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6 Maggio 2026
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Vibo sotto scacco: il sindaco Romeo lancia l’allarme sul “filo conduttore” delle intimidazioni ai dirigenti comunali

L'aggressione a bastonate contro il dirigente Nocita scuote il Consiglio comunale. Il sindaco punta il dito contro le resistenze alla trasparenza e alla legalità, chiedendo un intervento delle forze dell'ordine per fare chiarezza su una scia di violenza senza precedenti

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L’apertura dei lavori del Consiglio comunale di Vibo Valentia è stata segnata da un intervento carico di tensione e amarezza. Il sindaco Enzo Romeo ha scelto di accantonare l’ordine del giorno prefissato per affrontare l’inquietante aggressione subita da Andrea Nocita, dirigente del settore Urbanistica. L’alto funzionario è stato colpito violentemente a bastonate da ignoti nei pressi della stazione ferroviaria mentre si accingeva a rientrare a casa. Il primo cittadino non ha nascosto il proprio turbamento davanti all’assemblea, dichiarando apertamente di sentirsi basito per un clima che sembra farsi sempre più pesante attorno all’attività amministrativa.

“Sono a dir poco amareggiato, e sinceramente stamattina avevo l’idea di parlare di tutt’altro. Non avrei mai pensato di dover intervenire per commentare ciò che sta avvenendo attorno a questa amministrazione, attorno a questo palazzo, attorno a questo Comune” ha esordito Romeo. Le sue parole hanno delineato il profilo di una città che fatica a liberarsi da vecchie logiche, colpendo chi, come Nocita, incarna il rispetto rigoroso delle procedure democratiche.

Un atto vile contro un servitore dello Stato integerrimo

Il sindaco ha voluto sottolineare la caratura umana e professionale della vittima, definendo Nocita come un uomo di nobiltà d’animo eccezionale e un professionista dalla correttezza indiscutibile. Il fatto che l’agguato sia avvenuto al termine di una giornata di lavoro ha reso la vicenda ancora più inaccettabile agli occhi dell’amministrazione. Romeo ha ribadito la propria vicinanza alla famiglia del dirigente, evidenziando la gravità intrinseca di un attacco sferrato contro chi svolge il proprio dovere con onestà.

“Al di là di ciò che può essere l’atto, che è già un atto vile, un’aggressione ad una persona che svolge il proprio ruolo, che è un padre di famiglia, che è un marito, di per sé è già un atto grave. Ma pensare che io oggi debba commentare un’aggressione così violenta ad una persona che stava tornando a casa dopo aver svolto il proprio dovere”, ha proseguito il sindaco. L’episodio solleva interrogativi profondi sulla sicurezza di chi opera negli uffici pubblici, portando Romeo a domandarsi apertamente cosa stia realmente accadendo nel tessuto sociale e criminale del territorio.

L’ipotesi di un disegno criminale e il richiamo alla trasparenza

Nel corso del suo intervento, il primo cittadino ha tracciato un collegamento inquietante tra l’episodio di ieri e altre intimidazioni che hanno recentemente colpito figure vicine al Comune, citando i casi del presidente del Consiglio comunale, del consorte di una consigliera e della dirigente Santoro. Romeo ha sollecitato le autorità civili e militari a indagare sull’esistenza di un possibile disegno unitario volto a condizionare l’azione di Palazzo Luigi Razza. Il sospetto è che la linea della legalità e le recenti scelte operative, come la rotazione del personale attesa da oltre un decennio, possano aver infastidito interessi consolidati.

“Chiederò a tutte le forze sane di questa città, alle autorità civili, alle autorità militari, a tutte le forze dell’ordine, di aiutarci a fare chiarezza e a fare in modo che si capisca se c’è un filo conduttore, se è un fatto interno, se è un fatto esterno, se è un fatto derivante dalla nostra azione”, ha annunciato il sindaco. Romeo ha rivendicato con orgoglio il carattere trasparente della sua giunta, suggerendo che proprio questa chiarezza possa risultare fastidiosa per chi non è abituato a seguire le regole.

Il coro unanime dei dipendenti: “Siamo un’unica squadra”

Parallelamente alle parole del sindaco, è giunta la vibrante nota di solidarietà dei dipendenti comunali, che hanno scelto di fare fronte comune in difesa del proprio collega. I lavoratori hanno richiamato alla memoria i traumi vissuti in passato, sottolineando la necessità di passare dalle semplici dichiarazioni di conforto a misure di tutela concrete e quotidiane. La paura di sentirsi soli nell’esercizio delle proprie funzioni è un sentimento diffuso che richiede, secondo i dipendenti, una risposta istituzionale ferma e immediata.

“Siamo un’unica squadra. Quando viene colpito uno di noi, veniamo colpiti tutti. Ma è proprio in questi momenti che la nostra unione deve diventare la nostra forza” si legge nel comunicato diffuso dal personale. L’obiettivo dichiarato è quello di ricostruire un ambiente di lavoro sereno, dove la dignità del lavoratore sia garantita contro ogni forma di prevaricazione. Il legame tra la macchina amministrativa e la cittadinanza deve essere rinsaldato attraverso atti di coraggio e legalità, ripudiando la violenza come strumento di pressione.

Determinazione contro la paura per il futuro di Vibo

Nonostante la dichiarata preoccupazione per ciò che potrebbe accadere nei prossimi giorni, Enzo Romeo ha chiuso la seduta con un messaggio di resilienza. Il sindaco ha invitato l’intero Consiglio, senza distinzioni tra maggioranza e opposizione, a collaborare con le forze dell’ordine per prevenire nuovi episodi criminosi. L’appello alla città è quello di non rassegnarsi a vedere il nome di Vibo Valentia associato esclusivamente alla cronaca nera, ma di lottare per un’immagine fatta di civiltà e rispetto delle istituzioni.

“A questo punto comincio veramente ad essere preoccupato, ma al tempo stesso la mia preoccupazione è affiancata da una fermezza e da una sicurezza che mi deriva dal mio carattere, dal mio modo di essere: questi problemi li risolveremo” ha concluso Romeo. La sfida lanciata dal Comune è chiara: l’amministrazione non intende arretrare di un passo, convinta che solo una comunità unita possa costituire lo scudo più efficace contro l’illegalità e la violenza.

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