17 Ottobre 2026
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“Stiamo coltivando povertà”, il vescovo Savino si schiera con gli agricoltori calabresi in protesta

Il presule incontra i produttori tra Francavilla Marittima e Cerchiara e richiama le istituzioni alle responsabilità verso il comparto

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Monsignor Francesco Savino, vescovo di Cassano Ionio e vicepresidente della Conferenza episcopale italiana (Cei), si schiera al fianco degli agricoltori in protesta tra Francavilla Marittima e Cerchiara di Calabria. Durante la visita al presidio, il presule ha espresso solidarietà ai lavoratori, denunciando le difficoltà economiche delle famiglie e le conseguenze del caro carburanti e dell’aumento dei prezzi. Savino ha annunciato l’intenzione di scrivere nuovamente a Regione e Governo per richiamare l’attenzione sulla crisi del comparto agricolo. Ha inoltre rivolto un appello a banche e Agenzia delle Entrate affinché vengano sospese le procedure esecutive nei confronti di chi partecipa alla mobilitazione.

Il sostegno della Chiesa agli agricoltori in protesta

La visita del vescovo è stata l’occasione per incontrare direttamente i manifestanti, che da giorni presidiano la zona per richiamare l’attenzione sulle difficoltà del settore. Savino ha ricordato anche le dichiarazioni già rilasciate all’Ansa a sostegno della mobilitazione, sottolineando la necessità che le ragioni dei produttori trovino spazio nel dibattito pubblico. “La Chiesa è con voi e dalla parte vostra, la Chiesa lotta con voi”, ha detto agli agricoltori, ringraziandoli per l’impegno e per aver scelto di far sentire la propria voce nonostante i sacrifici personali e familiari.

A colpirlo, ha raccontato, è stato anche l’episodio di una donna incontrata all’uscita dal seminario, che gli avrebbe confidato di non riuscire più ad acquistare nemmeno i pomodori. Un esempio, per il presule, delle difficoltà che il rincaro dei beni essenziali sta provocando nella vita quotidiana. Savino ha collegato l’aumento dei prezzi anche alle conseguenze dei conflitti internazionali: “Certe guerre assurde, direi criminali, stanno determinando tutta una serie di conseguenze, dal carrello della spesa al gasolio, alla benzina”.

“Stiamo coltivando povertà”: l’appello a Regione e Governo

Al centro dell’intervento c’è la tenuta economica delle aziende agricole, molte delle quali, secondo il vescovo, si trovano davanti a una scelta sempre più difficile: proseguire l’attività senza certezze sul futuro oppure fermarsi, con ripercussioni sul sostentamento delle famiglie. Savino ha annunciato una nuova iniziativa nei confronti delle istituzioni regionali e nazionali, anticipando il senso del messaggio che intende trasmettere. “Vi state rendendo conto che qui state affamando famiglie? Veniamo fuori da un’estate di grande siccità. Stiamo coltivando povertà”, ha dichiarato. Il presule ha definito l’agricoltura una componente fondamentale dell’economia calabrese, invitando a considerare ciò che la regione perderebbe senza il lavoro dei suoi produttori. Nel suo intervento ha inoltre criticato le priorità economiche e politiche che, a suo giudizio, finiscono per penalizzare il comparto agricolo a vantaggio dell’industria degli armamenti e degli scambi internazionali.

La richiesta a banche e Agenzia delle Entrate: sospendere le procedure

Un passaggio particolarmente netto ha riguardato le difficoltà finanziarie degli agricoltori. Savino ha chiesto agli istituti di credito e all’Agenzia delle Entrate di fermare, almeno in questa fase, le procedure avviate nei confronti di chi è coinvolto nella protesta. “In questo momento devono stare fermi nei vostri confronti, devono bloccare ogni decreto ingiuntivo”, ha affermato, invocando una sospensione delle iniziative che possono aggravare la situazione economica delle famiglie già in difficoltà. Il vescovo ha collegato la richiesta al progressivo impoverimento del settore, richiamando anche le proprie convinzioni sul rapporto tra finanza e riarmo. Ha ricordato le posizioni maturate quando era giovane sacerdote e ha ribadito le sue obiezioni agli investimenti bancari destinati all’industria militare.

Dalla Puglia alla Calabria, l’esperienza accanto ai produttori

Originario di Bitonto, in Puglia, Savino ha richiamato la propria esperienza accanto al mondo agricolo, in particolare ai produttori di olio, ricordando le difficoltà incontrate nel promuovere consorzi e cooperative. Da questa esperienza ha tratto un invito agli agricoltori del Sud: superare la frammentazione e costruire forme di collaborazione capaci di dare maggiore forza alle rivendicazioni. Secondo il presule, lavorare isolati rende più difficile incidere sulle decisioni delle istituzioni, mentre un’organizzazione condivisa può aumentare il peso delle richieste.
Nel citare le mobilitazioni registrate in Francia e Spagna, Savino ha osservato che la politica tende a prestare maggiore attenzione quando le proteste riescono a coinvolgere un numero ampio di persone. Un richiamo che si accompagna alla richiesta di maggiore visibilità per quanto sta accadendo nei presidi calabresi.

Il vescovo ai figli degli agricoltori: “Siate orgogliosi dei vostri padri”

Nel corso dell’incontro, Savino ha voluto rivolgersi anche alle famiglie dei manifestanti, con un messaggio rivolto in particolare ai figli degli agricoltori. “I vostri figli devono essere orgogliosi di avere dei padri che fanno l’agricoltore, perché senza l’agricoltura dove andiamo?”, ha detto, riconoscendo il valore sociale di un’attività essenziale per la produzione alimentare e per il territorio. Il presule ha espresso preoccupazione anche per lo spazio limitato che, a suo avviso, telegiornali e quotidiani nazionali stanno riservando alle proteste. Ha quindi invitato i giornalisti a raccontare la situazione dei lavoratori e ha annunciato che tornerà a contattare l’Ansa per portare la vicenda all’attenzione dell’opinione pubblica italiana.

Durante il confronto, alcuni manifestanti hanno lamentato la scarsa partecipazione dei cittadini, compresi quelli provenienti da Cassano all’Jonio. Il timore è che la mobilitazione venga considerata una vertenza circoscritta a una singola categoria, nonostante l’adesione di altri settori, tra cui autotrasportatori e panificatori. A rappresentare il problema del divario tra prezzi all’origine e costi per i consumatori è stato uno degli agricoltori presenti, che ha denunciato: “Ci pagano i pomodori 50 centesimi e sugli scaffali costano 5 o 6 euro. Lo stesso vale per gli agrumi. È una mortificazione”.

“La vostra lotta è quella di tutti”: la vicinanza della diocesi

Savino ha riconosciuto che i blocchi stradali possono provocare disagi agli automobilisti, ma ha difeso il carattere della mobilitazione, descrivendola come una protesta pacifica e legittima. “Questa è una contestazione civile, è una contestazione onesta, non è una contestazione violenta. Noi coltiviamo terra e pace, sempre”, ha affermato, richiamando poi la Genesi per definire gli agricoltori “gli angeli custodi della terra”. Il messaggio conclusivo ha allargato il significato della protesta oltre le sole rivendicazioni del comparto. “La vostra lotta è la lotta di tutti e per tutti. Chi fa silenzio, chi in questo momento fa il neutrale, sta sempre dalla parte del più forte”, ha dichiarato il vescovo.

Savino ha assicurato la vicinanza della diocesi di Cassano all’Jonio, che comprende ventidue comuni, lasciando ai manifestanti il proprio recapito e manifestando la disponibilità a tornare al presidio anche durante la notte. “Io sono con voi oggi, domani, dopodomani”, ha concluso.

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