2 Novembre 2026
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Caro carburante, Cia Calabria boccia gli aiuti: “Lo sconto reale rischia di fermarsi a 5-6 centesimi al litro”

L'organizzazione agricola contesta l'efficacia del decreto del Governo: i 60 milioni stanziati consentirebbero di agevolare soltanto 121 milioni di litri di gasolio

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Gli aiuti annunciati dal Governo per contrastare il caro carburante e l’aumento dei costi dei fertilizzanti potrebbero rivelarsi insufficienti rispetto alle reali necessità delle imprese agricole. A lanciare l’allarme è Cia Agricoltori Italiani della Calabria, che esprime “forte insoddisfazione circa l’efficacia pratica” delle misure contenute nel decreto legge approvato dall’esecutivo. Al centro delle critiche c’è il contributo a fondo perduto previsto per il gasolio agricolo, finanziato con uno stanziamento complessivo di 60 milioni di euro. Secondo l’organizzazione, il beneficio pubblicizzato come uno sconto fino a 45 centesimi al litro sarebbe applicabile soltanto a una quantità complessiva di 121 milioni di litri. Una disponibilità che, secondo Cia Calabria, non sarebbe sufficiente a coprire i consumi delle aziende aventi diritto. Se le domande dovessero superare il quantitativo previsto, il contributo per ogni litro verrebbe infatti ridotto proporzionalmente.

Gasolio agricolo, il nodo dei 121 milioni di litri

La principale contestazione riguarda la distanza tra i consumi effettivi del settore e la quantità di carburante sulla quale potranno essere riconosciuti gli aiuti. Cia Calabria ricorda che in Italia vengono consumati mediamente tra 2,2 e 2,5 miliardi di litri di gasolio agricolo all’anno. Nel periodo interessato dal decreto, secondo le stime dell’organizzazione, il fabbisogno supererebbe già il miliardo di litri. A questo si aggiungono i quantitativi di carburante acquistati al di fuori del circuito Uma (Utenti motori agricoli), anch’essi ammessi al finanziamento.

Il risultato, secondo l’associazione, sarebbe un contributo effettivo molto distante dai 45 centesimi annunciati. Nell’ipotesi in cui tutte le imprese aventi diritto presentassero domanda, i fondi disponibili garantirebbero uno sconto medio stimato tra 5 e 6 centesimi al litro.
“Il decreto, quindi, fornirà sì un aiuto ‘fino a 45 centesimi al litro’, ma può farlo solo per ‘121 milioni di litri'”, osserva Cia Calabria, contestando una misura che rischierebbe di offrire un sostegno limitato soltanto a una parte dei consumi aziendali.

Il limite del 20% riduce ulteriormente il contributo

Un secondo elemento critico riguarda il meccanismo di calcolo dell’agevolazione. Il contributo, spiega l’organizzazione, non può superare il 20% della spesa ammessa sostenuta dall’impresa nel periodo di riferimento. Questo tetto renderebbe ancora più difficile raggiungere il beneficio massimo di 45 centesimi al litro. Per ottenere una riduzione di tale entità, infatti, il gasolio dovrebbe essere stato acquistato al prezzo di 2,25 euro al litro. Una soglia che, secondo i dati richiamati da Cia Calabria, non corrisponde ai prezzi effettivamente sostenuti dagli agricoltori italiani, che nonostante i rincari avrebbero pagato il carburante tra 1,50 e 1,70 euro al litro. Con un prezzo di 1,50 euro, il 20% della spesa equivale a 30 centesimi al litro, quindi ben al di sotto del contributo massimo annunciato. Il limite percentuale, dunque, impedirebbe di raggiungere i 45 centesimi anche indipendentemente dalla disponibilità complessiva dei fondi.

Cia Calabria: “Rischia di diventare un aiuto praticamente irrilevante”

La combinazione tra il tetto nazionale dei 121 milioni di litri e il limite del 20% della spesa ammissibile rappresenta, secondo l’organizzazione agricola, il principale punto debole del provvedimento. Il rischio è che le aziende ricevano un sostegno troppo contenuto rispetto all’aumento dei costi di produzione, soprattutto se il contributo dovesse essere riconosciuto soltanto su una parte dei quantitativi di carburante utilizzati. Cia Calabria contesta inoltre quella che definisce una “trovata mediatica ministeriale”: la possibilità di mantenere formalmente il riferimento ai 45 centesimi al litro, riproporzionando però i consumi delle aziende beneficiarie fino al raggiungimento del limite nazionale finanziabile.

La conclusione dell’organizzazione è netta: se il contributo effettivo dovesse scendere intorno ai 30 centesimi al litro per effetto del limite del 20%, e venisse applicato soltanto a poche centinaia o migliaia di litri per azienda, l’aiuto rischierebbe di diventare “praticamente irrilevante”. Una misura che, secondo Cia Calabria, non sarebbe quindi in grado di rispondere in maniera adeguata alle difficoltà economiche del comparto agricolo.

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