27 Luglio 2026
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Odissea ad alta velocità: il Frecciarossa Reggio-Torino diventa una sauna, passeggeri e vip evacuati dai vagoni

Il disservizio ha coinvolto 400 persone sul treno della tratta calabrese, compreso il celebre paroliere Mogol

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Un tragitto di dodici ore trasformato in un’odissea d’altri tempi tra svenimenti sfiorati, calore soffocante e vagoni roventi.
Come riportato da La Stampa, il Frecciarossa 9584 partito da Reggio Calabria e diretto a Torino si è trasformato in un vero e proprio incubo per oltre 400 passeggeri, costretti a viaggiare con l’impianto di climatizzazione del tutto fuori uso in ben quattro carrozze, comprese le top di gamma Business ed Executive.
Tra le centinaia di persone colpite dall’avaria figurava anche il noto autore e paroliere Mogol, di ritorno da un evento in Basilicata, che ha vissuto in prima persona i pesanti disagi legati al caldo estremo.

La testimonianza di Mogol e la protesta a bordo

I disservizi sono cominciati sin dai primi chilometri per poi peggiorare progressivamente durante la risalita della penisola. La situazione all’interno della prima carrozza è diventata talmente insostenibile da costringere il personale di bordo a evacuare il vagone, chiedendo ai viaggiatori di spostarsi e di sostare provvisoriamente nei corridoi.
A confermare la gravità della situazione all’inviata del quotidiano torinese è stato lo stesso autore, che ha commentato con amarezza la parentesi di viaggio prima di scendere nella Capitale: “Sì, faceva davvero troppo caldo nella prima carrozza”.

Tensione tra le carrozze e le lamentele dei passeggeri

Se il personale di bordo si è prodigato per offrire assistenza e sistemazioni alternative per quanto possibile, non sono mancati momenti di forte tensione, in particolare tra famiglie con bambini anziani e viaggiatori stremati.
“A Lamezia già non funzionava”, ha raccontato il passeggero Vincenzo Montesano, fra i primi a cedere il proprio posto al fresco per aiutare chi era in difficoltà.
Rabbia ed estrema stanchezza sono state espresse anche da Agnese Alessi, partita dalla Sicilia con due gemellini, la quale ha riferito “Siamo partiti alle 4 da Catania, un’ora di auto per il traghetto a Messina: un’odissea. Siamo sfiniti, i miei figli hanno rischiato di stare male”.
Un malumore diffuso che ha portato molti a criticare le condizioni di viaggio, con passeggeri che esclamavano “Ci fanno viaggiare come bestie” e c’era chi, come Francesca Granelli, esasperata dalle ripetute disavventure estive ha ribadito “Con Trenitalia ho chiuso”.

Il nodo dei controlli e le responsabilità sulla partenza

Resta da chiarire per quale motivo un convoglio ad alta velocità con centinaia di prenotazioni e temperature esterne prossime ai 35 gradi sia stato fatto partire con un guasto all’impianto di refrigerazione noto fin dal principio.
Un operatore di bordo, intervistato dal quotidiano torinese, ha spiegato la complessa catena di decisioni che precede la partenza “A Reggio Calabria, non c’è il servizio di manutenzione. Se ci dicono di partire nonostante il guasto partiamo. Queste decisioni passano sopra le nostre teste”.
Sul caso è intervenuto anche il consigliere comunale torinese Ferrante De Benedictis, anch’egli presente sul treno, che ha definito la vicenda “inaccettabile”.

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