2 Novembre 2026
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Motivazioni scritte a penna e incomprensibili per un detenuto di Tropea: la Cassazione annulla il provvedimento e dispone un nuovo giudizio

Per la Suprema Corte la grafia del magistrato di sorveglianza di Siracusa è "illeggibile": la richiesta del vibonese per il sovraffollamento carcerario dovrà essere rielaborata

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Le motivazioni del rigetto di un’istanza difensiva sono state redatte a mano con una penna e si sono rivelate del tutto “illeggibili”, rendendo impossibile comprendere le ragioni della decisione.
Per questa motivazione la Corte di Cassazione ha annullato il provvedimento con cui era stata dichiarata inammissibile la richiesta avanzata da Gerardo La Rosa, detenuto originario di Tropea, imponendo che l’istanza venga ripresentata e sottoposta a una nuova valutazione.

La richiesta per il sovraffollamento carcerario e l’annotazione a mano

La vicenda giudiziaria trae origine dall’iniziativa intrapresa dal legale dell’uomo per contestare le condizioni patite all’interno dell’istituto di pena. La richiesta puntava a ottenere una riduzione della pena pari a un giorno per ogni dieci trascorsi in condizioni di sovraffollamento carcerario, unitamente al riconoscimento del relativo risarcimento del danno previsto dalla normativa.

Tuttavia, il 2 settembre 2025, il magistrato di sorveglianza di Siracusa aveva dichiarato l’inammissibilità dell’istanza vergando la motivazione direttamente sul documento depositato dalla difesa.
Contro la decisione l’avvocato di La Rosa aveva proposto reclamo ai sensi dell’articolo 35-ter dell’ordinamento penitenziario, denunciando come l’incomprensibilità della grafia impedisse di fatto l’esercizio del diritto di difesa. Il Tribunale di sorveglianza di Catania, investito del caso, si era poi dichiarato incompetente trasmettendo gli atti alla Cassazione.

Il verdetto degli ermellini: impossibili da decifrare anche dopo ripetute letture

La Suprema Corte ha confermato la correttezza del trasferimento degli atti alla sede di legittimità ed è entrata nel merito dell’analisi del provvedimento impugnato. Nell’esaminare l’atto, i giudici di piazza Cavour hanno riscontrato che le righe tracciate a penna nella parte superiore del primo foglio dell’istanza risultavano “illeggibili”, al punto da non poter essere decifrate neppure a fronte di un’attenta e ripetuta lettura.
Prendendo atto dell’impossibilità di comprendere la ratio della decisione a causa della grafia del giudice, la Cassazione ha annullato l’ordinanza impugnata e ha disposto il rinvio degli atti per un nuovo giudizio, che dovrà essere celebrato davanti al Magistrato di sorveglianza di Catania.

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