Un filo sempre più stretto unisce Sila e Lamezia nel segno della cultura, della storia e della valorizzazione del territorio. A Villaggio Mancuso, nel cuore della Sila Piccola, la storia della località turistica è diventata infatti uno strumento per accogliere e coinvolgere anche i numerosi visitatori stranieri che durante l’estate raggiungono l’altopiano catanzarese.
“History of Villaggio Mancuso“. È questo il saluto che accoglie i turisti davanti a una serie di pannelli che raccontano, in diverse lingue, la storia ormai nota del villaggio. Il testo è stato scritto dalla scrittrice lametina Antonietta Vincenzo, autrice molto conosciuta e apprezzata dalla comunità silana.
L’interesse manifestato dai visitatori stranieri verso il racconto ha spinto Mario Garofalo, presidente del Comitato “La Siletta”, a completare il progetto con le traduzioni in inglese, francese e tedesco. I pannelli sono stati collocati in diversi punti del villaggio, in posizione ben visibile, e sono diventati una presenza capace di incuriosire i turisti, che si fermano volentieri a leggere la storia del luogo.



Eugenio Mancuso e la nascita del villaggio da sogno
Il racconto di Antonietta Vincenzo parte dal rapporto indissolubile tra la Sila Piccola e Villaggio Mancuso.
“Non si può parlare di Sila Piccola senza pensare a Villaggio Mancuso, perché la montagna catanzarese si identifica con questo luogo, un gioiello della natura che deve la sua massima valorizzazione ad un’idea di Eugenio Mancuso, giovane ed abile imprenditore”.
È proprio la figura di Eugenio Mancuso a occupare un ruolo centrale nella storia del villaggio. La scrittrice lametina ricostruisce l’avventura dell’imprenditore nel contesto della crisi economica del 1929, quando Mancuso si ritrovò con una grande quantità di legname invenduto e con una vasta area boschiva nella Sila Piccola, comprendente anche una segheria sul Colle della Poverella.
Quella che poteva sembrare una difficoltà si trasformò invece nell’occasione per dare vita a un progetto destinato a segnare la storia turistica della zona.
Il Grande Albergo delle Fate e il fascino delle Dolomiti in Calabria
L’idea di Mancuso fu quella di utilizzare il legname disponibile per costruire un vero e proprio villaggio montano, caratterizzato da strutture in legno, tetti fortemente spioventi, indispensabili per affrontare le abbondanti nevicate, e un’architettura ispirata alle abitazioni delle Dolomiti.
Il risultato fu un luogo dall’aspetto fiabesco, dominato dal Grande Albergo delle Fate, sull’acrocoro della Poverella.
“Ed ecco, così, venire alla luce un villaggio fiabesco, incoronato dalla presenza del Grande Albergo delle Fate, situato sull’acrocoro della Poverella e inaugurato il 16 agosto 1931”, racconta Vincenzo.
L’albergo sarebbe poi diventato anche un luogo particolarmente legato al mondo del cinema italiano. La struttura fu scelta come location per diversi set cinematografici, tra cui “Il lupo della Sila”, con Amedeo Nazzari e Silvana Mangano.
Nel corso degli anni Villaggio Mancuso attirò inoltre numerosi protagonisti del cinema e dello spettacolo, tra cui Raf Vallone, Sophia Loren, Vittorio Gassman e Giovanna Ralli, presenti anche in occasione di importanti premiazioni cinematografiche.
Il Grande Albergo delle Fate tra storia e valorizzazione culturale
Il Grande Albergo delle Fate rappresenta ancora oggi uno dei simboli più riconoscibili di Villaggio Mancuso. La struttura è stata dichiarata “monumento storico nazionale” ed è stata inserita nel progetto “I Luoghi del Cuore” del FAI, il Fondo Ambiente Italiano, dedicato alla valorizzazione e alla tutela del patrimonio culturale.
La sua storia si intreccia così con quella dell’intero villaggio, diventando un elemento fondamentale per raccontare ai visitatori l’identità della Sila catanzarese.
Ed è proprio dalla volontà di raccontare questa identità che è nata l’iniziativa promossa da Mario Garofalo.
Il progetto di Mario Garofalo e Antonietta Vincenzo
Quattro anni fa, il presidente del Comitato “La Siletta”, già promotore di iniziative di valorizzazione del territorio come il murales dedicato a Mamma Natuzza, si è rivolto ad Antonietta Vincenzo per dare forma a un nuovo progetto dedicato a Villaggio Mancuso.
L’idea era quella di realizzare un grande pannello in legno contenente immagini e storia della località.
Il progetto ha trovato concretezza grazie alla penna della scrittrice lametina, dando vita a un racconto capace di unire memoria, cultura e promozione turistica.
Un rapporto, quello tra Lamezia e la Sila, che trova dunque nella cultura e nella valorizzazione del patrimonio locale un ulteriore punto di incontro.
Un’estate tra musica, spettacoli e turismo
La valorizzazione di Villaggio Mancuso non si è però fermata alla cartellonistica e al racconto storico. La località ha vissuto anche quest’anno una stagione estiva caratterizzata da un ricco programma di eventi, musica, balli e spettacoli, pensato per coinvolgere sia i turisti sia i residenti.
Il villaggio, da sempre particolarmente apprezzato da artisti, registi e personaggi dello spettacolo, ha attirato quest’anno anche l’attenzione di Lorenzo Cherubini, in arte Jovanotti, che ha attraversato in bicicletta la Sila Piccola, passando anche da Villaggio Mancuso, Albi e Spineto.
La programmazione estiva si è conclusa il 22 agosto con l’esibizione del Gruppo 16 Elementi, formazione che comprende anche artisti provenienti da Lamezia, protagonista di un repertorio dedicato ai cori calabresi.
Le manifestazioni sono state proposte gratuitamente, grazie alla collaborazione di numerose realtà associative e commerciali del territorio, con l’obiettivo di rafforzare la convivialità, la cultura popolare e la conoscenza del patrimonio silano.
Il Comitato La Siletta: “Facciamo qualcosa di concreto per Villaggio Mancuso”
A spiegare lo spirito delle iniziative è lo stesso Mario Garofalo, presidente del Comitato “La Siletta”, nato cinque anni fa proprio con l’obiettivo di contribuire concretamente alla crescita della località.
“Il Comitato Siletta è nato 5 anni fa con l’obiettivo di fare qualcosa di concreto per Villaggio Mancuso e per la Sila Piccola”, racconta Garofalo.
Tra le iniziative realizzate c’è anche quella dei medici volontari, che durante tutti i weekend dell’anno mettono gratuitamente a disposizione il proprio servizio per i frequentatori dell’altopiano e per i residenti.
Il Comitato ha inoltre promosso una specifica cartellonistica turistica con le indicazioni dei luoghi da visitare in Sila, dai sentieri alle cascate, oltre alla storia di Villaggio Mancuso firmata da Antonietta Vincenzo e tradotta in diverse lingue.
“Abbiamo organizzato e sostenuto le luminarie natalizie per rendere il villaggio più bello e accogliente, le manifestazioni nel mese di agosto per allietare i pomeriggi dei villeggianti”, aggiunge Garofalo.
“Piccole cose, ma possono valorizzare il nostro territorio”
La filosofia del Comitato è racchiusa nelle parole conclusive del suo presidente, che sottolinea come la valorizzazione di un territorio possa passare anche attraverso iniziative semplici, ma realizzate con continuità e partecipazione.
“Sono piccole cose fatte con impegno e con l’aiuto di tante persone, ma pensiamo che possano contribuire a valorizzare e far conoscere sempre di più il nostro meraviglioso Villaggio Mancuso”.
Una strategia che punta dunque a mettere insieme storia, cultura, turismo, spettacolo e partecipazione, rafforzando il rapporto tra le comunità e contribuendo a rendere Villaggio Mancuso sempre più riconoscibile anche oltre i confini regionali.












