20 Ottobre 2026
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Il Trono Ludovisi e la Fanciulla di Anzio in mostra a Reggio Calabria: una mostra internazionale sulle radici greche dell’arte italiana

Promossa dal Ministero della Cultura nell’ambito del Piano Olivetti, l’esposizione mette al centro gli scambi culturali tra le due sponde del Mediterraneo

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L’arte greca e la sua lunga eredità culturale tornano al centro del dialogo tra Italia e Grecia con una grande mostra internazionale che farà tappa a Reggio Calabria. Dal 22 ottobre al 31 dicembre 2026, il Museo Archeologico Nazionale di Reggio Calabria ospiterà “Ispirazioni. Vite italiane dell’arte greca”, progetto espositivo promosso dal Ministero della Cultura nell’ambito delle attività del Piano Olivetti per la cultura. Dopo l’esordio al Museo dell’Acropoli di Atene, la mostra approda nell’antica Rhegion, uno dei centri più importanti della Magna Grecia, per raccontare le molteplici forme attraverso cui l’arte greca ha attraversato i secoli, influenzando linguaggi artistici, modelli culturali e identità del Mediterraneo. L’iniziativa si inserisce nel quadro delle relazioni culturali tra Italia e Grecia, rafforzate anche dalla visita istituzionale ad Atene compiuta nel giugno 2025 dal ministro della Cultura, Alessandro Giuli.

Il MArRC al centro del dialogo culturale tra Italia e Grecia

La scelta di Reggio Calabria offre alla mostra una cornice particolarmente significativa. Il patrimonio del Museo Archeologico Nazionale, con le testimonianze provenienti dai principali centri della Magna Grecia e gli straordinari Bronzi di Riace, permette di approfondire il rapporto tra la civiltà greca e la storia della Penisola. Il progetto è stato elaborato dal Dipartimento per la valorizzazione del patrimonio culturale, attraverso l’Istituto centrale per la valorizzazione economica e la promozione del patrimonio culturale, in collaborazione con il Museo dell’Acropoli di Atene e il Museo Archeologico Nazionale di Reggio Calabria. La curatela è affidata ad Alfonsina Russo, Nikolaos Stampolidis, Roberta Alteri, Alessio De Cristofaro e Fabrizio Sudano.

L’esposizione intende mettere in evidenza una storia di scambi, trasferimenti e reciproche influenze che, nel corso dei secoli, ha unito le due sponde del Mediterraneo. Un percorso che assume un valore particolare in una città la cui identità storica è profondamente legata alla presenza greca.

Piano Olivetti, la cultura come motore di crescita e rigenerazione

La tappa reggina rientra nelle iniziative del Piano Olivetti per la cultura, che promuove il patrimonio culturale come strumento di crescita civile, coesione sociale e sviluppo dei territori. In questa prospettiva, la mostra non si limita a valorizzare reperti di grande interesse storico e artistico, ma punta a creare occasioni di partecipazione e conoscenza per la comunità. Il patrimonio archeologico diventa così un punto d’incontro tra memoria, identità e contemporaneità. Il progetto sarà accompagnato da un programma pubblico rivolto a cittadini, studiosi, scuole e turisti, con attività dedicate all’educazione museale, all’inclusione e alla valorizzazione dell’area.

A Reggio Calabria, il confronto diretto con le testimonianze della civiltà greca offrirà l’opportunità di riscoprire le radici storiche del territorio e il ruolo che queste continuano a svolgere nella costruzione dell’identità collettiva. Un approccio che si inserisce negli obiettivi di rigenerazione culturale sostenuti dal Piano Olivetti.

Sette sezioni per raccontare le vite delle opere greche

Il cuore della mostra è il racconto delle “biografie” delle opere d’arte: non soltanto capolavori da ammirare, ma testimonianze che hanno attraversato epoche e contesti differenti, acquisendo nuovi significati attraverso la circolazione, il trasferimento, il riuso e la reinterpretazione. Il percorso espositivo è articolato in sette sezioni e comprende opere provenienti da alcuni dei più importanti musei italiani. L’itinerario attraversa un arco cronologico ampio, dalla tarda età del Ferro fino al Novecento, per documentare le diverse forme di presenza dell’arte greca nella Penisola.

Il visitatore potrà seguire le prime testimonianze della diffusione di modelli artistici greci in Italia, precedenti alla conquista romana, e approfondire il ruolo degli oggetti come strumenti di prestigio e veicoli di modelli culturali. Il racconto prosegue attraverso i processi di appropriazione e trasferimento delle opere, la loro reinterpretazione in età romana e le successive forme di ricezione. Le opere diventano così documenti capaci di restituire le trasformazioni della società e del gusto, mostrando come forme e linguaggi dell’arte greca siano stati ripresi e rielaborati in epoche diverse. La mostra ricostruisce una storia fatta di continuità e cambiamenti, nella quale il patrimonio artistico contribuisce a spiegare i legami culturali tra il mondo antico e l’Europa contemporanea.

Dal Trono Ludovisi ai Bronzi di Porticello: i capolavori in mostra

Tra le opere annunciate figurano una statua femminile proveniente dall’Acropoli di Atene, il celebre Trono Ludovisi, la Fanciulla di Anzio e le rinomate teste bronzee provenienti dal relitto di Porticello. Accanto a queste testimonianze troveranno spazio importanti esempi del collezionismo e della ricezione moderna dell’arte greca, per documentare il modo in cui i modelli dell’antichità hanno continuato a influenzare la cultura europea ben oltre la fine del mondo classico. La parte conclusiva del percorso sarà dedicata alla fortuna dell’arte greca tra il XVIII e il XX secolo, con un approfondimento su Antonio Canova e sulle reinterpretazioni elaborate da alcuni artisti italiani del Novecento.

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