La girandola di emozioni andata in scena al “D’Alcontres” di Barcellona Pozzo di Gotto per il terzo turno di campionato, ha arriso alla fine all’Igea Virtus, autrice di una rimonta insperata ( non essendo la prima volta che riprende partite compromesse), dopo che la Vibonese si era portata sul 1-3 al minuto sessantuno, giocando un calcio pulito, ordinato, fluido, ma nello stesso tempo autorevole, con tratti di evidente superiorità sull’avversario. Cerutti e compagni concludevano la prima frazione di gioco sul pareggio, arpionato dall’Igea Virtus allo spirare del tempo, con un guizzo fenomenale di Ferrara e bolide all’incrocio. La squadra di Marra rientrava in campo sempre più sicura di sé, piazzando nel giro di cinque minuti un uno-due che gelava il “D’Alcontres” e sembrava ormai indirizzare il match a favore dei rossoblu.
La rimonta costruita sui varchi e sui regali
Da quel momento i giallorossi locali riuscivano a ricompattarsi, giocandosi il tutto per tutto, senza però esercitare un netto predominio, ma sfruttando abilmente le non molte occasioni create. In questo sta il roboante risultato finale (4-3): l’Igea Virtus ha capitalizzato al meglio i pochi varchi concessi e i regali elargiti; la Vibonese non è riuscita a rimpinguare il vantaggio sprecando troppo sotto porta.
Il cinismo che ha deciso la partita
È vero che i cambi operati da Mister Ferraro hanno inciso apportando maggiore snellezza a centrocampo e una capacità penetrativa più efficace, ma è nella concretezza e nel cinismo che l’Igea ha trovato le armi decisive per capovolgere il risultato.
La superiorità rossoblu non basta
Comunque, il plauso va ad entrambe le compagini che hanno fatto divertire e trepidare il numeroso pubblico presente, mettendo in mostra un calcio speculare, veloce, molto tecnico, anche se la Vibonese, pur soccombente, ci è apparsa di qualche spanna superiore in diversi singoli (interessante e riuscito l’esperimento di Cess come esterno basso ma con tanta licenza di offendere) e nella capacità di arrivare in zona gol più facilmente degli avversari.
Una lezione da non dimenticare
Insomma, la squadra di casa ha trionfato non solo per infortuni degli avversari, ma anche perché ci ha creduto di più, arrivando sotto porta più lucida e più fredda della Vibonese, che ritorna a casa con una severa lezione, da servire in futuro per non gettare alle ortiche partite vinte e gestibili senza grossi patemi ovvero non farsi più male da sola.












