L’acquisto dei crediti fiscali, i pagamenti e i controlli che sarebbero mancati. Deflagra il caso Catanzaro Servizi nell’ambito di un’inchiesta coordinata dalla Procura di Catanzaro e condotta dalla Guardia di Finanza. A scanso di equivoci si tratta di un’indagine autonoma e staccata rispetto a quella sulle aste pilotate e la truffa ai fondi europei che ha scosso la città lunedì scorso coinvolgendo presunti ‘ndranghetisti, imprenditori e professionisti. Nelle scorse ore le Fiamme gialle hanno effettuato una serie di perquisizioni e contestualmente sono stati notificati i primi avvisi di garanzia.
I nomi degli indagati
Calabria7 ha visionato le carte dentro le quali compaiono i nomi dei primi indagati. Si tratta di Gianluca Amedeo Silipo, già amministratore di Catanzaro Servizi, Emiliano Aloi, funzionario della partecipata, Maurizio Scerra, revisore legale all’epoca dei fatti. Nei loro confronti e, a vario titolo, la Procura ipotizza una truffa aggravata in concorso relativa all’acquisto di crediti d’imposta, ritenuti inesistenti dagli inquirenti. Ipotesi accusatorie ovviamente tutte da verificare. Informazione di garanzia anche per l’imprenditore Daniele Guerrisi, rappresentante legale di Dopago Srl (curiosamente il primo a denunciare anche pubblicamente questo caso), e per Antonella Di Silvestro, indicata come intermediaria tra le due società
Le perquisizioni e gli altri filoni dell’inchiesta
Da quanto si apprende, i segmenti di questa inchiesta sarebbero diversi e scuotono dalle fondamenta Catanzaro Servizi coinvolgendo soprattutto chi amministrava la partecipata comunale, chi avrebbe dovuto vigilare sulle operazioni e chi avrebbe contribuito a realizzarle. Gli accertamenti si svilupperebbero su più filoni e potrebbero interessare ulteriori operazioni e altre persone che hanno avuto rapporti con la società. Le perquisizioni eseguite nelle scorse ore dalla Guardia di finanza hanno oltrepassato i confini della Calabria. Oltre a Catanzaro, hanno riguardato uffici di aziende con sede nel Lazio, in Piemonte e in Campania, che avrebbero ceduto crediti alla partecipata. L’inchiesta sembra dunque destinata ad allargarsi. Non si esclude che nel calderone possano finire altre figure. Gli investigatori della Guardia di Finanza starebbero seguendo diversi filoni legati alla complessa gestione di Catanzaro Servizi.
La denuncia dell’imprenditore
La vicenda dei crediti fiscali era già stata raccontata da Calabria7, che il 22 luglio 2025 aveva pubblicato anche un intervento di Dopago e del suo amministratore Daniele Guerrisi sulle presunte anomalie nelle compensazioni F24 della partecipata. In quell’occasione la società aveva accolto favorevolmente l’intervento del sindaco Nicola Fiorita, auspicando che potesse “restituire legittimità all’acquisto di crediti fiscali certificati”, e aveva dichiarato di avere segnalato le irregolarità alla Guardia di finanza.
Guerrisi aveva dunque assunto pubblicamente una posizione a favore della chiarezza sulle operazioni fiscali, un precedente che fa parte della ricostruzione della vicenda e che potrà essere rappresentato dalla difesa agli inquirenti. L’avviso di garanzia notificatogli è un atto posto a tutela del diritto di difesa: consente all’imprenditore di conoscere le contestazioni, produrre documenti e fornire la propria ricostruzione dei fatti, chiarendo il ruolo suo e della società nelle operazioni esaminate. Come per tutti gli altri indagati, non costituisce un accertamento di responsabilità e resta ferma la presunzione di innocenza.












