28 Giugno 2026
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“Così distruggono la cultura calabrese”: Pegna attacca la Regione e annuncia ricorsi al Tar dopo l’esclusione di Fatti di Musica

Il promoter Ruggero Pegna annuncia battaglia legale contro la Regione dopo l’esclusione del progetto Fatti di Musica dal bando “Eventi Straordinari, la Calabria che incanta”. “Decisioni incomprensibili e criteri senza logica"

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Dopo il rigetto della richiesta di riesame in autotutela dell’esclusione dalla graduatoria definitiva dell’Avviso regionale “Eventi Straordinari, la Calabria che incanta”, il promoter Ruggero Pegna annuncia ricorso al Tar contro la decisione che ha escluso il celebre progetto di spettacoli dal vivo “Fatti di Musica”, manifestazione che proprio quest’anno festeggia 40 anni di storia di grandi live in Calabria.

Pegna, autentico pioniere del settore, al quale si devono alcuni dei più importanti eventi nazionali e internazionali mai realizzati in Calabria — dall’incredibile esordio con il concerto degli Spandau Ballet nel 1987 a Catanzaro, passando per artisti come Santana, Sting, Tina Turner, Elton John e centinaia di altri spettacoli e produzioni originali — si dichiara “allibito dalla politica regionale in materia di spettacolo musicale dal vivo e grandi eventi”.

“Una politica regionale incomprensibile”

“Quanto sta accadendo nella Cittadella – afferma il promoter, ex componente della Consulta Ministeriale per lo Spettacolo e socio fondatore delle principali associazioni nazionali di categoria – è incomprensibile, in totale contrasto con la linea assunta dalla Regione in materia di eventi sin dal 1996, cioè da quando la politica regionale si è accorta del fenomeno dei grandi concerti con le principali star della musica organizzati da privati, primo fra tutti il sottoscritto.

Proprio in quell’anno Michele Traversa, allora assessore regionale al Turismo, osservando quello che stavo realizzando da solo, mi chiamò e, dopo una lunga discussione, ne condivise l’importanza, decidendo di sostenere la visione dei grandi eventi musicali come strumento di promozione turistica e immagine.

Una politica che, velocemente, si radicò tra le linee regionali, contribuendo sempre di più alla loro realizzazione, fino persino alla progettazione e costruzione a Catanzaro Lido dell’Arena Magna Graecia per concerti, alla quale diedi un contributo tecnico.

Una linea seguita da ogni presidente di Regione: Chiaravalloti, Loiero, Oliverio. Oggi, improvvisamente, si azzera tutto, sbattendo la porta in faccia a chi ha costruito una incredibile realtà tra mille sacrifici nella regione più complessa, dove si vendono meno biglietti di tutta Italia, resistendo a enormi perdite e difficoltà.

Lo schiaffo dato a chi ha realizzato anche qui un sogno per sé e per tanti, un modello di impresa culturale e musicale di livello nazionale, introducendo la regione nei maggiori circuiti del settore e assicurando ai calabresi, in modo continuativo, i più attesi spettacoli del genere, è davvero mortificante, inaccettabile, persino indecifrabile”.

“Avvisi scritti male e criteri senza logica”

“Quello a cui stiamo assistendo è un modo di operare inspiegabile e contraddittorio che, di fatto, in particolare con l’esito dell’Avviso Eventi Straordinari, la Calabria che incanta, ma anche più in generale, si è abbattuto come uno tsunami distruttivo su alcuni dei principali e storici progetti ideati, organizzati e prodotti da imprese calabresi, danneggiandone e compromettendone l’intera attività.

In pratica, si è demolito quanto la stessa Regione ha decretato negli anni attraverso gli avvisi per Eventi Storicizzati, fino all’attribuzione del marchio Grandi Eventi nel 2020.

Mi chiedo: come è possibile che progetti con format originali, sempre ai primi posti delle varie graduatorie, anche perché capaci di ottimizzare il minimo contributo pubblico, cofinanziati per la maggior parte dagli stessi organizzatori, siano stati esclusi con la complicità di avvisi scritti male, con criteri privi di una logica ratio, tendenti a ostacolare proprio i prodotti migliori? Semplice incompetenza, incapacità di capirne i format e la storia, o cosa?”

Il caso degli otto eventi: “Penalizzati per eccesso di merito”

“Qualcuno mi sa spiegare, a cominciare dal presidente, perché con lo stesso contributo di centomila euro non si potevano realizzare più di otto eventi? In tutto il mondo normale, il limite si mette in basso (‘non meno di’) e viene premiato chi produce di più, mentre qui, incredibilmente, è stata inventata la penalizzazione per eccesso di merito. Ebbene sì, Fatti di Musica è stata esclusa perché, a spese totali della mia società e fuori progetto, sarebbero stati realizzati altri eventi oltre agli otto presentati e da rendicontare. Esattamente così. Intuisco che molti possano avere difficoltà a crederci, ma garantisco che è vero. Basti dire che a Umbria Jazz sono circa 500 gli eventi in programma, senza limiti, come per tutti i più grandi festival”.

Le altre esclusioni eccellenti

“Con motivazioni più o meno surreali, sono stati bocciati molti dei progetti più noti dei principali produttori dell’offerta culturale calabrese, esempio di competenza, esperienza, creatività, visione e capacità di ottimizzare l’uso di denaro pubblico e fare comunicazione. Vedi Catona Teatro di Lillo Chilà, rassegna storica reggina giunta alla 41esima edizione, o il Peperoncino Jazz Festival di Sergio Gimigliano, celebre anche all’estero, oltre a diversi altri. E i misteri non finiscono qui. In un momento in cui, attraverso la Calabria Film Commission, vengono dati direttamente a Rai Com milioni di euro per serate musicali in alcun modo legate al territorio — che, se fatte a Cosenza o a Canicattì, poco cambierebbe — nel predetto bando non arriva al punteggio di ammissione il Calabria Fest Tutta Italiana, l’unico festival calabrese con la Calabria nel titolo che negli anni, grazie al contributo delle “misere” centomila euro dei bandi regionali per eventi storicizzati, ha avuto la media partnership ufficiale delle più innovative reti Rai, come Radio Tutta Italiana, ed è stato trasmesso anche da RaiPlay. Non era una passerella utile? Come mai cerchi la Rai e fai bocciare l’unico festival che ce l’aveva, era calabrese, costava pochi soldi e valorizzava peraltro i nuovi talenti? Purtroppo, senza contributo, essendo a ingresso libero, non si potrà fare”.

“Ignorata anche l’Opera su Natuzza Evolo”

“Finisco con un caso ancora più incomprensibile: la totale indifferenza mostrata verso l’Opera Fortunata di Dio, un gioiello che ha commosso tutti e che ha portato sulla scena una figura straordinaria come quella di Natuzza Evolo. Nessuna risposta, nessun patrocinio, nessuna presenza in teatro. Eppure, Calabria davvero straordinaria più di quella raccontata in questa storia non credo che ce ne sia”.

L’appello finale di Pegna

“Spero sinceramente – conclude Pegna – che si voglia cogliere la sofferenza di chi ha dato tutto al proprio lavoro rimanendo in questa regione, cercando di realizzare qui i propri sogni e creando un modello di impresa culturale apprezzato innanzitutto dai calabresi. Una comprensione che porti a un dialogo costruttivo, per ricreare condizioni favorevoli affinché i nostri sforzi, i nostri eventi, quello che abbiamo costruito, siano e rimangano patrimonio della Calabria”.

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