Dieci candidature per una sola poltrona. Il Consiglio superiore della Magistratura ha aperto il dossier per la guida della Procura di Vibo, una delle postazioni più delicate e allo stesso tempo ambite della giustizia calabrese. Dopo il trasferimento di Camillo Falvo a capo della Procura di Potenza, si è ufficialmente aperto la lunga e complessa procedura per nominare il nuovo procuratore della Repubblica di Vibo Valentia. L’elenco consultato da Calabria7 fotografa una competizione ampia e apertissima: sei donne e quattro uomini, con percorsi professionali molto diversi ma, in più casi, segnati da esperienze dirette nel contrasto alla criminalità organizzata. I nomi, in rigoroso ordine alfabetico, sono quelli di Sara Amerio, Antonio Clemente, Giovanni Corona, Rocco Cosentino, Emanuela Costa, Annamaria Frustaci, Marisa Manzini, Francesco Massara, Giulia Pantano e Maria Alessandra Ruberto. La partita vera comincerà con l’esame dei profili da parte della Quinta commissione del Csm, chiamata a comparare anzianità, merito, attitudini direttive, capacità organizzative ed esperienza maturata negli uffici requirenti.
Il posto lasciato da Falvo e la reggenza di Iannazzo
Falvo, alla guida della Procura vibonese dal 2019, è stato nominato procuratore della Repubblica di Potenza dal plenum del Csm il 18 febbraio 2026. Il passaggio si è completato in aprile con l’insediamento nel capoluogo lucano, assumendo anche le funzioni di capo della Direzione distrettuale antimafia. Nel bando deliberato l’11 giugno 2026, il Csm ha indicatp formalmente la sede di Vibo come vacante dal 18 febbraio, data della nomina di Falvo a Potenza. Nel frattempo l’ufficio è affidato alla procuratrice facente funzioni Concettina Iannazzo.
Chi sono i dieci magistrati candidati a guidare la Procura di Vibo
La fotografia delle candidature riunisce profili provenienti da Calabria, Sicilia, Campania e Roma, oltre a una magistrata attualmente assegnata al Ministero della Giustizia.
Sara Amerio è sostituta procuratrice a Reggio Calabria e fa parte della Direzione distrettuale antimafia. Magistrata dal 2010, ha maturato esperienza in indagini su cosche, narcotraffico, armi, estorsioni, usura e voto di scambio, anche con una forte componente di cooperazione internazionale.
Antonio Clemente è sostituto procuratore a Roma, assegnato al sesto dipartimento, competente per terrorismo e reati contro la personalità dello Stato, e agli affari giudiziari internazionali. È uno dei candidati con maggiore anzianità di servizio: il suo ingresso in magistratura risale ai primi anni Novanta.
Giovanni Corona, oggi sostituto alla Procura di Napoli Nord, porta con sé una lunga esperienza maturata nel distretto partenopeo. È stato nella Dda di Napoli tra il 1999 e il 2005, occupandosi di clan camorristici, traffici internazionali di droga, tratta e sfruttamento delle persone, oltre che delle indagini sulla faida di Scampia e sul clan dei Casalesi.
Rocco Cosentino è procuratore della Repubblica presso il Tribunale per i minorenni di Caltanissetta. Nato a Taurianova nel 1974, magistrato dal 1999, ha lavorato alla Dda di Reggio Calabria e alla Procura di Palmi prima di essere nominato, nel 2021, a capo dell’ufficio minorile nisseno. Tra i dieci è il candidato che esercita attualmente un incarico direttivo requirente.
Emanuela Costa è sostituta procuratrice a Lamezia Terme e, dal trasferimento di Salvatore Curcio a Catanzaro, ha retto l’ufficio come facente funzioni prima della nomina di Elio Romano insediatosi nelle scorse settimane. Originaria di Vibo Valentia, lavora nella Procura lametina dal 2015 e ha quindi maturato una conoscenza diretta delle dinamiche criminali del territorio centrale della Calabria.
Annamaria Frustaci è sostituta procuratrice della Dda di Catanzaro. Nell’attuale organizzazione dell’ufficio è inserita nella macro-area tirrenica, quella competente proprio per il circondario di Vibo Valentia. È uno dei nomi con il rapporto professionale più immediato con il territorio. Tutte le principali inchieste contro la ‘ndrangheta vibonese istruite dalla Procura antimafia guidata prima da Nicola Gratteri e oggi da Salvatore Curcio portano la sua firma: da Rinascita Scott fino a Maestrale-Olimpo-Imperium.
Marisa Manzini, oggi sostituta procuratrice generale a Catanzaro, ha alle spalle una lunga esperienza direttiva e antimafia. Magistrata dal 1991, è stata sostituta a Lamezia Terme, pm della Dda di Catanzaro con competenza sul Vibonese e procuratrice aggiunta di Cosenza. Ha inoltre collaborato con la Commissione parlamentare antimafia. La sua carriera di pm antimafia si intreccia con il contrasto proprio alla ‘ndrangheta vibonese e a lei sono legate alcune delle più importanti indagini contro le principali articolazioni criminali del territorio. Un lavoro proseguito poi dai suoi successi nel ruolo di sostituti procuratori antimafia applicati sul Vibonese: Camillo Falvo prima e Annamaria Frustaci dopo.
Francesco Massara è sostituto procuratore della Dda di Messina. Prima dell’approdo nel capoluogo ha lavorato a Barcellona Pozzo di Gotto, occupandosi a lungo della mafia barcellonese e del versante tirrenico messinese. La sua candidatura porta nella selezione un’esperienza antimafia maturata sull’altra sponda dello Stretto e in un territorio con frequenti connessioni investigative con la Calabria.
Giulia Pantano, vibonese, è procuratrice aggiunta a Catanzaro. Dopo le esperienze a Como e Palmi, è passata alla Procura di Reggio Calabria, dove ha lavorato anche nella Dda, prima della nomina ad aggiunta nel capoluogo calabrese nel 2021. È il profilo che unisce in modo più netto la provenienza dal territorio, l’esperienza antimafia e l’esercizio attuale di funzioni semidirettive.
Maria Alessandra Ruberto è indicata nella domanda presso il Ministero della Giustizia, nel Dipartimento per la giustizia minorile e di comunità. Ha già guidato la Procura per i minorenni di Catanzaro fino al completamento del periodo massimo nell’incarico e possiede quindi una precedente esperienza direttiva piena. Prima ancora aveva svolto funzioni requirenti a Lamezia Terme e alla Procura generale di Catanzaro.
I profili di vertice e il peso dell’esperienza antimafia
L’elenco presenta almeno tre blocchi professionali. Il primo è quello delle esperienze direttive o semidirettive. Cosentino dirige già la Procura minorile di Caltanissetta; Pantano è aggiunta a Catanzaro; Manzini è stata aggiunta a Cosenza; Ruberto ha guidato la Procura minorile di Catanzaro; Costa ha esercitato nel ruolo di facente funzioni la direzione concreta dell’ufficio di Lamezia. Il secondo blocco è costituito dai magistrati con una lunga militanza nelle Direzioni distrettuali antimafia: Amerio a Reggio Calabria, Frustaci a Catanzaro, Massara a Messina, Corona in passato a Napoli. A questi si aggiungono Cosentino, Manzini e Pantano, tutti con precedenti significativi negli uffici antimafia calabresi. Il terzo elemento è il legame con Vibo. Frustaci lavora oggi nella fascia Dda competente sul circondario; Manzini ha seguito per anni la criminalità organizzata vibonese; Costa e Pantano sono originarie del territorio. Sono dati destinati a pesare nella comparazione, ma non costituiscono scorciatoie: il Csm dovrà valutare l’intero percorso di ciascun aspirante e, soprattutto, l’idoneità a organizzare e dirigere l’ufficio.
La procedura al Csm: perché non c’è ancora un favorito
La partita è tutta da giocare ed è ancora lunga. Prima che la pratica possa arrivare alla fase decisiva dovranno essere acquisiti i rapporti dei capi degli uffici nei quali operano o hanno operato i candidati. Successivamente toccherà ai Consigli giudiziari competenti esprimere i rispettivi pareri, sulla base dei percorsi professionali, delle capacità organizzative e del lavoro svolto da ciascun aspirante. Soltanto quando il fascicolo sarà completo di tutta la documentazione, la Quinta commissione del Csm, competente per il conferimento degli incarichi direttivi e semidirettivi, potrà avviare la comparazione dei dieci profili e formulare una proposta unitaria oppure più proposte concorrenti. L’ultima parola spetterà quindi al plenum del Consiglio superiore della magistratura, chiamato a deliberare la nomina del prescelto.
Nel corso dell’istruttoria possono inoltre intervenire rinunce, trasferimenti o nuove nomine capaci di modificare il quadro iniziale. L’unico dato certo, oggi, è la consistenza della platea: dieci magistrati e una competizione che mette a confronto percorsi di alto livello. I tempi, proprio per il numero dei candidati e per i diversi passaggi necessari, non si annunciano brevi. Salvo un’accelerazione dell’istruttoria, è difficile immaginare che la nomina possa arrivare entro la fine del 2026: per conoscere il successore di Falvo bisognerà attendere con ogni probabilità il nuovo anno. Nel frattempo la responsabilità di garantire continuità alla Procura resterà nelle mani della facente funzioni Concettina Iannazzo.











