere vittime. L’associazione ha rivolto il proprio pensiero alla famiglia Britti, ai parenti e agli amici, parlando di “un’altra vita spezzata, un’altra famiglia devastata dal dolore, altre lacrime che interrogano le coscienze di tutti”. Un messaggio accompagnato da una preghiera per Luigi e da un abbraccio ideale ai suoi cari.

Nel lungo intervento pubblicato sui propri canali, l’associazione ricorda il volto e la storia del 56enne, sottolineando come Luigi fosse conosciuto a Cariati come “una persona buona, seria, perbene”, un lavoratore stimato che quella mattina stava semplicemente andando al lavoro. “È una perdita per la sua famiglia, per la sua compagna, per i suoi figli, per l’azienda nella quale lavorava e per tutta la Calabria”, scrive l’organizzazione, ricordando che Britti è la diciottesima vittima della Statale 106 dall’inizio del 2026. “Dietro ogni numero c’è una persona, una famiglia, un futuro che qualcuno non potrà più vivere”. Da qui il nuovo appello affinché la sicurezza della Statale 106 non sia affidata soltanto alla prudenza degli automobilisti, ma anche a infrastrutture moderne, interventi concreti e risposte tempestive delle istituzioni. “Andare al lavoro non può significare rischiare di non tornare più a casa”.

Anche sui social il dolore è stato immediato. Numerosi cittadini hanno voluto ricordare Luigi con parole semplici ma cariche di affetto. C’è chi scrive: “Che tristezza, eravamo nella stessa classe all’Istituto professionale di Cariati”, chi affida soltanto un “Riposa in pace2 accompagnato dalle condoglianze alla famiglia e chi ricorda il suo carattere riservato e il suo impegno quotidiano.

Particolarmente toccante il messaggio del gruppo “Cariati nel Mondo”, che si è stretto attorno alla moderatrice Filomena Britti, sorella della vittima. “Oggi il nostro gruppo è vicino a Filomena Britti e alla sua famiglia per la perdita del fratello Luigi Britti, 56 anni. Si stava recando al lavoro presso la ditta Fuoco, era un grande lavoratore. Non ci sono parole davanti a un dolore così grande”. Il gruppo ha rivolto le più sentite condoglianze a tutta la famiglia, condividendo il lutto dell’intera comunità.

Anche la pagina “Cariati – Una scelta d’amore” ha espresso il proprio cordoglio, parlando della “tragica e improvvisa perdita del caro concittadino Luigi Britti” e annunciando la sospensione delle pubblicazioni “fino a data da destinarsi” in segno di rispetto. Una scelta simbolica che testimonia quanto la tragedia abbia profondamente colpito il paese.

Alla famiglia è arrivata anche la vicinanza delle Parrocchie San Michele Arcangelo Concattedrale e San Cataldo di Cariati, che hanno affidato ai social un messaggio di preghiera: “Ci stringiamo alla famiglia del caro Luigi Britti per la sua tragica morte. È l’ennesima tragedia su una strada che continua a mietere vittime. È un dolore troppo grande e comprendiamo che non ci saranno mai le parole giuste. Assicuriamo la preghiera per la sua anima”.

Una comunità intera, dunque, si è raccolta attorno ai familiari di Luigi Britti, trasformando il dolore privato in un lutto collettivo. Per molti cittadini, la sua morte rappresenta non solo la perdita di un uomo stimato e di un instancabile lavoratore, ma anche l’ennesimo simbolo di una Statale 106 che continua a spezzare vite e a lasciare dietro di sé famiglie distrutte e comunità segnate da un dolore che si rinnova, tragedia dopo tragedia.

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