31 Agosto 2026
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Altro che mete affollate, la Calabria segreta si scopre adesso: sette borghi da visitare per la coda dell’estate

Fine agosto e settembre sono il momento ideale per incontrare il volto più autentico della regione: meno folla, luce dorata e luoghi sospesi nel tempo. Da Pentedattilo a Zungri, ecco le perle da mettere in agenda

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Le ferie stanno finendo? Non proprio. Sta finendo, semmai, la stagione delle code, degli ombrelloni piantati a pochi centimetri di distanza e delle strade prese d’assalto. La Calabria più autentica comincia a svelarsi proprio adesso, quando le spiagge si svuotano, i ritmi rallentano e i borghi tornano a respirare. Tra la fine di agosto e settembre, la luce si fa più morbida, le temperature diventano meno aggressive e anche una semplice passeggiata può trasformarsi in un piccolo viaggio. Non servono mete esotiche: basta lasciare la strada principale, imboccare una deviazione e concedersi il lusso di andare piano. Ecco sette angoli della Calabria nascosta da scoprire nella coda dell’estate.

Pentedattilo, il borgo sorvegliato dalla mano di pietra

Aggrappato alla rupe del Monte Calvario, la cui forma ricorda le cinque dita di una mano, Pentedattilo è uno dei luoghi più suggestivi dell’area grecanica reggina. Le case abbandonate, i vicoli stretti e la pietra consumata dal tempo raccontano una storia fatta di partenze, silenzi e tentativi di rinascita. A settembre, lontano dalla confusione, camminare tra le sue stradine significa entrare in un paesaggio che sembra sospeso tra realtà e leggenda.

Zungri, la città di pietra nel cuore del Vibonese

Nel territorio di Zungri, a pochi chilometri dalla Costa degli Dei, si nasconde uno degli insediamenti rupestri più affascinanti della Calabria. Grotte, ambienti scavati nella roccia e percorsi antichi compongono una vera e propria città di pietra, spesso definita la “Cappadocia calabrese”. È un luogo capace di sorprendere anche chi vive nella regione e crede di conoscerla bene. Qui la storia non è custodita soltanto nei libri: è incisa direttamente nella roccia.

Civita, l’anima arbëreshë affacciata sul Raganello

Adagiata nel cuore del Pollino, Civita è una delle porte delle Gole del Raganello e uno dei centri arbëreshë più conosciuti della Calabria. Le celebri case Kodra, con le facciate che sembrano assumere sembianze umane, si alternano ai comignoli artistici e ai vicoli del centro storico. La comunità custodisce da secoli lingua, tradizioni e riti di origine albanese. Un patrimonio culturale che rende il paese molto più di una semplice tappa panoramica.

Gerace, il Medioevo che guarda lo Ionio

La chiamano la perla della Locride, e non è un’esagerazione. Gerace conserva un centro storico straordinario, dominato dalla sua imponente cattedrale e attraversato da vicoli, archi, palazzi e chiese che raccontano secoli di storia. Dai suoi affacci lo sguardo raggiunge la costa ionica. Al tramonto, quando la pietra si colora d’oro e le ombre si allungano sulle piazze, il borgo mostra il suo volto più emozionante.

Fiumefreddo Bruzio, terrazza sul Tirreno

Sospeso tra montagna e mare, Fiumefreddo Bruzio è uno dei borghi più belli d’Italia. Il centro storico custodisce scorci, piazze e opere legate al maestro Salvatore Fiume, mentre dai suoi belvedere il Tirreno appare come un’immensa distesa azzurra. È il posto giusto per chi cerca una passeggiata senza fretta, un tramonto sul mare e quella sensazione rara di trovarsi dentro un quadro.

Badolato, il paese che ha scelto di rinascere

Disteso sulle colline dello Ionio catanzarese, Badolato è diventato il simbolo di una Calabria che prova a reagire allo spopolamento. Dopo aver rischiato di svuotarsi, il borgo ha costruito una nuova identità attraverso l’accoglienza, il turismo lento e il recupero delle abitazioni del centro storico. Le sue stradine raccontano ancora le ferite dell’emigrazione, ma anche la capacità di ricominciare e aprirsi al mondo.

Papasidero, tra il fiume Lao e la preistoria

Per chi non vuole rinunciare all’avventura c’è Papasidero, nel cuore del Pollino. Il fiume Lao offre percorsi immersi nella natura, mentre la Grotta del Romito custodisce importanti testimonianze preistoriche, tra cui la celebre incisione del Bos primigenius. È una meta che tiene insieme sport, paesaggio e archeologia: un ultimo tuffo nell’estate prima del ritorno alla routine.

La Calabria nascosta non si visita: si ascolta

Il consiglio è uno solo: partire senza fretta. Fermarsi a parlare con chi si incontra, sedersi al bar della piazza, entrare in una bottega e lasciare che sia il paese a indicare la strada. Perché la Calabria nascosta non è una cartolina da fotografare in pochi minuti. Non si attraversa distrattamente e non si consuma: si ascolta.

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