Gli oceani continuano ad accumulare calore e il mese di giugno entra negli archivi climatici con un nuovo primato. Il Servizio per i cambiamenti climatici di Copernicus (C3S) e il Servizio Marino di Copernicus hanno rilevato che le temperature superficiali giornaliere del mare hanno superato i record registrati negli stessi giorni del 2023 e del 2024, raggiungendo il livello più alto mai osservato per questo periodo dell’anno.
Nel comunicato ufficiale, i servizi europei affermano che «si prevede che questo record avrà conseguenze sia sugli andamenti meteorologici che sul clima globale e sugli ecosistemi marini», aggiungendo che le proiezioni climatiche indicano la possibilità di un El Niño di forte intensità.
Caldo record, ma arrivano i primi segnali di cambiamento
Il dato diffuso da Copernicus arriva mentre l’Italia affronta una fase di transizione dopo giorni di caldo eccezionale.
Secondo il Ministero della Salute, oggi restano 21 città con il bollino rosso, il massimo livello di allerta per gli effetti delle alte temperature sulla salute, mentre domani le città in massima allerta si ridurranno a due, segnando un primo attenuarsi dell’ondata di calore.
La diminuzione dei bollini rossi non significa però la fine dell’emergenza meteorologica. L’ingresso di aria più instabile favorirà infatti la formazione di temporali, localmente anche intensi.
Dalla Lombardia alla Calabria: le regioni interessate dall’allerta
Il cambiamento del quadro atmosferico interesserà gran parte della Penisola.
Per la giornata di oggi è stata diramata un’allerta arancione sulla Lombardia, mentre l’allerta gialla riguarda Abruzzo, Basilicata, Calabria, Emilia-Romagna, Friuli Venezia Giulia, Molise, Piemonte, Puglia, Sicilia, Toscana, Trentino-Alto Adige, Umbria e Veneto.
In Calabria, dopo giorni caratterizzati da temperature elevate e forte disagio dovuto all’afa, il peggioramento potrà favorire rovesci e temporali soprattutto nelle aree interne e montuose, con possibili fenomeni localmente intensi.
Il Mediterraneo osservato speciale
Gli esperti sottolineano che il Mar Mediterraneo rappresenta uno dei bacini che si stanno riscaldando più rapidamente. Acque sempre più calde alimentano l’energia disponibile nell’atmosfera e possono contribuire a rendere più intensi sia le ondate di calore sia gli eventi meteorologici estremi.
Per questo il record registrato dagli oceani non viene considerato un dato isolato, ma un indicatore strettamente collegato all’evoluzione del clima che interessa anche il bacino mediterraneo e le regioni italiane affacciate sul mare, tra cui la Calabria.
*Foto: ANSA










