2 Novembre 2026
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Teorema, il Comune di Cirò Marina non è parte civile: il Pd chiede spiegazioni

Il partito sollecita la sindaca Panebianco a chiarire le ragioni della mancata costituzione e ad attivarsi per tutelare l'ente

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La mancata costituzione del Comune di Cirò Marina come parte civile nel processo Teorema diventa terreno di confronto politico. A sollevare la questione è il circolo locale del Partito Democratico, che chiede alla sindaca Mariagrazia Panebianco di spiegare perché l’ente non abbia ancora formalizzato la propria partecipazione al procedimento giudiziario e quali iniziative intenda adottare per tutelare gli interessi della comunità.

La presa di posizione arriva dopo l’udienza del 30 ottobre, durante la quale il Tribunale ha accolto le richieste di costituzione di parte civile presentate dal Comune di Crotone e dalla Provincia di Crotone. Nella stessa occasione, secondo quanto riportato dalle cronache giudiziarie, è stata disposta l’estensione della notifica relativa alla costituzione di parte civile anche ai Comuni di Cirò Marina e Isola Capo Rizzuto. Il Pd sostiene che, allo stato, il Comune di Cirò Marina non abbia ancora completato questo passaggio e sollecita l’amministrazione a rendere pubbliche le ragioni della scelta.

Il Pd chiede chiarimenti sugli atti dell’amministrazione

La richiesta dei democratici riguarda innanzitutto il percorso seguito finora dal Comune. Il partito vuole sapere quando l’ente abbia ricevuto le comunicazioni relative al procedimento, quali valutazioni siano state effettuate dagli uffici e se siano stati consultati i legali dell’amministrazione. “Quali ragioni hanno impedito, fino a questo momento, al Comune di Cirò Marina di costituirsi parte civile nel processo Teorema?”, domanda il Pd, chiedendo alla sindaca di fornire una risposta “chiara e documentata”.

Per i rappresentanti locali del partito, la vicenda non può essere affrontata soltanto come una questione procedurale. La costituzione di parte civile, sottolineano, rappresenta uno strumento attraverso il quale un ente può far valere nel processo le proprie ragioni e chiedere il risarcimento degli eventuali danni riconosciuti in sede giudiziaria.

Le vicende amministrative al centro dell’inchiesta

L’attenzione del Pd si concentra anche sui presunti collegamenti tra l’inchiesta e alcune attività amministrative del Comune. Le ricostruzioni giornalistiche degli atti investigativi richiamate dal partito fanno riferimento a presunte irregolarità negli affidamenti relativi ai Mercati Saraceni, al campo sportivo e all’asilo nido Artino. Si tratta di contestazioni che dovranno essere accertate nelle sedi giudiziarie e che, allo stato, non possono essere considerate fatti definitivamente provati. Il Pd richiama tuttavia il coinvolgimento di attività e interessi dell’ente per sostenere la necessità di valutare ogni iniziativa utile alla tutela del Comune.

I democratici precisano che la richiesta di costituzione di parte civile non mette in discussione la presunzione di innocenza delle persone coinvolte né il rispetto per il lavoro della magistratura. I due principi, nella loro posizione, sono compatibili con la necessità di difendere gli interessi pubblici e di chiedere conto degli eventuali danni subiti dall’amministrazione.

Il nodo politico dei rapporti con la precedente amministrazione

Accanto agli aspetti giudiziari e amministrativi, il comunicato del Pd apre un fronte politico sul rapporto tra l’attuale sindaca e la precedente gestione del Comune. I democratici chiamano direttamente in causa la capacità di Panebianco di imprimere una discontinuità rispetto alla precedente amministrazione, guidata da Ferrari. “L’assenza, fino a oggi, di una scelta chiara alimenta una domanda alla quale Panebianco deve rispondere: questa amministrazione è in grado di segnare una reale autonomia dalla regia di Ferrari?”, afferma il partito.

Una critica che si traduce in una richiesta di trasparenza sulle decisioni assunte e sugli atti che l’amministrazione intende adottare. “Gli interessi del Comune devono venire prima di ogni rapporto di continuità politica”, è la posizione espressa dal Pd.

L’udienza del 13 novembre e la richiesta di una decisione

Il calendario processuale rende la questione ancora più urgente. La prossima udienza è fissata per il 13 novembre e il Partito Democratico chiede alla sindaca e alla Giunta di chiarire le motivazioni della mancata costituzione, verificando tempestivamente gli adempimenti ancora possibili nel rispetto dei termini processuali.

L’obiettivo indicato dai democratici è arrivare a una decisione trasparente e a un’iniziativa concreta per tutelare l’ente, seguendo la strada già intrapresa dal Comune e dalla Provincia di Crotone. “Ogni ulteriore attesa deve essere spiegata ai cittadini”, conclude il Pd, che sollecita l’amministrazione a mettere al primo posto la difesa del patrimonio, dell’immagine e della credibilità istituzionale di Cirò Marina.

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