17 Luglio 2026
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La stagione degli incendi si allunga anche in Calabria: già 156 roghi prima dell’estate. Legambiente fotografa un 2026 in forte crescita

La regione si conferma tra quelle più colpite, con oltre 1.500 ettari andati in fumo prima dell'avvio della campagna antincendio

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La stagione degli incendi boschivi in Italia continua ad anticipare i propri tempi. Se fino a pochi anni fa i mesi più critici coincidevano quasi esclusivamente con l’estate, oggi i roghi si sviluppano con frequenza crescente già in primavera e, in alcuni casi, perfino durante l’inverno. È il quadro che emerge dal rapporto “Italia in fumo 2026”, diffuso da Legambiente, che analizza l’andamento dei primi mesi del 2026 e mette a confronto i dati con quelli registrati nel 2025.

Secondo l’associazione ambientalista, l’aumento delle temperature e gli effetti della crisi climatica stanno modificando la distribuzione temporale degli incendi, rendendo sempre più esteso il periodo di rischio, ben prima dell’avvio ufficiale della stagione Antincendio Boschivo (AIB), fissata quest’anno dal 15 giugno al 15 ottobre 2026.

I numeri del 2026: incendi in aumento del 36%

I dati raccolti da Legambiente fotografano un’accelerazione significativa del fenomeno. Dal 1° gennaio al 15 giugno 2026 sono stati censiti 469 incendi, contro i 344 registrati nello stesso periodo del 2025. L’incremento è pari al 36,3%.

Sul fronte delle superfici percorse dal fuoco, il bilancio è altrettanto rilevante: sono andati distrutti 9.545 ettari, un’estensione che corrisponde a circa 13.368 campi da calcio.

Il rapporto evidenzia inoltre come il fenomeno non riguardi più esclusivamente le regioni tradizionalmente più esposte. Aree del Nord, come Piemonte e Liguria, e del Centro, come Toscana e Lazio, stanno registrando episodi sempre più frequenti anche nei mesi precedenti alla stagione estiva.

Calabria tra le regioni più colpite prima della stagione AIB

Nel Mezzogiorno resta elevata la pressione degli incendi. La Sicilia guida la classifica nazionale con 4.769 ettari devastati dalle fiamme e 175 roghi censiti nel periodo considerato.

Alle sue spalle si colloca la Calabria, dove il report registra 156 incendi e 1.543 ettari di territorio andati in fumo prima ancora dell’avvio della stagione AIB. Seguono Campania, con 715 ettari e 42 incendi, Puglia, con 367 ettari e 30 roghi, Sardegna, con 270 ettari interessati da 8 incendi, e Basilicata, con 25 ettari bruciati e 5 episodi.

I dati confermano come la Calabria continui a rappresentare una delle aree maggiormente esposte agli incendi boschivi già nella prima parte dell’anno.

Aree protette e province più colpite

Il report dedica attenzione anche ai danni subiti dagli ecosistemi di maggiore valore naturalistico. La Sicilia detiene il dato più elevato con circa 1.800 ettari distrutti all’interno di siti appartenenti alla Rete Natura 2000. Seguono Toscana, Campania e Calabria, ciascuna con circa 800 ettari di aree protette percorse dalle fiamme.

Tra le province italiane, il primato spetta ad Agrigento, dove risultano bruciati 1.677 ettari, davanti a Trapani con 1.618 ettari e Reggio Calabria, che registra 834 ettari interessati dagli incendi.

I dati del report di Legambiente

Le informazioni riportate provengono dal report “Italia in fumo 2026”, pubblicato da Legambiente nel 2026 e dedicato all’analisi degli incendi boschivi registrati nei primi mesi dell’anno, con un confronto rispetto all’andamento del 2025. Il documento evidenzia come l’estensione del periodo di rischio e l’incremento degli episodi siano strettamente collegati alle condizioni climatiche osservate negli ultimi anni, delineando una distribuzione degli incendi sempre meno concentrata nei soli mesi estivi.

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