11 Agosto 2026
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Terremoto politico a Isola Capo Rizzuto, arriva la commissione d’accesso antimafia nel Comune della sindaca Vittimberga

La Prefettura di Crotone invia la commissione d'indagine per verificare le presunte pressioni dei clan sull'amministrazione locale. Nel mirino degli inquirenti relazioni scomode, appalti costieri e l'uso improprio di un immobile confiscato

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Per due volte il Comune di Isola Capo Rizzuto è stato sciolto per infiltrazioni mafiose. Adesso sul Municipio si riaccendono i riflettori dello Stato. Il prefetto di Crotone Franca Ferraro ha disposto un accesso antimafia per verificare l’eventuale esistenza di tentativi di condizionamento della criminalità organizzata sulla macchina amministrativa. La decisione non equivale a uno scioglimento, ma apre una delicata fase di controllo sugli atti, sulle procedure e sui rapporti che hanno interessato l’ente. Il compito sarà affidato a una commissione composta dal viceprefetto aggiunto di Crotone Sebastiano Tramontana, dal capitano dei carabinieri Riccardo Notacerasi e dal capitano della Guardia di finanza Giuseppe Ragusa.

Il provvedimento prende le mosse dagli elementi emersi in alcune recenti inchieste coordinate dalla Direzione distrettuale antimafia di Catanzaro e dalla Procura della Repubblica di Crotone. Al centro degli approfondimenti ci sono soprattutto le operazioni “Blizzard-Folgore”, “Libeccio” e “Krimata”, oltre alla controversa gestione del cinema-teatro Eraclea, immobile confiscato alla ’ndrangheta.

I contatti emersi nell’inchiesta “Blizzard”

Uno dei punti di partenza dell’accesso è rappresentato dall’operazione “Blizzard-Folgore”, scattata nel marzo scorso. I filoni investigativi dell’indagine si intrecciano con quelli di altre attività giudiziarie che hanno riguardato il territorio di Isola Capo Rizzuto. Nel corso degli accertamenti gli inquirenti avrebbero riscontrato frequenti contatti tra soggetti ritenuti legati alle cosche locali e figure collegate all’amministrazione comunale.

Tra le posizioni monitorate dagli investigatori figura quella di Roberto Bianchi, marito della sindaca Maria Grazia Vittimberga, riconfermata alla guida del Comune nel maggio scorso. Bianchi, tuttavia, non risulta indagato. Un elemento che dovrà essere tenuto nettamente distinto dalle valutazioni amministrative affidate alla commissione nominata dal prefetto. L’obiettivo dell’accesso sarà proprio quello di verificare se i rapporti emersi dalle indagini abbiano avuto conseguenze concrete sulla gestione del Comune, sulle decisioni amministrative o sull’attività degli uffici.

Gli elementi dell’operazione “Krimata”

Sotto la lente della commissione finiranno anche gli atti dell’inchiesta “Krimata”. In particolare, gli approfondimenti riguarderanno il ruolo che avrebbe avuto durante le elezioni comunali del 2025 Mario Esposito, indicato negli atti investigativi come soggetto ritenuto contiguo alle cosche nel frattempo assolto dall’accusa di omicidio che gli era stata contestata nell’ambito di un precedente procedimento penale. Anche in questo caso la commissione dovrà esaminare gli elementi raccolti dagli investigatori senza sovrapporre le valutazioni amministrative alle responsabilità penali personali, che seguono percorsi e regole differenti.

La festa elettorale nel cinema confiscato

Un altro capitolo particolarmente delicato riguarda la gestione del cinema-teatro “Eraclea”, struttura confiscata alla ’ndrangheta in seguito alla maxioperazione “Jonny” e successivamente concessa in comodato d’uso al Comune. L’immobile avrebbe dovuto essere utilizzato per finalità esclusivamente sociali e culturali. Nei mesi scorsi, però, la struttura sarebbe stata impiegata per ospitare la festa elettorale organizzata dopo la riconferma della sindaca Vittimberga. Sulla vicenda è intervenuta la Procura della Repubblica di Crotone, che ha iscritto due persone nel registro degli indagati ipotizzando i reati di peculato e omesso preavviso di pubblica manifestazione. La commissione dovrà ora ricostruire l’intero iter amministrativo: chi abbia autorizzato l’utilizzo dell’immobile, sulla base di quali atti e se la concessione del bene confiscato sia stata rispettata.

Un Comune già sciolto due volte

L’accesso antimafia pesa ancora di più alla luce della storia amministrativa di Isola Capo Rizzuto, Comune già segnato da due scioglimenti per infiltrazioni mafiose. Il primo risale al 2003, quando alla guida del Municipio c’era il sindaco Damiano Milone. In quella consiliatura l’attuale sindaca Maria Grazia Vittimberga ricopriva la carica di presidente del Consiglio comunale. Il secondo scioglimento arrivò nel 2017 e travolse l’amministrazione guidata da Gianluca Bruno, all’indomani dell’operazione “Jonny”, l’inchiesta che fece emergere gli interessi della criminalità organizzata anche nella gestione del centro di accoglienza per migranti. Adesso toccherà alla commissione nominata dal prefetto Ferraro entrare negli uffici comunali, acquisire atti e documenti e verificare se gli elementi provenienti dalle recenti indagini giudiziarie abbiano prodotto interferenze o condizionamenti sull’attività dell’ente. Solo al termine degli accertamenti sarà possibile stabilire se esistano i presupposti per ulteriori provvedimenti. Al momento non è stata formulata alcuna conclusione sulla tenuta dell’amministrazione: l’accesso rappresenta l’avvio di una verifica, non il suo esito.

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