18 Settembre 2026
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Visite mediche “in nero” negli ospedali di Catanzaro, la Cgil: “Se confermate, condotte di una gravità inaudita”

Il segretario regionale della Fp Cgil interviene sull'indagine che coinvolge dirigenti medici dell'Asp e dell'AOU 'Dulbecco'. Il sindacato chiede massimo rigore a tutela dei cittadini e dei lavoratori sviliti dal burnout

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L’inchiesta giudiziaria incentrata sull’esecuzione di visite mediche non dichiarate all’interno delle strutture sanitarie catanzaresi suscita la netta presa di posizione della Funzione Pubblica Cgil Calabria. L’azione della magistratura e delle forze dell’ordine, che vede al centro dell’attenzione investigativa alcuni dirigenti medici in servizio presso l’Azienda Sanitaria Provinciale e l’Azienda Ospedaliero-Universitaria “Dulbecco”, viene seguita con stretto rigore dal sindacato, che pone al primo posto la tutela dei principi costituzionali senza rinunciare a un’analisi di merito sull’impatto etico delle condotte ipotizzate.

“Seguiamo con attenzione e rispetto il lavoro delle forze dell’ordine e della magistratura in merito all’indagine che vede coinvolti alcuni dirigenti medici dell’Asp e dell’A.O.U. “Dulbecco” di Catanzaro. In questa fase è doveroso richiamare con fermezza il principio costituzionale della presunzione d’innocenza fino a prova contraria e al compimento di tutti i gradi di giudizio” dichiara il Segretario Generale della FP CGIL Calabria Bruno Schipano.

“Al contempo – prosegue Schipano – non possiamo esimerci da una riflessione di merito: qualora i fatti contestati ed eventuali responsabilità dovessero trovare conferma nelle sedi opportune, ci troveremmo dinanzi a condotte di una gravità inaudita, inaccettabili sia sul piano etico che professionale. In un territorio come il nostro, dove il Servizio Sanitario Regionale versa da anni in una crisi profonda e sistemica e dove un numero sempre crescente di cittadini è costretto a rinunciare alle cure o ad emigrare fuori regione per tutelare la propria salute, episodi del genere rappresentano una ferita profonda per l’intera comunità”.

La difesa del personale e la piaga delle carenze d’organico

L’analisi dell’organizzazione sindacale si focalizza sull’esigenza di tracciare un solco netto tra le singole responsabilità penali in corso di accertamento e la dedizione dimostrata quotidianamente dalla platea dei dipendenti pubblici. In un sistema sanitario piegato da storiche criticità strutturali, dall’emigrazione sanitaria e dai rinunciatari alle prestazioni essenziali, il lavoro nei reparti e nei presidi territoriali prosegue tra carichi estenuanti e coperture d’organico deficitarie.

Schipano rimarca il profondo divario tra poche condotte opache e il sacrificio quotidiano della maggioranza del personale sanitario: “È nostro dovere ricordare che la schiacciante maggioranza delle lavoratrici e dei lavoratori della sanità pubblica calabrese (medici, infermieri, operatori socio-sanitari e tecnici) opera ogni giorno in condizioni drammatiche, affrontando turni stremanti, gravi carenze d’organico e situazioni di cronico burnout pur di garantire il diritto fondamentale alla salute sancito dall’articolo 32 della Costituzione”.

“Non si possono tollerare – continua – ombre o scorciatoie che rischiano di gettare il discredito su chi, con abnegazione e senso delle istituzioni, mandano avanti gli ospedali ed i presidi territoriali della nostra regione. Serve massima chiarezza e rigore: la sanità pubblica – conclude – è un bene comune e la tutela del diritto alla salute deve tornare ad essere l’unica priorità”.

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