27 Luglio 2026
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Carcere di Rossano, agente della Penitenziaria aggredito da un detenuto: sette punti di sutura

Il Sappe denuncia l'emergenza sicurezza negli istituti penitenziari: "Serve un piano nazionale, mancano almeno cinquemila agenti in due anni"

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Un agente della Polizia penitenziaria è stato aggredito nel carcere di Rossano, nel territorio di Corigliano-Rossano. L’episodio, denunciato dal sindacato Sappe, si sarebbe verificato all’interno della struttura detentiva dove un detenuto avrebbe colpito l’agente provocandogli una ferita all’arcata sopracciliare.
Il poliziotto è stato costretto alle cure mediche e ha ricevuto sette punti di sutura, con una prognosi di dieci giorni.

La denuncia del Sappe: “Situazione sempre più grave”

A rendere noto l’accaduto è stato il Sindacato autonomo polizia penitenziaria, che torna a chiedere interventi urgenti sul fronte della sicurezza negli istituti italiani.
“La situazione nelle carceri è sempre più grave, a causa di una popolazione detenuta che non rispetta le regole perché convinta di poter fare ciò che vuole”, affermano Giovanni Battista Durante, segretario generale aggiunto del Sappe, e Francesco Ciccone, segretario nazionale.
Secondo il sindacato, gli episodi di aggressione nei confronti degli operatori penitenziari sarebbero il segnale di una crisi più ampia che riguarda la gestione delle carceri.

“Serve un piano di emergenza nazionale”

Il Sappe chiede un intervento strutturale per riportare gli istituti penitenziari in condizioni di sicurezza.
“Serve ormai un piano di emergenza nazionale che riporti la situazione delle carceri in un alveo di legalità e sicurezza che ormai non c’è più”, sottolineano i rappresentanti del sindacato.
Tra le richieste avanzate c’è anche un rapido potenziamento degli organici.
“Continuare ad assumere personale il più velocemente possibile, perché servono almeno altri cinquemila agenti in due anni, in più rispetto a quelli attuali”, spiegano Durante e Ciccone.

La proposta: istituti divisi per livelli di sicurezza

Il sindacato propone anche una diversa organizzazione del sistema carcerario, con una suddivisione degli istituti su base regionale.
Secondo il Sappe sarebbe necessario dividere le strutture in tre categorie: massima sicurezza, media sicurezza e custodia attenuata, così da poter isolare “i più violenti e coloro che creano problemi di sicurezza”.
Tra le misure indicate anche il potenziamento dei controlli per impedire l’ingresso illegale dei telefoni cellulari nelle carceri.

Sovraffollamento e detenuti fragili: l’allarme del sindacato

Il Sappe richiama infine il problema del sovraffollamento carcerario e della gestione di alcune categorie di detenuti.
Il sindacato chiede di “deflazionare le carceri attraverso le misure alternative alla detenzione e l’applicazione del braccialetto elettronico”, ricordando che oggi negli istituti italiani ci sarebbero oltre 65mila detenuti, circa 15mila in più rispetto ai posti disponibili.
Tra le altre richieste figurano anche il trasferimento dei detenuti con problematiche psichiatriche, ritenuti dal sindacato difficili da gestire all’interno degli istituti ordinari, e interventi specifici per i detenuti con dipendenze.

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