31 Ottobre 2026
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“Mi derideva per l’accento calabrese”: accoltellato a morte 55enne nel Comasco

La vittima, Aldo Marra, aveva 55 anni. Il 33enne arrestato avrebbe raccontato di aver reagito dopo le provocazioni e di essere uscito di casa già armato di un coltello

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Tragedia nel Comasco, dove un uomo di 55 anni, Aldo Marra, è morto dopo essere stato accoltellato durante una lite avvenuta all’esterno di un bar a Vighizzolo, frazione di Cantù. L’episodio si è verificato nel pomeriggio del 31 ottobre. Secondo la ricostruzione riportata da LaPresse, la discussione sarebbe nata per futili motivi e sarebbe rapidamente degenerata, fino all’aggressione con un coltello da parte di un uomo di 33 anni. La vittima è stata raggiunta da diversi fendenti, che l’hanno colpita all’addome e alla spalla. Quando sono arrivati i soccorsi, il 55enne si trovava già in arresto cardiaco. Trasportato d’urgenza all’ospedale di Cantù, è morto poco dopo il suo arrivo. Sul posto sono intervenuti i carabinieri, che hanno avviato gli accertamenti e arrestato un cittadino italiano di 33 anni, sospettato di essere il responsabile dell’accoltellamento.

“Deriso per l’accento calabrese”: il racconto del 33enne arrestato

Tra gli elementi emersi nelle prime fasi delle indagini c’è il racconto fornito dal presunto aggressore agli investigatori. Il 33enne avrebbe riferito di essere stato preso in giro dalla vittima per il proprio accento calabrese. Una provocazione che, secondo la sua versione, avrebbe innescato la lite e successivamente l’aggressione. L’uomo avrebbe inoltre raccontato di essere uscito di casa già armato di un coltello, temendo di incontrare una persona con la quale avrebbe avuto un debito di 200 euro. Non avrebbe però fornito agli investigatori il nome e l’identità di questa persona. Secondo la ricostruzione del 33enne, la discussione sarebbe poi degenerata quando Aldo Marra avrebbe iniziato a deriderlo per la sua inflessione dialettale. Spaventato, a suo dire, anche dalla corporatura imponente della vittima, avrebbe reagito estraendo il coltello e colpendola. Si tratta della versione fornita dall’arrestato, sulla quale sono in corso gli accertamenti degli investigatori.

Molteni: “Crimine efferato, nessuna impunità”

Sull’omicidio è intervenuto anche Nicola Molteni, sottosegretario al Ministero dell’Interno, che sta seguendo la vicenda in contatto con i carabinieri e la Prefettura di Como. “Crimine efferato, nessuna impunità”, ha dichiarato Molteni, esprimendo la propria posizione sull’accaduto e ringraziando le forze dell’ordine per la tempestività dell’intervento. “Sono in contatto con il Prefetto di Como e ho ringraziato l’Arma dei carabinieri che è tempestivamente intervenuta e ha prontamente fermato il presunto autore del reato. Un crimine così brutale e inumano non resterà impunito”. Il sottosegretario ha infine rivolto un messaggio di cordoglio ai familiari della vittima e alla comunità locale, profondamente scossa dall’accaduto. “Rivolgo alla famiglia della vittima e a tutta la comunità canturina, scossa da questo atroce delitto, il mio più profondo cordoglio e vicinanza”. Le indagini dei carabinieri proseguono per ricostruire con precisione la dinamica dell’accoltellamento e verificare le circostanze che hanno portato alla morte del 55enne.

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