Il turismo in Calabria è una risorsa preziosa, ma per chi apre le porte della propria casa vacanze estive, la realtà quotidiana può trasformarsi in un incubo. È il senso amaro della denuncia anonima affidata alla nostra redazione da un gestore della costa vibonese, che porta alla luce le tensioni e le tutele mancate nel settore delle locazioni brevi: “Metto a disposizione la mia casa con tanti sacrifici, togliendo tempo prezioso alla mia famiglia per rendere l’ambiente piacevole. Per poi ritrovarsi schiavi degli ospiti e ricattati da essi. Non hai il diritto di parlare: se subisci un danno passa un’infinità di tempo per il risarcimento, e se provi a confrontarti con l’ospite rischi subito una recensione negativa per ripicca. Bisogna solo subire: danni, umiliazioni, dispetti e case lasciate come porcili.”
L’arma del ricatto e la solitudine delle piattaforme
Il nodo centrale della protesta riguarda il sistema delle valutazioni online, spesso percepito dagli host come strumento di pressione sbilanciato a favore dei turisti. “Se chiamo le piattaforme per segnalare un problema, mi dicono di contattare l’ospite. Ma quando lo faccio, parte il ricatto: se chiudo un occhio sulla spazzatura o sui danni fanno una buona recensione, altrimenti ne lasciano una distruttiva. Anche mostrando i messaggi di minaccia, i portali non intervengono e non rimuovono i giudizi in mala fede.”
A questo quadro si aggiunge il peso fiscale e di intermediazione, che secondo la testimonianza erode gran parte del guadagno effettivo: “Tra cedolare secca e commissioni di servizio, all’host resta in tasca poco più del 45% di quello che versa l’ospite. E aggiungendo i danni alla fine cosa ci rimane? Un misero 20%. Eppure facciamo questo lavoro per passione e per condividere la bellezza della nostra terra, non solo per profitto. Ci troviamo davanti a persone che pretendono servizi da hotel a cinque stelle pagando pochissimo.”
Emergenza rifiuti e furti in casa: “Mettiamo le mani nella spazzatura”
Tra i problemi più concreti segnalati figurano la gestione dei rifiuti urbani e la mancanza di rispetto per le regole di convivenza civile e della proprietà privata. “La raccolta differenziata non viene fatta né esposta all’esterno. Troviamo cumuli di immondizia dentro casa e dobbiamo mettere le mani nella spazzatura per dividerla. A questo si aggiungono furti continui di suppellettili, stoviglie ed elementi d’arredo.”
La testimonianza si chiude con parole forti e tanto sconforto per il futuro della propria attività e dell’offerta turistica locale. “Per quest’anno è andata così, ma siamo davvero scoraggiati all’idea di proseguire il prossimo anno. Senza tutele e senza rispetto, non si può andare avanti.”












