La Calabria si ferma. O almeno ci provano gli autotrasportatori, che dalla mezzanotte di venerdì 16 ottobre hanno incrociato le braccia dando il via a cinque giorni di mobilitazione contro il caro carburante. Camion schierati lungo le strade, trattori davanti agli svincoli autostradali, presìdi nei principali snodi della logistica. E una protesta che, partita dal mondo agricolo oltre due settimane fa, sta progressivamente coinvolgendo lavoratori, piccoli imprenditori e cittadini.
La prima giornata è segnata da disagi, tensioni e problemi nei rifornimenti. A Vazzano un manifestante è rimasto ferito dopo essere stato investito da un furgone che tentava di superare il presidio. A Sant’Onofrio il questore di Vibo Valentia è intervenuto personalmente per ripristinare la circolazione. Al porto di Gioia Tauro i camion hanno smesso di entrare e uscire, mentre nel Lametino, nel Cosentino, nel Crotonese e nella Locride si registrano rallentamenti lungo le principali arterie.
Sul fronte del carburante, la rimozione dei blocchi alla raffineria Eni di Taranto apre uno spiraglio. Resta però il problema della partenza delle autocisterne dai depositi di Vibo Marina. L’incognita riguarda adesso la distribuzione di benzina, gasolio e merci, con le imprese che chiedono al Governo un intervento immediato. Non tutta la regione è paralizzata: in numerosi presìdi le automobili continuano a transitare, seppure con difficoltà. Ma la mobilitazione è destinata a proseguire fino a martedì 20 ottobre.
Di seguito la cronaca della giornata, con gli aggiornamenti più recenti in alto.
Ore 14.33 – Unindustria Calabria lancia l’allarme: “Imprese a rischio paralisi, il Governo intervenga subito”
La protesta dei Tir e la carenza di carburante rischiano di provocare una grave crisi degli approvvigionamenti per il sistema produttivo calabrese. A lanciare l’allarme è Aldo Ferrara, presidente di Unindustria Calabria, che teme conseguenze pesanti per industrie, attività commerciali e distribuzione delle merci. “La preoccupazione è altissima poiché il blocco dei trasporti unitamente al razionamento del carburante potrebbe determinare una significativa strozzatura nelle forniture alle imprese”, avverte Ferrara. Secondo il presidente degli industriali, il problema supera le competenze della Regione e richiede risposte immediate da Roma. “È chiaro che qui debba battere un colpo il governo e credo che lo debba fare anche in fretta”. Il timore è che il protrarsi del fermo, sommato alla difficoltà di trovare carburante, possa rallentare o interrompere le attività produttive. Un rischio particolarmente delicato per un’economia regionale già strutturalmente fragile.
Ore 14.32 – Carburante, spiraglio dopo lo stop ai blocchi di Taranto. Faib: “Se si sblocca Vibo, normalità in pochi giorni”
La fine dei blocchi alla raffineria Eni di Taranto apre uno spiraglio nella crisi dei rifornimenti in Calabria. Ma per riportare benzina e gasolio nei distributori occorre risolvere il problema delle autocisterne ferme nell’area dei depositi petroliferi di Vibo Valentia. A fare il punto è Domenico Concolino, referente provinciale di Catanzaro e componente nazionale di Faib Confesercenti, che si dice “moderatamente ottimista” dopo la ripresa delle consegne da parte di alcune compagnie. Il carburante è arrivato al deposito vibonese soltanto nella mattinata di giovedì, consentendo una distribuzione parziale. Un nuovo blocco, secondo quanto riferito da Concolino, sta però ostacolando la partenza delle autobotti Eni. Sarebbero in corso trattative con il prefetto per garantire la sicurezza dei trasporti. “Se la situazione dovesse stabilizzarsi con il carburante che arriva a destinazione, nel giro di qualche giorno la situazione si andrà a normalizzare”, spiega il rappresentante dei gestori. L’alternativa è decisamente meno rassicurante: se i blocchi dovessero continuare a impedire le consegne, le difficoltà di approvvigionamento potrebbero aggravarsi. Alcune compagnie sono comunque riuscite a rifornire i distributori nella mattinata.
Ore 14.29 – Vazzano, furgone forza il presidio e investe un manifestante: trasportato in ospedale
La tensione sale al presidio degli autotrasportatori di Vazzano, nel Vibonese, dove un manifestante è rimasto ferito dopo essere stato investito da un furgone. Secondo una prima ricostruzione, il conducente del mezzo avrebbe tentato di superare lo sbarramento stradale, urtando l’uomo che si trovava sulla carreggiata insieme agli altri partecipanti alla protesta. Il manifestante ha battuto la testa sul cofano del veicolo.
Il furgone si è fermato subito dopo l’impatto. Il ferito, che nei minuti successivi appariva in stato di sonnolenza, è stato accompagnato da un altro manifestante al Pronto Soccorso dell’ospedale Jazzolino di Vibo Valentia. I primi accertamenti hanno escluso conseguenze gravi. Le forze dell’ordine stanno ricostruendo l’esatta dinamica dell’accaduto per accertare eventuali responsabilità. L’episodio rappresenta uno dei momenti più delicati della prima giornata di mobilitazione, in una provincia dove la protesta interessa contemporaneamente Vazzano, Sant’Onofrio e Vibo Marina.
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Ore 12.54 – Protesta anche nel Crotonese: tre presìdi sulla Statale 106, traffico rallentato
Tre presìdi lungo la Statale 106 nel Crotonese, con camion fermi e rallentamenti alla circolazione, ma senza blocchi totali della viabilità. I punti interessati sono Passovecchio, nella zona industriale di Crotone; la rotatoria per Rocca di Neto, tra Ponte Neto e Strongoli; e la rotatoria di Sant’Anna, nei pressi dell’aeroporto di Crotone. La mobilitazione si sta svolgendo pacificamente. I manifestanti consentono il passaggio delle automobili, mentre la presenza dei mezzi pesanti determina un restringimento delle carreggiate. Sul posto le forze dell’ordine, impegnate a monitorare la protesta e garantire la sicurezza degli automobilisti. Gli organizzatori si sono scusati con la popolazione per i disagi, spiegando che il fermo rappresenta, a loro giudizio, una scelta obbligata per difendere la sopravvivenza economica delle imprese di autotrasporto.
Ore 12.37 – Locride, cinquanta Tir a Grotteria Mare. Distributori senza gasolio e prezzi fino a 2,50 euro
La mobilitazione raggiunge anche la Locride. A Grotteria Mare, nei pressi dello svincolo della superstrada Jonio-Tirreno che si collega alla Statale 106, si sono concentrati circa cinquanta mezzi pesanti. Il presidio non impedisce completamente il passaggio dei veicoli, ma provoca rallentamenti lungo uno dei collegamenti più importanti tra la costa ionica reggina, la Piana di Gioia Tauro e l’autostrada A2. A preoccupare è soprattutto la situazione dei carburanti. Da almeno 24 ore numerose stazioni di servizio lungo la Statale 106 risultano senza rifornimenti, anche per le conseguenze del blocco alla raffineria di Taranto, rimosso nella mattinata. Nelle poche stazioni ancora in grado di distribuire gasolio, giovedì il prezzo aveva sfiorato 2,50 euro al litro anche in modalità self-service. Una situazione particolarmente difficile per automobilisti, lavoratori e imprese che devono continuare a utilizzare i mezzi ogni giorno.
Ore 11.52 – Porto di Gioia Tauro, camion fermi: nessun Tir entra o esce dallo scalo
Uno degli effetti più significativi della protesta si registra al porto di Gioia Tauro, dove nella mattinata si è fermato il traffico dei mezzi pesanti in ingresso e in uscita. Una situazione che interessa uno dei principali poli logistici del Mediterraneo, fondamentale per la movimentazione delle merci e per l’economia regionale. Secondo quanto riferito dall’Ansa, non ci sono sbarramenti forzati agli accessi portuali. Sono gli stessi conducenti dei camion, anche quelli non direttamente coinvolti nella mobilitazione, a scegliere di non proseguire verso lo scalo. Sul posto sono presenti le forze dell’ordine e non vengono segnalati momenti di tensione. Resta da verificare quali conseguenze potrà avere il protrarsi del fermo sui collegamenti terrestri dello scalo. Lo stop dei camion non equivale automaticamente all’interruzione di tutte le operazioni portuali, ma rappresenta un elemento di forte criticità per la logistica.
Ore 11.17 – Studenti in corteo a Corigliano-Rossano. Nel Vibonese la polizia fa rimuovere un blocco
La protesta contro il caro carburante coinvolge anche gli studenti. A Corigliano-Rossano, nel Cosentino, ragazzi delle scuole superiori hanno deciso di affiancare gli agricoltori impegnati da giorni nel presidio della rotatoria di contrada Santa Lucia, lungo la Statale 106. Una mobilitazione che allarga la partecipazione oltre il mondo dei trasporti e dell’agricoltura. Nel frattempo, nel Vibonese, le forze dell’ordine sono intervenute per ripristinare la circolazione dopo un blocco stradale a Sant’Onofrio. Il questore Rodolfo Ruperti ha disposto la liberazione della carreggiata, facendo spostare gran parte dei trattori che ostacolavano il transito. Il presidio degli autotrasportatori è proseguito, ma la strada è stata riaperta al traffico.
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Ore 10.35 – Tirreno cosentino, camion sulla Statale 18: carreggiata dimezzata e rallentamenti
Presìdi e disagi lungo la Statale 18, sulla costa tirrenica cosentina, dove gli autotrasportatori hanno disposto i mezzi pesanti ai margini della carreggiata. Le situazioni più rilevanti riguardano il tratto compreso tra Tortora e San Lucido, con un punto di concentramento anche a Santa Maria del Cedro. Non vengono segnalate interruzioni totali della circolazione, ma la presenza dei camion restringe gli spazi disponibili per il passaggio e provoca inevitabili rallentamenti. In alcuni tratti sono state previste deviazioni sulla viabilità ordinaria. Le forze dell’ordine seguono l’evolversi dei presìdi, ai quali si sono avvicinati anche rappresentanti delle amministrazioni comunali e del mondo sindacale.
Sant’Onofrio, faccia a faccia tra il questore Ruperti e Fedralog
Confronto acceso allo svincolo autostradale di Sant’Onofrio, dove il questore di Vibo Valentia, Rodolfo Ruperti, è intervenuto dopo che la protesta degli autotrasportatori aveva cominciato a coinvolgere anche la circolazione delle automobili. Il vertice della Questura si è confrontato direttamente con Angelo Derenzo, referente provinciale di Fedralog, contestando il blocco della carreggiata e richiamando i manifestanti alle possibili conseguenze penali. Ruperti ha disposto lo spostamento dei mezzi che impedivano il transito. La maggior parte dei trattori è stata fatta allontanare, mentre i camion autorizzati a sostare hanno potuto mantenere le rispettive posizioni senza ostacolare la circolazione. Le disposizioni sono state rispettate e il traffico è tornato regolare. L’episodio pone al centro della giornata una questione delicata: il diritto di manifestare e la necessità di garantire contemporaneamente la libertà di circolazione degli altri cittadini.
Gizzeria e Lamezia Terme, Tir davanti ai poli logistici e traffico rallentato
Primi disagi anche nel Lametino, dove i mezzi pesanti si sono concentrati lungo alcune strade utilizzate quotidianamente per il trasporto delle merci. A Gizzeria, lungo il collegamento verso Mortilla e i depositi della GLS, diversi camion hanno parzialmente ostacolato la circolazione. Il traffico non è risultato completamente interrotto, ma la riduzione della carreggiata ha provocato difficoltà agli automobilisti. Situazione analoga nell’area aeroportuale di Lamezia Terme, nei pressi della rotatoria di Sant’Eufemia, dove numerosi Tir sono stati parcheggiati sui lati della strada, lasciando uno spazio ridotto per il transito delle vetture. La preoccupazione riguarda le possibili ripercussioni sulla distribuzione delle merci qualora il fermo dovesse proseguire senza soluzioni alternative. Non risultano tuttavia accertate interruzioni generalizzate delle forniture alimentari. La portata delle conseguenze dipenderà dall’effettiva adesione alla mobilitazione e dalla capacità delle aziende di riorganizzare le consegne.
Ore 07.41 – Scatta il fermo dei Tir: presìdi sulle strade calabresi fino al 20 ottobre
È cominciato ufficialmente il fermo regionale degli autotrasportatori proclamato da Fedralog Calabria. La mobilitazione, partita alla mezzanotte, è programmata fino a martedì 20 ottobre. Secondo le prime indicazioni diffuse dall’Ansa, sono circa quindici i presìdi principali individuati dagli organizzatori, distribuiti tra le cinque province calabresi. I mezzi pesanti si concentrano lungo le principali direttrici stradali, nei pressi degli svincoli autostradali e nelle aree strategiche per la movimentazione delle merci. La linea annunciata dagli organizzatori prevede presìdi pacifici e il rispetto dei servizi essenziali. La presenza dei camion, tuttavia, provoca restringimenti delle carreggiate e difficoltà alla viabilità. La protesta si aggiunge alle manifestazioni degli agricoltori già in corso da oltre due settimane.
Ore 07.34 – La mappa dei presìdi: dall’A2 al porto di Gioia Tauro, la protesta attraversa la Calabria
La mobilitazione interessa tutte le province della regione, con punti di concentramento individuati nei principali snodi della viabilità. Nel Reggino, l’attenzione si concentra sul porto di Gioia Tauro e su Grotteria Mare, nei pressi della superstrada Jonio-Tirreno. Nel Vibonese i presìdi interessano Sant’Onofrio, Vazzano e Vibo Marina. In provincia di Catanzaro i luoghi individuati comprendono Falerna, l’area aeroportuale di Lamezia Terme, Vena di Maida, Marcellinara, Caraffa e San Floro. Nel Crotonese il riferimento principale è inizialmente l’area industriale di Passovecchio, con ulteriori presìdi successivamente segnalati lungo la Statale 106. Nel Cosentino, infine, la mobilitazione si distribuisce tra gli svincoli dell’A2 nella zona di Frascineto e Sibari, l’area di Montalto Uffugo e Rende, la Statale 18 nell’Alto Tirreno e i collegamenti di San Lucido e Guardia Piemontese. La distribuzione dei presìdi viene aggiornata nel corso della giornata e il numero complessivo dei punti di protesta può variare anche in relazione alle iniziative degli agricoltori.
Falerna, Sant’Onofrio e Vazzano: camionisti pronti a restare per giorni
La protesta comincia molto prima dell’alba. Nella notte tra giovedì 15 e venerdì 16 ottobre, agricoltori e autotrasportatori raggiungono alcuni dei presìdi individuati dagli organizzatori. A Falerna, nei pressi dello svincolo dell’A2, numerosi mezzi pesanti si concentrano già nelle ore serali. Accanto ai lavoratori ci sono cittadini, famiglie con bambini e studenti universitari, alcuni direttamente legati al mondo agricolo. A Sant’Onofrio, poco prima delle due del mattino, il presidio è già attivo. Sul posto sono presenti gli agenti della Questura di Vibo Valentia, i carabinieri e gli uomini del 10° Reparto Mobile di Catania, arrivati dalla Sicilia per rafforzare il dispositivo di sicurezza. A Vazzano, altro snodo lungo l’A2, decine di autotrasportatori preparano invece una permanenza che potrebbe durare diversi giorni. Viene predisposta anche un’area barbecue per organizzare i pasti durante il presidio. Sul posto operano, tra gli altri, gli uomini del 12° Reparto Mobile di Reggio Calabria, gli agenti della Digos, i carabinieri e la Guardia di finanza. Un’organizzazione che testimonia la volontà dei manifestanti di proseguire la mobilitazione per l’intera durata del fermo.
PERCHÉ SI PROTESTA – Gasolio, costi insostenibili e imprese senza liquidità
Dietro la mobilitazione degli autotrasportatori non c’è soltanto l’aumento del prezzo alla pompa. Carburante, pedaggi autostradali, assicurazioni, manutenzione, stipendi, contributi e rate dei mezzi costituiscono una somma di spese che, secondo Fedralog, molte imprese non riescono più a sostenere. Il problema riguarda anche le tariffe riconosciute dai committenti, considerate in diversi casi insufficienti a compensare i maggiori costi di esercizio. L’associazione denuncia una progressiva riduzione della liquidità disponibile e chiede interventi immediati, oltre a strumenti permanenti di confronto con le istituzioni. La vertenza si affianca a quella degli agricoltori e dei pescatori, che contestano il caro carburante, l’aumento delle spese di produzione e i prezzi riconosciuti ai produttori. Una mobilitazione che nelle scorse settimane ha già interessato Rosarno, Pizzo, Firmo, San Marco Argentano, Davoli, Spezzano Albanese e altri territori calabresi.
COSA SUCCEDE ADESSO – Cinque giorni di fermo e il tavolo nazionale fissato per il 27 ottobre
La protesta degli autotrasportatori è programmata fino a martedì 20 ottobre, con presìdi che potrebbero proseguire anche durante le ore notturne. La Regione Calabria ha annunciato e approvato misure di sostegno economico per i comparti interessati dal caro carburante, ma gli interventi finora adottati non sono bastati a scongiurare la mobilitazione. Intanto il ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti ha convocato per martedì 27 ottobre un tavolo nazionale con le associazioni di categoria: una riunione prevista sette giorni dopo la conclusione del fermo calabrese. Le incognite più immediate riguardano la continuità dei rifornimenti di carburante, la regolarità delle consegne commerciali e l’eventuale protrarsi dei rallentamenti nei principali snodi stradali e logistici. Il punto non è soltanto quanti camion rimarranno fermi nei prossimi giorni, ma quante aziende riusciranno a tornare a lavorare quando il fermo sarà terminato.














