E’ scattata in Calabria la protesta dei Tir contro il caro carburante proclamata da Fedralog, la Federazione regionale della logistica, che andrà avanti sino al 20. Come riporta Ansa, i camion si posizionano ai lati delle strade senza attuare veri e propri blocchi, sotto il controllo delle forze dell’ordine.
Quindici presidi
I disagi alla circolazione comunque non mancano a causa del restringimento della carreggiata. Sono una quindicina i presidi individuati nella Regione tra cui la zona dell’aeroporto di Lamezia Terme, il porto di Gioia Tauro, nel cosentino nei pressi degli svincoli della A2. La protesta si aggiunge ai presidi in corso da giorni degli agricoltori.
Il governo convoca il tavolo del 27 ottobre
Intano, dopo le pressioni delle associazioni, il governo ha convocato un incontro per il 27 ottobre al ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti. Una data che, tuttavia, arriva mentre sul territorio si moltiplicano le segnalazioni di carenze di carburante e cresce la minaccia di nuove iniziative di protesta.
Nel frattempo, i sindacati metalmeccanici si sarebbero impegnati a rimuovere i blocchi collegati alla vertenza della raffineria di Taranto, nel tentativo di favorire il ripristino della distribuzione. Resta però da verificare quanto rapidamente le forniture potranno tornare alla normalità nelle aree maggiormente colpite.
Per il settore dell’autotrasporto, il nodo non è soltanto organizzativo: senza carburante disponibile e senza un sostegno economico tempestivo, il rischio è che le difficoltà si trasformino in un’interruzione concreta dei servizi.














