4 Settembre 2026
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Chi ha ucciso la Politica? A Piano Lago il confronto sulla crisi della democrazia

Lunedì 7 settembre la presentazione del libro di Emanuele Cristelli. Al centro del dibattito la crisi della rappresentanza, l'astensione e il rapporto tra cittadini e istituzioni

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Piano Lago si prepara a ospitare un appuntamento dedicato al futuro della politica, alla crisi della rappresentanza e al rapporto sempre più complesso tra cittadini e istituzioni. Lunedì 7 settembre 2026, nella centralissima Piazza San Francesco di Paola, sarà presentato il libro di Emanuele Cristelli, “Chi ha ucciso la politica – Quando e perché abbiamo iniziato a odiare la democrazia?”, volume arricchito dalla prefazione Luigi Marattin.

L’iniziativa nasce nel luogo in cui lo stesso autore è cresciuto e vuole diventare un’occasione di confronto aperto non soltanto tra esponenti politici, ma anche con la società civile. Tra i partecipanti annunciati figurano Pierluigi Caputo, consigliere regionale della Calabria, e Giuseppe De Mita, coordinatore nazionale di Base Popolare.

Un libro per interrogarsi sulla crisi della politica

Il titolo del volume è volutamente provocatorio, ma secondo i promotori fotografa una condizione ormai evidente: la crescente distanza tra cittadini e istituzioni e il progressivo indebolimento della partecipazione democratica.

Il libro affronta con un linguaggio semplice le principali ragioni che avrebbero contribuito a mettere in difficoltà la vita democratica del Paese, provando al tempo stesso a individuare possibili percorsi per cambiare direzione e rafforzare nuovamente il rapporto tra politica e cittadini.

A indicare la profondità della crisi sono fenomeni come l’aumento dell’astensione, la volatilità del voto e la crescente affermazione di proposte politiche di carattere populista. In questo scenario, secondo la riflessione proposta, sembrano essere rimasti soprattutto “reduci”, mentre mancherebbero figure capaci di assumere il ruolo di veri “pionieri” di una nuova stagione politica.

Dai “reduci” ai “pionieri”: il tema della partecipazione

È proprio questa contrapposizione a rappresentare uno dei passaggi centrali dell’iniziativa. Per i promotori, dietro la disaffezione verso la politica esisterebbe comunque una domanda di cambiamento che attende di essere intercettata e organizzata.

Il tema non sarebbe dunque soltanto quello di recuperare consenso elettorale, ma di ricostruire una presenza politica radicata nelle comunità. Da qui l’idea di tornare a valorizzare anche la forma Partito, intesa non semplicemente come struttura elettorale, ma come luogo nel quale elaborare idee, formare classe dirigente e mantenere un rapporto costante con il territorio.

Il valore del lavoro di Cristelli viene individuato proprio nella volontà di affrontare questi temi senza eludere le contraddizioni del presente, anche alla luce del recente richiamo del Papa ai giovani, durante il Meeting di Rimini, sulla necessità di smascherare i rapporti di potere ingiusti.

La rappresentanza al centro del dibattito

Uno dei punti più critici individuati riguarda il progressivo ridimensionamento degli spazi di rappresentanza politica.

In Calabria, viene sottolineato, il numero dei parlamentari è passato da 30 a 19, mentre quello dei consiglieri regionali è sceso da 50 a 30. A ciò si aggiunge l’assenza del voto di preferenza nelle elezioni politiche nazionali e il sistema di elezione di secondo grado per i consiglieri provinciali, che non vengono più scelti direttamente dagli elettori ma da sindaci e consiglieri comunali.

Un’altra questione riguarda la struttura amministrativa dei piccoli Comuni. In Calabria sono 270 su 404 quelli con meno di 3.000 abitanti. In realtà territoriali di queste dimensioni, secondo la riflessione proposta, le dinamiche familiari e personali possono arrivare a incidere sulla selezione della classe dirigente, favorendo nel tempo la ricorrenza degli stessi cognomi.

Una nuova idea di politica che parte dalle comunità

L’appuntamento di Piano Lago punta quindi a riportare al centro una concezione della rappresentanza fondata sul rapporto diretto con le persone e con i territori.

La prospettiva indicata è quella di una Europa delle Comunità, capace di andare oltre una visione prevalentemente economica dell’integrazione europea e di rimettere al centro valori come competenza, onestà e responsabilità.

In questa impostazione, la politica dovrebbe nascere prima ancora del momento elettorale: nelle comunità, nei luoghi di partecipazione e nel confronto quotidiano con i cittadini. Non soltanto persone capaci di guidare, dunque, ma anche figure in grado di ascoltare, comprendere e rappresentare le esigenze delle realtà nelle quali operano.

L’appuntamento del 7 settembre si propone così come un momento di discussione su una domanda di fondo: come ricostruire una politica capace di recuperare credibilità e partecipazione, trasformando la crescente richiesta di cambiamento in un nuovo progetto collettivo?

L’intervento è firmato da Vincenzo Arnone, consigliere comunale di Mangone e coordinatore regionale di Base Popolare.

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