Dalle dieci di venerdì mattina, per quasi cinque ore, la Calabria è rimasta senza collegamenti ferroviari sulla linea ferroviaria tirrenica. In un cantiere a pochi metri dai binari della stazione di Pontecagnano Faiano è stato trovato un ordigno bellico inesploso della Seconda guerra mondiale. Una presenza rimasta sottoterra per oltre ottant’anni e tornata a galla proprio durante i lavori.
Rete Ferroviaria Italiana ha così fermato o dirtottato i treni tra Battipaglia e Salerno su altre linee o fornendo bus sostitutivi, per consentire agli specialisti del Genio Guastatori di mettere in sicurezza e rimuovere la bomba.
La circolazione è ripresa alle 14.55. Nel frattempo, però, la linea si è trasformata in un gigantesco punto di rottura per centinaia di viaggiatori diretti verso il Sud e per quelli che viaggiavano nella direzione opposta.
Battipaglia diventa il capolinea che nessuno aveva previsto
A Battipaglia sono scesi centinaia di passeggeri, trasformando la stazione in una sala d’attesa improvvisata. Chi doveva proseguire verso Salerno, Napoli o più a Sud si è ritrovato con il viaggio interrotto e poche certezze sui tempi della ripartenza.
Il personale ferroviario ha provato a fornire assistenza ma sul piazzale, tra caldo e umidità, si sono accumulate valigie, trolley e persone in attesa di capire quale sarebbe stata la soluzione. Qualcuno controllava il tabellone, qualcun altro l’app di Trenitalia, mentre gli aggiornamenti cambiavano continuamente.
A complicare ulteriormente la situazione è arrivato il traffico dei bus sostitutivi, insieme a quello dei passeggeri fatti scendere dai treni. Anche l’area davanti alla stazione è andata rapidamente in sofferenza, proprio mentre aumentava il numero delle persone da trasferire.
Frecce, Intercity e regionali: il blocco viaggia per tutta Italia
Il problema non si è fermato tra Salerno e Battipaglia. Lo stop ha avuto conseguenze anche sui convogli che si trovavano molto più lontano.
Il Frecciarossa 9505, partito da Milano alle 5.10, ha concluso la corsa a Napoli Centrale, dove i passeggeri hanno dovuto proseguire con un regionale.
L’8863 Roma-Reggio Calabria e il 9642 diretto verso il Nord sono stati cancellati nel tratto compreso tra Battipaglia e Salerno. Per i viaggiatori sono stati predisposti bus sostitutivi fino a Salerno, dove una Freccia attendeva l’arrivo dei passeggeri.
In diversi casi i ritardi hanno superato l’ora e mezza. E quando un viaggio ferroviario è costruito su una coincidenza, basta un’ora persa per far saltare tutto il resto. Così chi doveva raggiungere Bologna, Milano o Torino ha perso i cambi previsti a Roma o Napoli, ritrovandosi a cercare una soluzione alternativa.

Le comunicazioni e il dettaglio che fa infuriare i viaggiatori
A rendere ancora più complicata la gestione dell’emergenza è stata anche la comunicazione. Gli sms di Trenitalia sono arrivati mentre molti passeggeri erano già fermi in stazione. In alcuni casi indicavano la presenza del personale Customer Service alla stazione di Salerno, quando i viaggiatori si trovavano invece a Battipaglia e il collegamento ferroviario tra i due scali era sospeso.
Sul piazzale, quindi, le informazioni hanno iniziato a viaggiare soprattutto attraverso il passaparola, mentre i passeggeri cercavano di capire se aspettare, prendere un bus o tentare di ricostruire il viaggio in altro modo.
La bomba si rimuove. Il problema è tutto il resto
Che un ordigno della guerra venga trovato durante un cantiere può accadere. E davanti a una bomba inesplosa a pochi metri dai binari, fermare i treni è una misura inevitabile.
Il punto è ciò che succede dopo. Perché un’interruzione di quasi cinque ore su una direttrice ferroviaria fondamentale per il collegamento con la Calabria mette in evidenza quanto sia fragile l’intero sistema quando viene meno un tratto della linea.
Le alternative, i bus sostitutivi, le informazioni ai passeggeri e la gestione delle coincidenze fanno la differenza tra un inconveniente inevitabile e una giornata trasformata in un’odissea.
Per RFI l’emergenza si è conclusa alle 14.55, quando la linea è tornata percorribile. Per chi era rimasto a Battipaglia, invece, il viaggio stava solo per iniziare.













