La Reggina si appresta a inaugurare il 2026 sul prato del Granillo. L’obiettivo è chiaro: dare continuità la striscia positiva che ha caratterizzato la chiusura del 2025. Di fronte, però, c’è un avversario ostico come il Castrumfavara, squadra che nel match d’andata inflisse una dura lezione ai calabresi. Quella, tuttavia, era una Reggina ancora alla ricerca di un’identità, guidata da un tecnico in confusione poi sollevato dall’incarico. Oggi, sotto la gestione di Rosario Torrisi, il clima è radicalmente mutato.
Stato di forma e professionalità: il bilancio di Torrisi
Il tecnico catanese ha espresso estrema soddisfazione per l’approccio dei suoi uomini al rientro dalle festività. “La squadra è in uno stato di forma strepitoso. I calciatori si sono presentati al Sant’Agata con la massima concentrazione. Prova peso effettuata, secondo programma. Non ho, quindi, nulla da eccepire per quanto concerne la professionalità dei ragazzi che hanno manifestato la stessa disponibilità di quando c’eravamo lasciati. Sono veramente soddisfatto”.
Guardando al futuro prossimo, l’allenatore non nasconde le proprie ambizioni per la seconda parte di stagione: “Nel girone di ritorno mi aspetto lo stesso ruolino di marcia compiuto nelle ultime gare di quello d’andata. Il rendimento dipenderà molto dal nostro atteggiamento”.
Trappola Castrumfavara: “Guai a sottovalutarli”
Nonostante l’incombente scontro diretto contro la capolista a Caltanissetta, in programma domenica prossima, Torrisi tiene i piedi per terra e i riflettori puntati sull’immediato presente. “Ancora è prematuro focalizzarsi sulla sfida contro la capolista. A me interessa la partita con la Castrumfavara e guai a pensare che sia una passeggiata. Il risultato non è scontato, il pronostico non è chiuso. Ma se affronteremo i siciliani col piglio giusto le possibilità di conquistare l’intera posta aumenterebbero sensibilmente”.
L’assenza in panchina e la polemica arbitrale
Un tema caldo della vigilia è la squalifica che costringerà Torrisi a seguire il match dalla Tribuna Est. Il tecnico ha spiegato che non si chiuderà in un box vetrato, preferendo il contatto con il pubblico della gradinata, e ha approfittato per lodare il proprio staff: “Ho la fortuna di avere uno staff che con l’attuale categoria c’entra poco. Il duo Polito-Sorci non farà sentire la mia assenza. Meglio la mia squalifica che quella di un calciatore”.
Non è mancata una stoccata alla classe arbitrale, figlia dell’ultimo cartellino rosso rimediato: “Chiaramente c’è amarezza, anche perché storicamente non ho mai preso una punizione del genere. Essendo il responsabile della panchina, comprendo il momento. Un rigore concesso generosamente fa scattare la protesta. A volte mi domando se gli arbitri stessi si facciano condizionare dal blasone del nostro club visto che al minimo errore veniamo puniti”.
Il punto sull’infermeria: rientri e assenze pesanti
Per quanto riguarda la formazione che scenderà in campo, Torrisi ha fatto il punto sulle disponibilità fisiche e disciplinari del gruppo. La buona notizia è il ritorno di Salandria, che ha scontato la squalifica. Situazione diversa per la difesa: “Ci sarà Adejo che non è ancora al cento per cento e prenderò una decisione in extremis in merito alla convocazione”. Restano invece ancora ai box due pedine fondamentali come Porcino e il capitano Barillà, le cui assenze peseranno nell’economia del match. “Scenderemo in campo, ripeto, con determinazione” ha concluso il tecnico, ribadendo l’imperativo del successo.













