La protesta contro il caro carburanti arriva sulla Statale 106 e mette la Regione davanti alla rabbia di chi sostiene di non riuscire più a lavorare. A Davoli Marina, tra mezzi agricoli ed escavatori, agricoltori, pescatori, imprenditori e lavoratori bloccano la strada e chiedono interventi immediati. Al presidio arriva l’assessore regionale Giovanni Calabrese, che ascolta le contestazioni, raccoglie le richieste e riconosce che il contenimento dei prezzi non è sufficiente per una realtà già fragile come quella calabrese. “Siamo certi che aver abbassato il prezzo del carburante va bene su altri territori, non basta per il nostro territorio che già vive un disagio quotidiano”, afferma l’assessore durante il confronto. Ma dalla protesta arriva una risposta altrettanto netta: la disponibilità all’ascolto deve tradursi in fatti. Senza risposte, i manifestanti annunciano una mobilitazione ad oltranza.
Polimeni media al presidio, Calabrese arriva da Locri
A seguire il confronto è Lino Polimeni, impegnato nella mediazione tra i comitati della protesta e le forze dell’ordine, nel tentativo di mantenere aperto il dialogo in una giornata segnata da momenti di forte tensione. Calabrese, che si trovava a Locri, contatta telefonicamente Polimeni per conoscere la situazione. Circa due ore dopo raggiunge Davoli Marina per incontrare i manifestanti. Durante il confronto si mette in contatto anche con il presidente della Regione Roberto Occhiuto. “È doveroso da parte nostra, rappresentanti del governo regionale, essere qui a confrontarci con la cittadinanza”, dichiara l’assessore. Polimeni gli pone la questione che attraversa il presidio: che cosa può garantire la Regione a chi chiede un intervento nel giro di pochi giorni?
“Non abbiamo i soldi per raccogliere le olive”
Le testimonianze raccolte al presidio raccontano una difficoltà che riguarda tanto le imprese quanto le famiglie. Il costo del gasolio, denunciano i manifestanti, rende sempre più complicato muovere un trattore, un camion o un’imbarcazione. E il timore degli agricoltori è che la crisi comprometta anche la raccolta delle olive. “Non abbiamo i soldi per poter raccogliere le olive”, denuncia uno dei presenti. “I trattori sono fermi”, aggiunge, spiegando di non avere più la possibilità di sostenere la spesa per il carburante. Un altro manifestante riassume così il senso della mobilitazione: “Siamo qui decisi ad affrontare questa questione, vogliamo essere aiutati ed ascoltati, ma non a parole, con i fatti”. Il problema, nelle voci del presidio, non si esaurisce alla pompa. C’è chi racconta di dover scegliere tra il rifornimento necessario per lavorare e la spesa per la famiglia, chi denuncia pagamenti attesi da anni e chi teme di dover fermare i mezzi e mandare a casa i dipendenti.
Calabrese: “Porteremo queste istanze sui tavoli romani”
L’assessore riconosce la gravità della situazione e indica nel confronto con il governo nazionale uno dei passaggi necessari. “Porteremo queste istanze sui tavoli romani, al governo nazionale, tramite il governo regionale”, assicura. Calabrese invita però a distinguere tra le richieste dei manifestanti e gli strumenti concretamente disponibili alla Regione. “Non c’è nessuno che ha la bacchetta magica per dire domani mattina abbasso il prezzo del carburante. Dobbiamo ragionare”, afferma.
L’apertura riguarda anche possibili misure di sostegno diverse dall’intervento diretto sui prezzi. L’assessore spiega che la giunta ha già discusso della crisi e sta valutando quali strumenti mettere in campo per andare incontro alle categorie colpite. “Noi raccogliamo assolutamente il disagio, la vostra preoccupazione, la vostra rabbia, che è giustificata”, dichiara. Nel confronto, tuttavia, non vengono indicati importi, misure già definite o una data certa per la loro attuazione.
Il confronto sulle fiere e l’annuncio di un tavolo
La protesta investe anche le scelte di promozione del comparto agricolo. Dal presidio parte una critica alla partecipazione alle fiere: come si può valorizzare l’olio calabrese, chiedono i manifestanti, se chi deve produrlo non riesce a sostenere i costi della raccolta? Calabrese difende il lavoro dell’assessore all’Agricoltura Gianluca Gallo e l’utilità delle manifestazioni di settore. “Le fiere servono per gli agricoltori perché rappresentano sicuramente uno strumento utile per tutta l’agricoltura calabrese”, risponde. Ma riconosce che gli interventi messi in campo non bastano: “Sono d’accordo con voi, siamo d’accordo con voi”.
L’assessore annuncia quindi un confronto con Gallo e il coinvolgimento delle associazioni di categoria, di Confindustria e delle rappresentanze del mondo agricolo e imprenditoriale. “Noi chiameremo le associazioni di categoria […] per confrontarci e trovare insieme a loro una soluzione tecnica”, afferma. Prospetta inoltre, se necessario, un incontro tra un comitato dei manifestanti e il presidente Occhiuto.













