All’ospedale Annunziata di Cosenza la tensione torna a salire. Nelle ultime ore, gli spogliatoi del reparto di Medicina d’urgenza sono stati nuovamente devastati da ignoti. All’interno, la scena appare compromessa: armadietti scassinati, abiti e borse rovesciati sul pavimento, effetti personali danneggiati. Un’azione che, per modalità e contesto, non sembra orientata al furto ma riconducibile a un atto di vandalismo.
Un gesto che si ripete
Non è un episodio isolato. Quello registrato è il quarto raid simile nello stesso reparto in un lasso di tempo ristretto. Le segnalazioni e le denunce già presentate non hanno finora impedito il ripetersi degli eventi. La frequenza degli atti alimenta un senso di insicurezza tra medici e infermieri, chiamati a operare in un contesto già complesso.
Sicurezza ospedaliera sotto accusa
L’ultimo danneggiamento ha riaperto il confronto sulla sicurezza interna del presidio. Dal personale sanitario arrivano richieste di interventi immediati, con l’installazione di sistemi di videosorveglianza, controlli più efficaci e la presenza di un presidio fisso di vigilanza per evitare accessi non autorizzati e spostamenti indisturbati nei corridoi.
Le conseguenze sul lavoro quotidiano
Il clima che si è creato incide sulla serenità degli operatori e, di riflesso, sull’organizzazione del lavoro. La continuità degli episodi rende evidente una criticità strutturale che richiede risposte operative. Al momento, non risultano dichiarazioni ufficiali diffuse da direzione sanitaria o forze dell’ordine con data e attribuzione formale.
La situazione attuale
In assenza di soluzioni annunciate, il reparto continua a operare mentre resta aperto il nodo della tutela degli spazi riservati al personale. Gli accertamenti proseguono, così come le richieste di misure preventive, in attesa di sviluppi che possano garantire condizioni di lavoro adeguate e continuità di servizio.












