La Questura di Catanzaro, guidata da Giuseppe Linarese, ha accolto una visita dal forte valore simbolico e culturale: quella di Massimo Palanca, storico calciatore e icona assoluta del calcio cittadino. Un incontro che ha trasformato gli uffici istituzionali in un luogo di memoria condivisa, nel segno dei valori dello sport, della legalità e di un legame identitario che non conosce il tempo.
Un ritorno che parla alla città
La presenza di Palanca ha rappresentato molto più di una visita di cortesia. È stata l’occasione per riaffermare un rapporto profondo tra l’ex campione e Catanzaro, una città che continua a riconoscersi nella sua storia sportiva.
Dalla Questura hanno sottolineato come “accogliere Massimo Palanca significhi celebrare un patrimonio umano e sportivo che appartiene a tutta la comunità”, evidenziando il valore educativo dello sport come strumento di coesione sociale.
Digos e tifoseria: dialogo e rispetto
Il percorso della visita ha incluso anche l’ufficio della Squadra Tifoseria della Digos, punto di riferimento per il dialogo con il mondo del tifo organizzato. Un passaggio significativo, che rafforza l’idea di uno sport vissuto con passione responsabile e rispetto delle regole.
Palanca, visibilmente coinvolto, ha dichiarato: “Catanzaro e i suoi tifosi sono una parte indelebile della mia vita. Ritrovare questi valori nelle istituzioni è motivo di orgoglio”.
Sport, istituzioni e memoria collettiva
L’incontro ha ribadito come le istituzioni possano farsi custodi della memoria sportiva, valorizzando figure capaci di unire generazioni diverse. “Il calcio, quando è vissuto con autenticità, diventa linguaggio comune e ponte tra passato e futuro”, è stato rimarcato nel corso della visita.








