Aperta al pubblico la mostra “Gianni Versace. Terra Mater. Magna Graecia Roots Tribute”, promossa dal Museo Archeologico Nazionale di Reggio Calabria in occasione degli ottant’anni dalla nascita di Gianni Versace. Curata da Sabina Albano e Fabrizio Sudano, l’esposizione resterà aperta fino al 19 aprile 2026 e intreccia moda, arte e archeologia, mettendo in dialogo il linguaggio creativo del fondatore della Maison Versace con le radici della Magna Grecia.
Il percorso espositivo si sviluppa nel piano mostre del Museo, articolandosi in sezioni tematiche come Città Madre, Visioni del Sud, Codice Versace, una ricostruzione del suo studio e un nucleo dedicato ai bozzetti per costume e balletto, testimonianza delle collaborazioni con Maurice Béjart, John Cox e Roland Petit.
Un dialogo tra mito e modernità
Con oltre 400 pezzi tra abiti, accessori e complementi d’arredo, la mostra ricostruisce l’estetica di Versace e la sua ispirazione costante al mondo greco-romano, dai motivi a Meandro alla figura della Medusa, icona della Maison. I reperti archeologici della Magna Grecia e della Calabria protostorica, romana, tardo antica e bizantina dialogano con le creazioni dello stilista, creando un percorso immersivo che mette in scena la continuità tra classicità e linguaggio contemporaneo.
Tra i pezzi più significativi: la lastra in stucco della chiesa di Santa Maria Theotokos di Terreti, i frammenti di affresco dalle Terme Romane di Reggio Calabria e una statuetta femminile in terracotta proveniente da Rosarno. Reperti eccezionali provengono anche dal Museo Archeologico Nazionale della Siritide di Policoro, tra cui un’antefissa con volto di Medusa e una Pelike a figure rosse, risalenti al IV secolo a.C.
Dichiarazioni dei curatori
Fabrizio Sudano, direttore del Museo, ha sottolineato: “Abbiamo voluto riportare Gianni Versace alle sue radici, restituendo il dialogo profondo tra la sua visione creativa e la storia e l’identità culturale della Calabria. La forza di questa esposizione è mostrare come la classicità continui a ispirare arte e creatività contemporanea”.
Sabina Albano, curatrice, ha aggiunto: “Il dialogo tra il repertorio dello stilista e le collezioni del Museo consente di rendere esplicita la complessità del suo linguaggio iconografico. Realizzare questo progetto nel Museo significa ricondurre Versace al luogo della sua memoria e delle sue radici, dove i reperti archeologici hanno contribuito alla formazione di un immaginario capace di tradurre la classicità in un codice espressivo contemporaneo”.
Le collezioni in mostra
La maggior parte dei capi proviene dalla Private Collection di Antonio Caravano, così come tutta la Home Collection e la Fashion Archive di Franco Jacassi, tra cui la serie di bottoni, oltre alla collezione di Tonino Serranò. La mostra è patrocinata dalla Regione Calabria, dalla Città Metropolitana di Reggio Calabria e dalla Calabria Film Commission.









