4 Settembre 2026
4 Settembre 2026
spot_img

Lea Garofalo, il coraggio di una donna che vive ancora: Diamante le rende omaggio

Sette giorni di cultura e diritti nel segno della libertà, contro la ’ndrangheta e ogni forma di violenza

spot_img
spot_img

La III edizione della rassegna ‘7 Giorni con le Donne per i Diritti Umani’ ha registrato un grande successo di pubblico, ampio coinvolgimento e apprezzamento. La rassegna, spin-off del Mediterraneo Festival Corto, è andata in scena a Diamante dal 26 agosto all’1 settembre. Organizzata dal CineCircolo Maurizio Grande ha visto il patrocinio del comune di Diamante e il sostegno di Calabria Film Commission e Amnesty International Italia.

La dedica a una donna calabrese

Fin dalla prima edizione è stata dedicata ad una donna calabrese che si è battuta per i diritti e l’equità di genere, quest’anno l’omaggio a Lea Garofalo, testimone di giustizia e vittima di ‘ndrangheta che ha lottato per tutta la sua vita per una libertà che non ha mai avuto. A raccontarne la vita, sabato 29 agosto, la sorella di Lea, Marisa Garofalo nel talk moderato dalla giornalista Maria Francesca Amodeo cui ha preso parte anche il Direttore Artistico del CineCircolo Maurizio Grande, Francesco Presta. “Da oggi Lea vive anche a Diamante” ha affermato Marisa raccontando la storia, il coraggio e la dignità di sua sorella. Una narrazione toccante ed emozionante che ha colpito il pubblico raccolto in un silenzio attonito. Lea lascia il compagno, il boss della ‘ndrangheta Carlo Cosco, quando si accorge della sua attività delinquenziale e seppur in difficoltà economica non accetterà mai i suoi soldi. Entra nel programma di protezione testimoni ma le dichiarazioni che fa alle forze dell’ordine non trovano inzialmente riscontro per cui resta nel programma come collaboratrice (e quindi come colpevole) e non come testimone (innocente), una situazione che soffrirà per l’intera sua vita fin quando non lascerà volontariamente il programma. Marisa sottolinea come “l’omicidio di sua sorella Lea Garofalo è stato sì un omicidio di mafia ma anche un femminicidio e un omicidio di Stato“. A farle eco, il consigliere regionale Antonio De Caprio, segretario della Commissione regionale anti-’ndrangheta, il quale ha sottolineato come lo Stato deve farsi carico delle sue colpe quando non riesce a proteggere i suoi cittadini. Insieme a De Caprio, per i saluti istituzionali, l’assessore al turismo del comune di Diamante Francesco Bartalotta, il quale ha espresso l’intenzione di invitare nel prossimo futuro Marisa Garofalo per parlare della vita di sua sorella Lea alle studentesse e agli studenti delle scuole di Diamante. 

I docufilm “Ensemble” e “Chi ha ucciso Giovanni Losardo?”

Ad aprire la rassegna “7 giorni con le Donne per i Diritti Umani”, il 26 Agosto la proiezione del docufilm “Ensemble” di Manuel Cundari ed Eugenio Piluso che mostra la vita quotidiana, i sogni e le speranze dei giovani ospiti de ‘La Casa di Abou Diabo’ centro di accoglienza per minori stranieri non accompagnati ad Acri (CS) gestito dall’Associazione LiberAccoglienza ETS. Nel talk moderato dalla giornalista Francesca Magurno, il regista Manuel Cundari e Angelo Sposato operatore per l’integrazione del centro hanno sottolineato la realtà positiva del centro di Acri i cui i giovani sono inseriti in processi di apprendimento e lavorativi e molti hanno scelto di rimanere a vivere proprio nel borgo calabrese. Giovedì 27 agosto, la giornalista Anna Maria De Luca ha raccontato la vita di Alberto Paolini, rinchiuso 42 anni nel manicomio di Santa Maria della Pietà di Roma senza mai ricevere alcuna diagnosi. Insieme a lei, Patricia Ciummelli e Sonia Montalbini, amiche di Alberto e volontarie di Radio Senza Muri, realtà nata per dare voce alle persone con malattie psichiatriche. Alberto era un ragazzo timido e introverso, rimasto orfano troppo presto nell’immediato dopoguerra. All’interno del manicomio aveva una via di evasione, la poesia. Le sue parole sono raccolte nel libro “Avevo solo le mie tasche” e ancora oggi fanno quello che Alberto non può più fare: testimoniare e divulgare. Al talk, moderato dalla giornalista Caterina Bruno, ha preso parte anche il dottor Clemente Tucci, psicologo clinico, che ha messo in guardia sul benessere psicologico, sempre più precario, dei più giovani. Venerdì 28 Agosto la proiezione del docufilm “Chi ha ucciso Giovanni Losardo?” di Giulia Zanfino ha dato modo di accendere un faro su una vicenda giudiziaria che non ha portato ad alcuna condanna definitiva eppure «tutta Cetraro sa chi mi ha sparato» dice ‘Giannino’ Losardo in punto di morte. Il talk, moderato dal giornalista Saverio Di Giorno, è stato occasione per parlare di legalità attraverso la vita e la missione di Giovanni Losardo che fu assessore del comune di Cetraro, politico del P.C.I. e segretario giudiziario della Procura di Paola. Presente la regista Giulia Zanfino, il magistrato Eugenio Facciolla e il sindaco di Diamante, Achille Ordine.

“Un bilancio molto positivo”

Domenica 30 agosto ancora protagonista Saverio Di Giorno questa volta nei panni di attore nell’adattamento del testo “Il Grigio” di Giorgio Gaber e Sandro Luporini con le musiche di Rocco Capalbo (chitarra) e Francesco Casella (fisarmonica). Un’interpretazione intensa che ha saputo incatenare il pubblico al ritmo incalzante della prosa di Gaber e Luporini. Lunedì 31 agosto la chitarra di Lorenzo Iorio e il sax di Andrea Paternostro hanno incantato il pubblico a ritmo jazz. Parlare di jazz è parlare di diritti umani, di superamento del razzismo, di inclusione sociale attraverso la musica. L serata è stata organizzata in collaborazione con il Peperoncino Jazz Festival: il direttore artistico Sergio Gimigliano ha annunciato una tre giorni dal 6 all’8 settembre dedicata proprio alle donne del jazz al Monastero di Minimi di Cirella di Diamante. L’ultima sera la proiezione dei cortometraggi premiati nelle scorse edizioni del Mediterraneo Festival Corto per una serata intitolata “Visioni dal Mondo” e che ci ha portato a riflettere sulla violenza di genere; sulle traversate dei migranti; sulla situazione nelle carceri. Nei giorni della rassegna, spazio anche ad alcune delle Compagnie teatrali che accompagnano il CineCircolo Maurizio Grande nella rassegna del Festival del Teatro Amatoriale: la compagnia Biancaluna di Verbicaro e l’associazione Dafne di Cirella che hanno aperto rispettivamente la sera di sabato e domenica. “Un bilancio molto positivo – dichiara il Direttore Artistico Francesco Presta – che dimostra come la cultura può essere vettore turistico anche sul finire di stagione estiva”.

spot_img
spot_img
spot_img
spot_img

ARTICOLI CORRELATI

spot_img

ULTIME NOTIZIE

spot_img
× Sponsor