22 Settembre 2026
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Emergenza migranti a Crotone, il prefetto Ferraro annuncia i trasferimenti: circa 100 resteranno in Calabria

Le strutture d'accoglienza regionali e dell'Abruzzo ospiteranno i cittadini stranieri che stazionavano in città. La precisazione del prefetto: "Il piano col Viminale era attivo da settimane"

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Una risposta concreta alle criticità e al degrado urbano registrati nelle ultime settimane nel territorio crotonese. I cittadini stranieri che bivaccano nelle vie di Crotone in attesa di ottenere il rinnovo dei permessi di soggiorno dalla Questura saranno trasferiti e sistemati in diverse strutture d’accoglienza dislocate tra la Calabria e l’Abruzzo.
Ad annunciarlo è stato il prefetto di Crotone, Franca Ferraro, intervenuta a margine di una manifestazione pubblica per fare il punto sulla situazione, in un momento di forte tensione politica seguito alla recente aggressione in cui cinque poliziotti sono rimasti feriti.

Nessun blitz post-aggressione: il piano concordato con il Viminale

Il rappresentante del governo ha voluto fugare ogni dubbio sulla natura dell’intervento, smentendo che il trasferimento rappresenti una reazione estemporanea ai recenti fatti di cronaca. I trasferimenti rientrano in una strategia pianificata da tempo insieme alle istituzioni centrali. Il prefetto ha infatti precisato che “da alcune settimane era in corso una interlocuzione con il ministero dell’Interno per togliere gli stranieri dalle strade”.
Nel dettaglio della ripartizione, circa 100 migranti saranno trasferiti in centri di accoglienza situati in Calabria, mentre altri 40 verranno destinati a strutture ubicate sul territorio abruzzese, alleggerendo la pressione sulla città pitagorica.

Migranti di terra e rotte marittime: la distinzione del prefetto

La profilazione dei cittadini presenti in città mette in luce dinamiche di spostamento ben definite a livello nazionale. “Si tratta di migranti di terra, che arrivano principalmente dal confine di Gorizia, facendo emergere un’immigrazione sommersa che lo stesso ministero sta analizzando”, ha spiegato Ferraro.
Si tratta di una realtà differente rispetto ai flussi gestiti via mare lungo le coste calabresi. Il prefetto ha infatti evidenziato il percorso tracciato per chi viene soccorso al largo, parlando dei migranti “che dopo l’identificazione e lo screening sanitario entrano ufficialmente nel territorio dello Stato e trovano posto al Cara di Sant’Anna o in altri centri nazionali”.

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