25 Ottobre 2026
25 Ottobre 2026
Pubblicità – facebook.com
Pubblicità

Alan Friedman a Vibo, attacco a Trump: “Un pericolo per l’economia mondiale, il peggio deve ancora arrivare”

Il giornalista americano chiude il Festival del Sud – Valentia in Festa presentando il suo ultimo romanzo, "La mano di Orfeo", davanti al pubblico del Talent Hub

Pubblicità – lnx.calabriasposi.com
Pubblicità – autobencivenni.com
Pubblicità

Donald Trump è un pericolo per l’economia mondiale e il peggio deve ancora arrivare. Non usa mezzi termini Alan Friedman, giornalista, scrittore e sceneggiatore statunitense, protagonista dell’ultima giornata del Festival del Sud – Valentia in Festa, che si è concluso a Vibo Valentia dopo tre giorni di incontri e iniziative culturali organizzati anche in altri comuni della provincia. Quella che doveva essere soprattutto la presentazione del suo ultimo libro, “La mano di Orfeo”, si è trasformata in un confronto sulla politica internazionale, sulle guerre, sui rischi economici e sugli equilibri italiani. Nel mirino del giornalista sono finiti il presidente americano, le divisioni dell’Europa e le contraddizioni del centrosinistra. Non sono mancati giudizi durissimi su Giuseppe Conte e Matteo Salvini, insieme a una serie di riflessioni sulle prospettive economiche e turistiche della Calabria.

Alan Friedman protagonista al Festival del Sud: sala gremita al Talent Hub di Vibo

L’incontro si è svolto nella sala Francesco Vangeli del Talent Hub della Fondazione Valentia, davanti a un pubblico numeroso che ha accompagnato con ripetuti applausi gli interventi del giornalista americano.

Ad accogliere Friedman è stato il presidente della Fondazione Valentia, Anthony Lo Bianco, mentre a condurre l’intervista è stato il direttore di LaC News24, Franco Laratta. Al confronto hanno partecipato anche il sindaco di Vibo Valentia Enzo Romeo, il presidente della Camera di commercio di Catanzaro, Crotone e Vibo Valentia Pietro Falbo, il presidente facente funzioni della Provincia di Vibo Valentia Franco Barbalace e il presidente della Bcc Calabria Ulteriore Gregorio Ferrari. L’appuntamento ha segnato la conclusione della tre giorni del Festival del Sud – Valentia in Festa, che ha coinvolto Vibo Valentia e diversi centri del territorio provinciale.

“L’Europa rischia di essere schiacciata tra Putin e Trump”

Una delle prime riflessioni di Alan Friedman ha riguardato la posizione dell’Unione europea nello scenario geopolitico internazionale. Secondo il giornalista, il continente sta attraversando una fase di particolare vulnerabilità, aggravata dalle divisioni interne e dalla difficoltà di costruire una strategia comune. “L’Europa è disunita e deve resistere al rischio di essere schiacciata tra l’aggressione di Vladimir Putin, il populismo e l’aggressione di Donald Trump”, ha affermato.

Friedman ha quindi elencato quelle che considera le principali debolezze europee: l’assenza di una politica estera realmente condivisa, la mancanza di una difesa comune e il ritardo nello sviluppo dell’intelligenza artificiale rispetto a Stati Uniti e Cina. A suo giudizio, queste fragilità rischiano di rendere l’Europa sempre meno influente nei rapporti tra le grandi potenze.Il giornalista ha affrontato anche il tema della guerra ibrida, sostenendo che esistano interferenze russe finalizzate ad alimentare tensioni e polarizzazione nelle società europee.

Ha citato, a questo proposito, le proteste registrate in diverse città, tra cui Milano, Bologna, Torino, Parigi, Marsiglia, Barcellona e Lisbona, richiamando valutazioni attribuite ai servizi di intelligence tedeschi e francesi. Friedman ha ricordato inoltre le dichiarazioni del ministro della Difesa Guido Crosetto, da lui definito “il più credibile ministro di questo governo”, sul rischio di interferenze esterne nell’alimentazione delle proteste. La conclusione del suo ragionamento è stata netta: secondo Friedman, Russia e Stati Uniti avrebbero interesse a indebolire e frammentare l’Europa.

L’attacco a Donald Trump: “Dice cazzate, è un pericolo per l’economia mondiale”

Le parole più dure sono state riservate a Donald Trump e alle sue scelte di politica estera ed economica. Friedman ha contestato alcune dichiarazioni del presidente americano relative ai rapporti energetici con la Russia, sostenendo che le quantità di gasolio citate da Trump sarebbero insufficienti a incidere significativamente sui consumi statunitensi.”Trump dice cazzate!”, ha esclamato il giornalista, suscitando la reazione del pubblico.

Poi la previsione sul futuro dell’amministrazione americana. “Dobbiamo sperare che questi due anni che ancora restano come amministrazione Trump finiscano presto perché rappresenta un pericolo per l’economia mondiale e il peggio, purtroppo, deve ancora arrivare”.Un giudizio severissimo, espresso nel corso di un’analisi nella quale Friedman ha attribuito alle politiche della Casa Bianca responsabilità nell’aumento delle tensioni internazionali e dell’incertezza economica.

Il giornalista ha criticato anche la comunicazione dell’amministrazione statunitense sulla guerra in Ucraina, soffermandosi sulle notizie relative a un presunto ruolo diplomatico di Melania Trump. Secondo la sua ricostruzione, l’iniziativa sarebbe stata presentata dalla Casa Bianca dopo un precedente intervento di Papa Leone XIV nei confronti di Vladimir Putin per chiedere un cessate il fuoco nelle città sotto assedio.

Friedman ha ironizzato sulla rappresentazione di Melania Trump come mediatrice di pace, avanzando anche riferimenti polemici al suo passato. Si tratta di affermazioni e ricostruzioni del giornalista, non di circostanze autonomamente accertate. Infine, un’ammissione sulla responsabilità politica degli elettori americani: “Ma noi americani abbiamo una grande responsabilità, perché abbiamo votato Trump non una ma due volte!”.

La stoccata a Conte e Salvini: “Stanno bene insieme come il cacio sui maccheroni”

Il dibattito si è poi spostato sulla politica italiana, grazie a una domanda del sindaco di Vibo Valentia, Enzo Romeo, dedicata alle differenti posizioni sulla politica estera all’interno del centrosinistra. Friedman ha espresso forti perplessità sulla compattezza del cosiddetto campo largo, descrivendolo come un’alleanza attraversata da sensibilità politiche difficilmente conciliabili.

Nel suo intervento ha richiamato le divisioni interne al Partito democratico, le posizioni di Alleanza Verdi e Sinistra e quelle del Movimento 5 Stelle. Particolarmente duro il giudizio su Giuseppe Conte, al quale Friedman ha contestato le posizioni assunte nei confronti della Russia e il costo del Superbonus, attribuendo alla misura un impatto di 200 miliardi di euro sul debito pubblico.

Il giornalista ha quindi accostato le posizioni di Conte a quelle di Matteo Salvini e Roberto Vannacci su alcuni temi di politica internazionale. “Secondo me Giuseppe Conte non è mai stato così felice come quando era a capo del governo giallo-verde con Salvini”, ha dichiarato. Poi la battuta che ha alleggerito, almeno per un momento, il tono dello scontro politico. “Salvini e Conte stanno bene insieme come il cacio sui maccheroni. Si dice così, giusto?”.Una provocazione con cui Friedman ha voluto sottolineare quelle che considera le contraddizioni della coalizione progressista italiana.

“In America siamo in un periodo oscurantista”: il confronto con l’Italia

Friedman ha dedicato un altro passaggio alla situazione politica e culturale degli Stati Uniti, descrivendo un Paese segnato da una crescente radicalizzazione.”In America siamo in un periodo oscurantista, la vostra destra estrema ora al governo è più di sinistra del nostro attuale governo”, ha sostenuto.

Il giornalista ha parlato di una cultura politica americana che considera sempre più ostile nei confronti delle minoranze e delle differenze. Ha inoltre citato sondaggi secondo i quali un americano su quattro riterrebbe giustificabile, in determinate circostanze, il ricorso alla violenza politica, richiamando anche l’assalto al Campidoglio del 6 gennaio 2021. Dati presentati dal giornalista durante l’incontro, senza che nel testo dell’intervento sia indicato il riferimento preciso alle rilevazioni. Nel confronto tra i due Paesi, Friedman ha espresso un giudizio particolarmente critico sulla situazione statunitense, arrivando a sostenere che l’Italia, nonostante i propri problemi politici e istituzionali, si trovi in una condizione meno grave.

Crisi petrolifera e Stretto di Hormuz: “Le conseguenze arrivano fino ai supermercati e ai mutui”

Uno dei passaggi più strettamente economici dell’incontro ha riguardato la crisi petrolifera e le conseguenze della chiusura dello Stretto di Hormuz. Friedman ha spiegato il meccanismo attraverso il quale una riduzione delle forniture energetiche può provocare un aumento dei prezzi su scala internazionale.

Secondo la ricostruzione proposta dal giornalista, attraverso lo stretto transita circa il 20% del petrolio mondiale. Un’interruzione dei flussi, a fronte di una domanda sostanzialmente invariata, determina una contrazione dell’offerta e una conseguente pressione sui prezzi. Gli effetti, ha osservato, non riguardano soltanto i carburanti.

L’aumento dei costi energetici può infatti trasferirsi sui prezzi dei prodotti alimentari, sull’inflazione e sui costi sostenuti dalle famiglie, con ripercussioni sull’intera economia. “Non siamo davanti ad un complotto, ma più di fronte ad una vera e propria idiozia da parte degli Stati Uniti”, ha dichiarato. Friedman ha inoltre sostenuto che la Cia avrebbe avvertito preventivamente Trump del rischio di una chiusura dello Stretto di Hormuz da parte dell’Iran. Anche in questo caso si tratta di una ricostruzione attribuita al giornalista nel corso del dibattito.

Le accuse sui guadagni di Trump e il richiamo alla Costituzione americana

Sollecitato dal presidente della Camera di commercio Pietro Falbo, Friedman è tornato sul tema della presidenza americana, richiamando i principi sui quali si fonda la Costituzione degli Stati Uniti. Ha citato i padri costituenti Thomas Jefferson, James Madison, George Washington e Benjamin Franklin, sostenendo che il sistema istituzionale americano non fosse stato concepito immaginando una figura politica come quella di Trump.

Nel suo intervento ha richiamato le vicende giudiziarie del presidente e ha avanzato pesanti accuse relative a presunti profitti ottenuti attraverso criptovalute e operazioni finanziarie. Friedman ha parlato di circa 4 miliardi di dollari e di 27mila operazioni di acquisto e vendita in Borsa nell’arco di dodici mesi. Sono cifre e contestazioni riportate dal giornalista durante l’incontro, che richiedono verifiche indipendenti prima di poter essere considerate dati accertati.

Il riferimento costituzionale è stato alla Emoluments Clause, la disposizione che pone limiti all’accettazione di benefici da parte di soggetti esteri da parte dei titolari di cariche federali, compreso il presidente. Friedman ha infine ricordato una celebre dichiarazione di Trump sulla Fifth Avenue, utilizzandola come esempio del rapporto tra il leader repubblicano e il proprio elettorato.

Il consiglio alla Calabria: “Eleggete persone competenti e oneste, investite nel turismo e nelle lingue”

Nella parte conclusiva dell’incontro, il giornalista ha rivolto l’attenzione alla Calabria e alle opportunità di sviluppo del territorio vibonese. Rispondendo a una domanda del presidente facente funzioni della Provincia, Franco Barbalace, Friedman ha indicato nella qualità della classe dirigente e nella promozione internazionale due elementi fondamentali per il futuro della regione.

“Cercate di eleggere persone competenti ed oneste, prima di tutto”, ha affermato. Poi l’invito a investire nella valorizzazione delle bellezze locali, puntando soprattutto sulla conoscenza delle lingue straniere. Il giornalista ha giudicato insufficiente il livello di diffusione dell’inglese, ritenendolo un limite alla capacità del territorio di attrarre visitatori internazionali.

Ha suggerito inoltre di guardare con maggiore attenzione al mercato turistico della Cina, incoraggiando la diffusione della lingua cinese e una maggiore apertura verso i visitatori asiatici. Un messaggio che ha riportato il dibattito dalle grandi questioni geopolitiche alle prospettive concrete di Vibo Valentia e della Calabria.

“La mano di Orfeo”, il thriller di Friedman tra guerre, finanza e potere

A fare da filo conduttore dell’incontro è stato l’ultimo libro di Alan Friedman, “La mano di Orfeo”, presentato al pubblico del Festival del Sud – Valentia in Festa. Il romanzo è un thriller internazionale che intreccia storia, finanza e politica, esplorando i rapporti tra i grandi centri di potere. Attraverso la narrazione, Friedman affronta temi che conosce anche per la sua lunga esperienza giornalistica: il ruolo della finanza, gli interessi economici legati ai conflitti, le industrie degli armamenti e l’influenza delle tecnologie sulle decisioni politiche.

“All’interno di queste pagine ho cercato di dare alle persone la possibilità di capire come stanno le cose davvero nel governo Usa, come le guerre vengono usate anche per creare profitti. Quali sono i legami fra finanza, armi, tecnologia e potere politico”, ha spiegato. E ha concluso: “Ho cercato di dire le cose che altri giornalisti americani non hanno il coraggio di dire”. Una chiusura in linea con il tono dell’intero appuntamento: un confronto che, partendo dalla letteratura, ha attraversato Trump, Putin, l’Europa, la politica italiana e il futuro della Calabria, concludendo la tre giorni del festival davanti al pubblico di Vibo Valentia.

Pubblicità – facebook.com
Pubblicità – scaranogroup.it

LASCIA UN COMMENTO

ARTICOLI CORRELATI

Pubblicità
Pubblicità – cisal.org
Pubblicità – autobencivenni.com

ULTIME NOTIZIE

Pubblicità – micheleaffidato.it
× Sponsor