Sono decine le armi sequestrate nelle scuole italiane grazie ai controlli effettuati con i metal detector. È il bilancio delle verifiche eseguite tra febbraio e maggio in 276 istituti scolastici su tutto il territorio nazionale, nell’ambito della circolare congiunta firmata dai ministri Matteo Piantedosi e Giuseppe Valditara, introdotta per contrastare l’ingresso di coltelli e altri oggetti pericolosi negli edifici scolastici.
Coltelli, machete e tirapugni trovati nelle scuole
Nel corso dei controlli sono stati sequestrati coltelli, tirapugni, sfollagente e persino machete, un vero e proprio arsenale rinvenuto all’interno degli istituti monitorati.
La circolare Piantedosi-Valditara, approvata nel gennaio scorso, è nata dopo la morte di uno studente all’Istituto Einaudi della Spezia ed è finalizzata a rafforzare la prevenzione della violenza nelle scuole.
I controlli vengono effettuati su richiesta dei dirigenti scolastici, attraverso un coordinamento con prefetture e questure, chiamate a intervenire nei casi ritenuti più delicati.
Valditara: “Risposta immediata dove le scuole hanno chiesto aiuto”
Il ministro dell’Istruzione Giuseppe Valditara ha difeso il provvedimento, sottolineando l’efficacia dell’iniziativa.
“Laddove la comunità scolastica ha chiesto l’intervento del Prefetto, la risposta è stata immediata ed efficace anche grazie al lavoro delle forze dell’ordine”, ha dichiarato il ministro.
Valditara ha poi replicato alle critiche rivolte da alcune forze politiche, osservando che, alla luce del consenso registrato tra gli studenti, ci si dovrebbe chiedere “che cosa non si dovrebbe reprimere: il diritto di portare coltelli a scuola?”. Il tema è tornato di stretta attualità dopo l’accoltellamento della professoressa di Roma.
La circolare: sicurezza e prevenzione
Nel documento interministeriale si ribadisce che la scuola è il luogo in cui si educa al rispetto e al contrasto di ogni forma di violenza, evidenziando come la sicurezza rappresenti una condizione essenziale per garantire la libertà.
La direttiva sottolinea inoltre la necessità di affiancare ai controlli un sistema di prevenzione, attraverso una gestione condivisa delle segnalazioni, il tempestivo intervento delle forze di polizia e il coinvolgimento dei servizi competenti nei casi di fragilità o disagio giovanile.
I controlli anche a Napoli e il sondaggio tra gli studenti
Nei giorni scorsi anche il prefetto di Napoli, Michele di Bari, ha disposto controlli con metal detector mobili agli ingressi delle scuole, affiancati dall’impiego di unità cinofile impegnate nel contrasto allo spaccio di droga.
Secondo un sondaggio realizzato da Skuola.net, il 70% degli studenti si dichiara favorevole ai controlli: il 28% li considera una priorità assoluta per garantire la sicurezza, mentre un ulteriore 40% ritiene che possano rappresentare un efficace deterrente, purché utilizzati nelle scuole maggiormente esposte ai rischi.
Resta invece una minoranza contraria alla misura: il 16% la giudica eccessivamente repressiva e un altro 16% ritiene che possa addirittura aggravare il problema della violenza scolastica.













