23 Giugno 2026
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Trame Festival chiude l’edizione da record: a Lamezia Terme l’antimafia passa dai diritti sociali

Bilancio straordinario per la quindicesima edizione della rassegna sui libri contro le mafie: 160 ospiti e oltre un milione di visualizzazioni social. Giovanni Tizian saluta la direzione artistica, arriva Raffaella Calandra

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Il bilancio definitivo della kermesse culturale lametina fotografa un successo senza precedenti per la rassegna nazionale dedicata ai libri sulle mafie, incentrata quest’anno sul tema “Terra e libertà”. Il festival ha registrato numeri da record con 160 ospiti, 73 eventi e 10 mostre diffuse in tutta la città. Per sei giorni piazze e palazzi storici si sono trasformati in un’agorà pubblica per riflettere su giustizia, ecomafie e zone grigie dell’economia.
“Questa quindicesima edizione è certamente una edizione da record – dichiara il presidente della Fondazione Trame, Nuccio Iovene – e tutto questo non sarebbe stato possibile senza il prezioso impegno di tutti i collaboratori della Fondazione e dei volontari e delle volontarie che quest’anno hanno superato anch’essi il record di presenze mai registrato prima”.

Il passaggio di testimone alla guida del festival

La chiusura della manifestazione segna anche una svolta cruciale per l’assetto organizzativo e la futura linea editoriale della rassegna, con un cambio della guardia al vertice della struttura giornalistica. Raffaella Calandra, inviata del Sole 24 Ore, sarà la nuova direttrice artistica del festival per l’edizione 2027. Prende il posto di Giovanni Tizian, che lascia l’incarico dopo sei anni di gestione.
“Concludo il mio percorso alla direzione artistica dopo sei edizioni, chiudendo questa esperienza con la quindicesima edizione del festival, un traguardo particolarmente significativo. Ho sempre sostenuto che, al di là delle singole direzioni artistiche – sottolinea il direttore uscente Giovanni Tizian – Trame abbia ormai un’identità forte e consolidata, che deve continuare a raccontare le storie di chi ha resistito e continua a resistere ai poteri mafiosi nei territori”.

Un premio per i cronisti sotto tiro e il boom digitale

Tra le novità più rilevanti annunciate sul palco c’è la nascita di un riconoscimento intitolato a un simbolo del giornalismo d’inchiesta calabrese, volto a sostenere l’informazione di prossimità. Istituito il “Premio giornalistico Trame Michele Albanese” per valorizzare i cronisti locali esposti a minacce e intimidazioni. Sul fronte della comunicazione, l’ecosistema digitale ha generato oltre un milione e 360 mila visualizzazioni.
“L’antimafia non è un movimento che guarda al passato – conclude il presidente Nuccio Iovene – ma che riflette e lavora per il futuro”.

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