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1 Maggio 2026
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Riparte Articolo 21 e Polimeni riaccende la tv calabrese: “È il momento di dire la verità, anche quando fa paura”

Dal 24 novembre, ogni giorno in diretta alle 15, per raccontare un regione al capolinea tra sanità al collasso, lavoro assente e paura di esporsi. “E' ora di rompere il silenzio. Parlate, denunciate, fatevi sentire”

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Dopo il grande successo di “Raggio di Sole”, Lino Polimeni è pronto a riaccendere i riflettori su uno dei programmi più iconici e più seguiti della televisione calabrese. Da domani, lunedì 24 novembre 2025, torna in onda Articolo 21, ogni giorno in diretta dalle 15 alle 17, dal lunedì al venerdì, su Ten – Canale 12 del digitale terrestre. Ospiti della prima puntata i consiglieri regionali Ernesto Alecci e Pierluigi Caputo.

Una trasmissione che ha segnato un’epoca, un format che è diventato punto di riferimento per la denuncia civile, la libertà d’espressione e la difesa dei cittadini. E questa nuova stagione — come anticipa Polimeni — sarà diversa da tutte le precedenti, più coraggiosa, più scomoda, più vicina ai problemi reali della gente.

– Le novità della nuova stagione di Articolo 21

“Articolo 21 si presenterà quest’anno in un’edizione speciale, profondamente diversa da tutte le precedenti. Siamo arrivati a un punto di svolta necessario: il Paese è di fronte a un capolinea sociale ed economico che non può più essere ignorato. Sempre più persone rinunciano a curarsi, mettere insieme il pranzo con la cena è diventato per molti un’impresa quotidiana, il potere d’acquisto è ormai eroso e il commercio vive una fase di seria difficoltà.
In questo contesto, Articolo 21 vuole essere non solo uno spazio di analisi, ma un luogo di responsabilità collettiva, capace di dare voce a chi non ne ha e di raccontare con onestà la realtà che viviamo. Questa edizione speciale nasce proprio dalla consapevolezza che è il momento di guardare in faccia la crisi e di aprire un dibattito pubblico all’altezza delle sfide che ci attendono”.

– In cosa Articolo 21 sarà ancora più scomodo, più coraggioso, più vicino ai problemi dei calabresi?

“Articolo 21 sarà ancora più vicino alla voce delle persone, soprattutto di chi oggi teme di esporsi per paura di ritorsioni. Molti cittadini sono perfettamente consapevoli delle ‘catene’ che limitano la loro libertà, ma allo stesso tempo esitano a spezzarle: manca una reale presa di coscienza collettiva, manca una rivoluzione culturale che restituisca coraggio e protagonismo. A poco serve educare le nuove generazioni se gli adulti non riescono a liberarsi dalla logica della ‘politica del bisogno’, quella che alimenta dipendenze e assuefazioni invece di garantire diritti. Se comprendessimo davvero che sono i politici ad avere bisogno dei cittadini e non il contrario lo scenario sarebbe radicalmente diverso. Troppo spesso, però, le idee vengono offuscate dal linguaggio del politichese, che confonde, distorce e allontana dalle vere questioni. Con questa nuova edizione, Articolo 21 vuole riportare il dibattito al centro, dare voce a chi non può parlare e contribuire a un percorso di consapevolezza che è ormai indispensabile”.

– Le prime battaglie: sanità, lavoro, spopolamento

“Le prime battaglie che il nostro territorio deve affrontare riguardano la sanità, il lavoro e lo spopolamento giovanile, oltre alla desertificazione dei comuni. Sanità e lavoro sono pilastri della nostra Costituzione, ma purtroppo è come se fossero rimasti solo lì: nelle agende politiche sembrano scomparsi, cancellati da priorità che poco hanno a che fare con i bisogni reali delle persone. Per quanto riguarda la sanità, conosco bene la situazione: la vivo quotidianamente a causa della malattia di mia moglie. Negli ultimi tre anni ho potuto constatare di persona una realtà inaccettabile: anche nell’accesso alle cure si registrano gravi disparità sociali ed economiche. Al danno si aggiunge la beffa: chi ha meno risorse rischia di essere curato meno e peggio. Comprendo bene quanti soldi servano solo per partire e fare una visita a Roma o a Milano: tra spostamenti, pernottamenti e giorni di lavoro persi, per molte famiglie è un’impresa impossibile.
Come può una famiglia monoreddito reggere non solo il peso della vita quotidiana, ma anche un’emergenza sanitaria improvvisa? La risposta è semplice: non può. E mentre i cittadini affrontano tutto questo, la politica discute di modifiche dello Statuto regionale. Intanto, la gente continua a morire e la sanità, negli ultimi anni, è stata trattata come un terreno di sperpero e improvvisazione, diventando carne da macello per interessi e inefficienze.
Di fronte a questo scenario, ritengo che il tema della sanità insieme al lavoro e allo spopolamento sia fondamentale, non più rimandabile e soprattutto non più sacrificabile. È da qui che deve partire ogni vera azione di cambiamento. Il problema è che, per una certa politica, l’unico vero interesse in ambito sanitario sembra essere quello di nominare e premiare i primari più congeniali ai propri equilibri di potere, quando invece la politica non dovrebbe entrare affatto nelle dinamiche della cura: la sanità deve rispondere ai cittadini, non alle logiche di appartenenza”.

– C’è più paura di esporsi? Come rompere il muro di silenzio?

“Credo che il cambiamento possa davvero partire solo dai nostri figli in collaborazione con la scuola. Ripongo grande speranza nella nuova generazione, quella di mio figlio Loris: mi auguro che loro sappiano fare ciò che noi non siamo riusciti a fare. Oggi stiamo consegnando ai giovani una società smarrita, spesso intrappolata dietro uno smartphone e immersa in un mondo online che rischia di sostituire quello reale. Viviamo la vita degli altri attraverso i social, dimenticandoci troppo spesso della nostra. Spero che le coscienze possano risvegliarsi, che questa consapevolezza cresca. Continuo a ribadirlo nella speranza che non resti solo un sogno o un’utopia, ma diventi finalmente un percorso condiviso”.

– “La verità, senza paura”: rischi, pressioni e responsabilità

“La VERITÀ SENZA PAURA nasce proprio per dire basta, perché siamo stanchi. In fondo, cosa dovrebbe farci ancora paura quando si è arrivati a un punto in cui non esiste più possibilità di ritorno? Molte persone mi chiedono se vivo sotto scorta, ma la risposta è no. Nonostante questo, vivo comunque una condizione di grande esposizione e spesso di profonda solitudine: tutti mi dicono ‘bravo’, ‘che coraggio’, mi riempiono di complimenti, ma poi le luci si spengono e resto solo ad affrontare le conseguenze del mio impegno. Fortunatamente qualcuno libero c’è ancora… Sono le imprese calabresi che sostengono Articolo 21, imprenditori che non hanno paura di dare forza a una voce libera, indipendente e spesso scomoda. Loro sì che sono coraggiosi, perché credono in un’informazione che non si piega”.

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