I camion restano fermi. Le risposte di Matteo Salvini non bastano a chiudere la protesta in Calabria, dove gli autotrasportatori annunciano di voler proseguire fino al 27 ottobre, giorno del nuovo confronto con il Governo. Dal tavolo in prefettura a Milano arrivano impegni sui pagamenti e nuove misure da definire. Dai presidi calabresi torna una contestazione precisa: state sbloccando soldi che aspettavamo già, mentre le imprese non riescono più a sostenere i costi. Il coordinatore regionale di Fedralog, Mario Pansini, conferma il fermo. Enzo Laudari, tra i protagonisti della mobilitazione, attacca il ministro e contesta persino la scelta di raggiungerlo a Milano. Nella diretta con Lino Polimeni, per Articolo 21, la delusione diventa rabbia: “Non si è ottenuto niente”.
Pansini: “Continuiamo con il fermo fino al 27”
Il confronto pomeridiano con le delegazioni del Sud, successivo a quello con le associazioni nazionali, avrebbe dovuto aprire la strada alla conclusione della mobilitazione iniziata il 16 ottobre. Per la rappresentanza calabrese, però, gli annunci non segnano il cambio di passo richiesto. “Non possiamo ritenerci soddisfatti perché all’esito del confronto non sono emersi nuovi impegni da parte del Governo se non lo sblocco di risorse già in precedenza stanziate”, dichiara Pansini.
Il coordinatore di Fedralog distingue tra i finanziamenti attesi da mesi e le risorse aggiuntive prospettate per gli ultimi due mesi: “Unica novità sono gli ulteriori 60 milioni utili a coprire le mensilità di settembre e ottobre”. Una cifra che, secondo la sua valutazione, una volta distribuita tra le imprese non sarà sufficiente a compensare il peso del gasolio. Da qui la decisione: “Continuiamo con il fermo fino al 27”, in attesa che Salvini chiarisca quali ulteriori interventi intenda assumere per il settore.
Laudari contro Salvini: “Li hai bluffati, quelle persone”
L’intervento di Laudari parte da una bocciatura delle misure illustrate: “Non si è ottenuto niente, tranne che tutto quello che già avevamo lui lo vuole solo anticipare”. Poi l’attacco si rivolge direttamente al ministro: “Li hai bluffati, quelle persone”. Laudari accusa Salvini di aver convocato lavoratori già esasperati senza offrire risposte all’altezza delle loro aspettative. “Venite voi a fare impresa qui al Sud”, incalza. Il ragionamento torna alle spese da affrontare ogni giorno, al carburante e ai rapporti con una clientela che comprende anche aziende agricole in difficoltà. Secondo l’autotrasportatore, le decisioni del Governo stanno aggravando una crisi che coinvolge l’intera filiera. “Hai distrutto un comparto, lo stai distruggendo”, afferma rivolgendosi a Salvini. Un’accusa politica durissima, pronunciata mentre dai presidi si attende di capire quali effetti concreti avranno gli impegni annunciati.
Il Governo annuncia 480 milioni, ma la Calabria chiede altro
Il viceministro Edoardo Rixi annuncia lo sblocco di circa 480 milioni di euro per le domande relative al caro gasolio presentate fino ad agosto. Il Governo punta a ottenere la rimozione dei blocchi e indica ulteriori interventi per settembre e ottobre. Rixi parla di una soddisfazione “solo parziale”, legata alla necessità di rendere operative le misure. Tra gli impegni illustrati alle associazioni nazionali figura anche una norma per rendere automatico l’adeguamento dei corrispettivi del trasporto alle variazioni del costo del carburante. Confartigianato giudica positivamente gli annunci, chiedendo che diventino rapidamente provvedimenti concreti. La prima verifica è fissata per il 27 ottobre. È proprio sulla consistenza delle novità che si concentra la contestazione calabrese: liquidare risorse già dovute, sostengono i rappresentanti della protesta, non risolve da solo la crisi delle imprese.
La Sicilia revoca il fermo, il Sud procede in ordine sparso
Dal tavolo escono decisioni diverse. Il Comitato trasportatori siciliani revoca il fermo dei servizi, mentre dalla Puglia viene annunciata una rimozione soltanto parziale dei blocchi. In Campania, il delegato Vincenzo Parisi indica invece la prosecuzione fino al 27 ottobre. La Calabria resta quindi tra i territori in cui il confronto non ha prodotto la conclusione della mobilitazione. Nel Vibonese, attorno ai presidi di Sant’Onofrio, Pizzo e Vazzano, la protesta ha coinvolto anche agricoltori, pescatori e commercianti, con la chiusura delle attività in segno di solidarietà.














