2 Settembre 2026
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Strage di Cutro, la Cassazione mette il punto fermo: 20 anni di carcere a uno dei responsabili del naufragio

Arriva il verdetto definitivo per il cittadino siriano coinvolto nella tragedia del Summer Love

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Non ci saranno altri gradi di giudizio né sconti di pena. La Suprema Corte di Cassazione ha spazzato via ogni dubbio, rendendo definitiva la condanna a 20 anni di reclusione e al pagamento di una multa da 3 milioni di euro nei confronti di Abdessalem Mohamed.
L’uomo, di nazionalità siriana, era stato individuato tra i responsabili della drammatica traversata del caicco “Summer Love”, spezzatosi a pochi metri dalla costa di Steccato di Cutro il 26 febbraio 2023, in un’immane tragedia costata la vita a 94 migranti.
I giudici di legittimità, riuniti in sessione feriale, hanno rigettato integralmente il ricorso presentato dai legali dell’imputato, confermando in via definitiva la pronuncia che era già stata emessa il 19 marzo 2025 dalla Corte d’Appello di Catanzaro.

Rigettate le tesi della difesa sui ruoli a bordo e sulle dinamiche dei soccorsi

Nel corso del procedimento dinanzi agli ermellini, la difesa guidata dall’avvocata Vincenza Raganato ha tentato di ottenere l’annullamento della sentenza passata, facendo leva su presunti vizi di forma e lacune nella motivazione.
Secondo la ricostruzione difensiva, Mohamed non avrebbe occupato un ruolo di vertice nell’organizzazione del viaggio né guidato il natante, ma sarebbe stato soltanto un passeggero incaricato di svolgere piccole manutenzioni al motore per ripagarsi il tragitto.
I legali avevano fatto presente come “l’imputato non si trovasse al timone al momento del fatale impatto con la secca”. Un aspetto che, secondo la linea difensiva, avrebbe dovuto ridimensionare la gravità della posizione dell’uomo, analogamente a quanto emerso per un altro dei soggetti coinvolti nella vicenda. Contestualmente, gli avvocati avevano richiesto l’acquisizione della documentazione inerente al filone d’inchiesta sui presunti ritardi nella macchina dei soccorsi, sostenendo che “l’eventuale intempestività degli interventi potrebbe aver rappresentato una concausa determinante nel tragico bilancio delle vittime”.

La Suprema Corte conferma l’impianto accusatorio

La Corte di Cassazione non ha tuttavia ritenuto accoglibili le argomentazioni della difesa, respingendo ogni eccezione sollevata e blindando l’impianto accusatorio. Con la decisione dei giudici romani si chiude così definitivamente un capitolo giudiziario primario su una delle più gravi tragedie del Mare Nostrum degli ultimi anni.

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