4 Settembre 2026
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Maxi deposito di pneumatici sequestrato: 80 metri cubi e contestazioni anche per una tettoia abusiva a Scalea

Controlli ambientali in un'attività di gommista: sequestrata l'area destinata agli pneumatici e deferito il titolare. Contestate anche irregolarità edilizie e nella gestione dei residui delle acque di lavorazione

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Ottanta metri cubi di pneumatici sono finiti sotto sequestro nell’ambito di un controllo ambientale condotto a Scalea, nel Cosentino. L’intervento è stato eseguito dai Carabinieri Forestale del Nucleo di Scalea insieme alla Guardia Costiera locale, con la partecipazione di un tecnico comunale.

L’ispezione, effettuata nei giorni scorsi, rientrava in una serie di verifiche avviate per accertare eventuali violazioni ambientali all’interno di alcune attività presenti sul territorio.

Il controllo ha riguardato, in particolare, un’attività di gommista e riparazione pneumatici, dove gli operatori hanno riscontrato una consistente quantità di copertoni depositati direttamente sulla pavimentazione.

Il deposito dei copertoni e le contestazioni ambientali

Secondo quanto emerso dagli accertamenti, il controllo della documentazione avrebbe evidenziato che parte degli pneumatici era presente nell’area di deposito oltre il periodo massimo previsto dalla normativa per il loro smaltimento.

Da qui è scattato il sequestro giudiziario della zona interessata. Al titolare dell’attività vengono contestate violazioni della normativa ambientale, con particolare riferimento al deposito incontrollato e alla gestione illecita di rifiuti.

La contestazione riguarda dunque la permanenza degli pneumatici fuori uso oltre i limiti temporali consentiti. Saranno gli eventuali successivi sviluppi del procedimento, e in definitiva un eventuale giudizio irrevocabile, a stabilire le responsabilità personali.

Una tettoia di 44 metri quadrati

Durante il sopralluogo sarebbero emerse anche irregolarità urbanistiche. Gli accertatori hanno rilevato la presenza di una tettoia realizzata con struttura in ferro e lamiera, della superficie di circa 44 metri quadrati, stabilmente ancorata al terreno.

Secondo quanto riportato nella comunicazione relativa all’intervento, il manufatto sarebbe stato realizzato senza i necessari titoli autorizzativi, in particolare senza SCIA e senza la prescritta autorizzazione paesaggistica. L’area, infatti, risulta sottoposta a vincolo di tutela ambientale.

Nel corso delle verifiche sarebbero state inoltre individuate modifiche interne non autorizzate all’interno di un locale dell’attività.

Fanghi e residui oleosi: verifiche anche sulle acque

Gli accertamenti non si sono limitati alla gestione degli pneumatici. Gli operatori hanno verificato anche i sistemi destinati alla regimentazione e al trattamento delle acque di lavorazione e di dilavamento delle superfici.

In questo ambito, secondo quanto comunicato, sarebbe stata riscontrata l’assenza dei Formulari di Identificazione dei Rifiuti (FIR) relativi allo smaltimento dei fanghi e dei residui oleosi accumulati nei sistemi di trattamento delle acque presenti nell’area.

Gli elementi raccolti durante il sopralluogo hanno portato alla contestazione di diverse violazioni e al sequestro giudiziario dell’area utilizzata per il deposito dei pneumatici.

Il titolare deferito

Al termine degli accertamenti, il titolare della ditta è stato deferito all’autorità giudiziaria per le ipotesi di reato connesse alle violazioni urbanistiche e alla gestione dei rifiuti contestate dagli organi di controllo.

La comunicazione precisa che le contestazioni devono essere valutate nel rispetto dei diritti dell’indagato, che deve essere considerato presunto innocente fino a un eventuale definitivo accertamento della responsabilità con sentenza irrevocabile.

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