Le architetture difensive del mondo greco coloniale, lette non soltanto come baluardi militari ma come strumenti chiave per comprendere l’assetto urbano, le dinamiche politiche e il rapporto tra comunità e paesaggio. Questo il tema al centro del convegno di studi “Colonie di Magna Grecia e Sicilia: i sistemi di fortificazione”, in programma giovedì 10 e venerdì 11 settembre presso il Museo archeologico nazionale “Vito Capialbi” di Vibo Valentia, diretto da Michele Mazza. L’iniziativa, afferente alla Direzione regionale Musei nazionali Calabria, offrirà un momento di confronto accademico tra vecchie problematiche e recenti scoperte archeologiche.
Dai modelli di Cuma e Paestum alle polis calabresi
La sessione d’apertura di giovedì 10 settembre, coordinata dal direttore del Museo archeologico nazionale di Reggio Calabria e direttore delegato della DrMn Calabria, Fabrizio Sudano, sarà interamente dedicata ai sistemi fortificatori magnogreci. I lavori prenderanno il via con gli interventi focalizzati sulle realtà di Cuma, Paestum, Siris e Metaponto, per poi concentrare l’attenzione sui principali centri della Calabria antica.
Nel corso delle relazioni verranno presentati i più recenti dati di scavo e rilievo topografico relativi a Hipponion, Medma, Rhegion, Locri e Kaulonia. Lo sguardo si allargherà inoltre alle dinamiche territoriali a carattere italico con i contributi dedicati alle strutture di Torre Castellace, alla topografia difensiva della Calabria tra Lucania e romanizzazione, fino alle nuove prospettive di ricerca sul sito ellenistico di Castiglione di Paludi.
Il quadro siciliano e le conclusioni
La giornata di venerdì 11 settembre, coordinata dal direttore dei Parchi archeologici di Crotone e Sibari, Filippo Demma, sposterà il focus analitico sulla Sicilia, mettendo a confronto i diversi modelli costruttivi ed evolutivi dell’isola. Gli esperti relazioneranno sui risultati delle ultime indagini condotte sui complessi murari di Akragas, Monte San Basilio a Lentini, Kasmenai, Segesta, Himera, Erice e Camarina, per poi analizzare i casi studio di Halaesa e dei sistemi difensivi di Monte Tauro a Taormina.
Le considerazioni conclusive dell’assise scientifica saranno affidate al professor Fabrizio Mollo, a coronamento di un panorama informativo che intende restituire una visione d’insieme aggiornata sulle strategie strategico-militari e di controllo del territorio nell’Occidente greco.












