Una giornata di festa e grande musica dal vivo trasformata, a riflettori spenti, in una notte di disagi e polemiche per centinaia di spettatori. È il bilancio in chiaroscuro del Jova Summer Party 2026 – L’Arca di Lorè, la grande manifestazione che ha richiamato circa 30 mila persone presso la Calabria Music Arena, allestita nell’area del Campus dell’Università Magna Graecia a Germaneto. Se da un lato lo spettacolo è stato un successo di presenze e si è svolto in piena sicurezza grazie all’imponente macchina dell’ordine pubblico, coordinata dal Prefetto di Catanzaro, Clemente Di Nuzzo, e dal Questore con l’impiego di oltre 300 uomini delle forze dell’ordine, dall’altro la gestione della mobilità al termine del concerto ha mostrato evidenti criticità nel sistema dei collegamenti verso le aree parcheggio.
La rabbia dei fan: “Navette stracolme e chilometri a piedi di notte”
I problemi principali si sono verificati al momento del deflusso, quando una consistente massa di pubblico si è riversata all’uscita dell’arena festiva cercando di utilizzare i bus navetta dedicati. La capienza e la frequenza dei mezzi si sono rivelate insufficienti a coprire la forte domanda, creando lunghissime attese e spingendo molti giovani e famiglie a incamminarsi al buio lungo arterie stradali prive di tutele pedonali.
La protesta dei partecipanti è esplosa immediatamente attraverso testimonianze dirette: “Il concerto è stato meraviglioso ma Catanzaro non all’altezza”. Sulla stessa linea un’ulteriore protesta indirizzata all’amministrazione: “L’organizzazione del Comune di Catanzaro per il concerto di Jovanotti è stata pessima. Oltre ad aver pagato il biglietto e 5 euro a persona per le navette, queste ultime sono state organizzate malissimo, lasciando i ragazzi a piedi dopo il concerto. Non potendo rimanere tutta la notte ad aspettare, le persone sono state messe in pericolo e costrette a percorrere più di 8 chilometri a piedi all’1 di notte su una statale per raggiungere le proprie macchine da Germaneto. Il concerto è stato Meraviglioso. Catanzaro non è cosa tua avere un evento così”.

Sicurezza garantita durante lo spettacolo, ma il deflusso resta l’anello debole
La criticità del servizio navetta ha pesato in modo particolare su chi è arrivato da fuori regione per assistere all’unica tappa calabrese del tour. Le immagini della gente in cammino lungo la carreggiata all’una di notte hanno evidenziato la distanza tra la riuscita del piano d’ordine e la tenuta della rete dei trasporti.
“Tutto bellissimo ma a fine serata, stanchi per l’intensa giornata, si è rivelato impossibile imbarcarsi sulle navette, strapiene, e la gente si è riversata per strada. Partite le prime navette verso le aree parcheggio dove avevamo lasciato le auto, mentre in tantissimi attendevano il ritorno delle successive, dopo un’attesa estenuante, di notte e al termine di una giornata di concerto, siamo stati costretti a incamminarci a piedi, senza alcuna tutela” commenta un’altra spettatrice.
Nonostante l’azione coordinata delle istituzioni e delle forze di Polizia abbia permesso la gestione ordinata di una massa imponente di pubblico per l’intera durata dello show, nel momento chiave del rientro a casa “qualcosa non ha funzionato”, lasciando un retrogusto amaro in margine a quello che doveva essere un grande evento di festa per la città.












