11 Agosto 2026
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Sede Inps di Corigliano Rossano, Tridico attacca il centrodestra: “Nessun passo indietro sulla filiale provinciale”

L'eurodeputato M5S difende l'autonomia della struttura jonica istituita durante la sua presidenza. L'esponente grillino sollecita risorse aggiuntive per le altre sedi senza penalizzare la Sibaritide

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Scoppia la bufera sulla riorganizzazione degli uffici dell’Istituto Nazionale della Previdenza Sociale nella Sibaritide.
L’europarlamentare Pasquale Tridico, capodelegazione del Movimento 5 Stelle a Bruxelles, già presidente Inps, interviene duramente contro le indiscrezioni relative a un ridimensionamento del presidio territoriale.

La paternità della filiale e la difesa dell’autonomia gestionale

Al centro dello scontro politico c’è il rischio di declassamento della sede di Corigliano Rossano ad agenzia complessa, con il conseguente trasferimento di funzioni ad altri presidi del territorio.
L’ex presidente dell’ente previdenziale rivendica la storicità dei provvedimenti adottati durante il suo mandato per blindare l’operatività della struttura.
“Chiariamo subito l’equivoco che si sta alimentando attorno alla sede Inps di Corigliano Rossano – dichiara Tridico in una nota – perché su questa vicenda contano gli atti, non le opinioni. Nel luglio del 2019, da presidente dell’Inps, ho firmato la determinazione presidenziale che ha elevato quella sede a filiale provinciale, e il 6 agosto sono tornato a Rossano per formalizzare il passaggio davanti ai lavoratori, ai sindacati e alle istituzioni del territorio. Chi oggi discute di ruoli e competenze farebbe bene a partire da lì, perché quel provvedimento è scritto, protocollato e verificabile da chiunque abbia voglia di leggere le carte prima di parlare”.
L’esponente pentastellato ripercorre le tappe che precedettero il rafforzamento della struttura, ricordando il pericolo scongiurato di perdere il centro medico legale con i conseguenti disagi per la cittadinanza.
“Prima di quella decisione – spiega – la sede aveva già attraversato una lunga fase di arretramento. Era stata declassata ad agenzia sub-provinciale, poi trasformata in agenzia complessa. C’era persino il rischio concreto di perdere il centro medico legale, con i cittadini della Sibaritide costretti a raggiungere Cosenza anche solo per un certificato di malattia. Il percorso sembrava ormai segnato: togliere pezzo dopo pezzo funzioni e competenze e spostarle altrove. Quella scelta l’ho stoppata con un atto formale”.
“E così l’attuale filiale provinciale è stata costruita con una precisa autonomia gestionale e con un proprio management. Abbiamo individuato un dirigente dedicato – ricorda Pasquale Tridico – assegnato alla struttura tutte le funzioni proprie di una filiale provinciale e affidato alla sede anche il coordinamento diretto dell’agenzia di Trebisacce. Non era un riconoscimento simbolico al territorio in cui sono nato ma questione di numeri. C’erano, dunque, ragioni organizzative precise: un bacino di circa 120mila abitanti, oltre 148 mila tra prestazioni e servizi individuali e più di 103 mila pratiche nell’ambito dei flussi, su un territorio molto esteso e con collegamenti che tutti conoscono. I numeri hanno giustificato quella scelta allora e la giustificano oggi”.

Le ipotesi di riorganizzazione e la richiesta di nuove risorse

Tridico rigetta qualsiasi scenario di depotenziamento dell’ufficio jonico volto a compensare il potenziamento di altre realtà geografiche della regione.
“Adesso circolano voci su un possibile ritorno indietro, con la trasformazione della filiale provinciale in agenzia complessa e lo spostamento di funzioni e competenze verso Castrovillari, Palmi e Trebisacce. Su questo voglio essere molto chiaro anche per evitare che mi vengano attribuite posizioni che non ho mai espresso: non ho nulla in contrario all’innalzamento delle competenze delle altre sedi calabresi. Castrovillari, Palmi e Trebisacce hanno diritto a servizi adeguati ai territori che servono e chi guida l’Istituto deve lavorare per rafforzarle”.
“Ma per farlo – spiega l’ex presidente di Inps – non c’è bisogno di indebolire Corigliano Rossano. Servono risorse e personale. Se ci sono le capacità e la volontà politica, si possono aumentare le competenze di una sede senza doverne ridurre un’altra. Se invece si scelgono semplicemente spostamenti interni, allora il rischio è quello di prendere da Corigliano Rossano ciò che serve per far quadrare i conti altrove. Questa operazione, se qualcuno la sta immaginando, non passerà”.

Le polemiche sulla maggioranza e le iniziative istituzionali

L’affondo dell’eurodeputato punta contro l’operato delle forze di governo nazionali e regionali, accusate di un progressivo svuotamento dei presidi operativi della Sibaritide.
“Da anni – sostiene ancora Tridico – il centrodestra che governa il Paese e la Regione tratta questo territorio come un serbatoio di consenso in campagna elettorale e come una riserva da svuotare quando si redigono gli atti. Gli uffici pubblici della Sibaritide sono stati ridotti, accorpati, trasferiti con una costanza inspiegabile. Il presidio Inps è stato tra i pochi che siamo riusciti a difendere e a rafforzare in questi anni, e resta in piedi grazie a un atto formale che porta la mia firma. Vederlo ora smontato per riequilibrare altrove sarebbe il segnale più chiaro di quale idea di Sud abbia questa maggioranza”.
E poi chiarisce. “Ho già contattato i vertici dell’Istituto a Roma e ho detto con chiarezza che un’ipotesi del genere aprirà un caso politico di dimensioni ben più ampie di una riorganizzazione interna. Continuerò a farlo, a Roma e a Bruxelles, con gli strumenti che il mio mandato mi assegna, chiedendo conto di ogni atto e di ogni istruttoria. Corigliano Rossano è la terza città della Calabria e il capoluogo naturale della Sibaritide, merita che i servizi si aggiungano, non che si sottraggano. Su questo non arretriamo di un metro”.

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