Il governo prende ancora tempo sul fronte del caro carburanti. Il Consiglio dei ministri ha approvato un nuovo decreto legge che prolunga di una settimana la riduzione delle accise sul gasolio: lo sconto di 17 centesimi al litro resterà in vigore fino a giovedì 17 settembre compreso.
La misura, finanziata con 85 milioni di euro, arriva mentre le quotazioni internazionali di petrolio e gas continuano a salire. Il Brent e il Wti hanno superato i 100 dollari al barile, mentre sul mercato europeo il gas ha oltrepassato gli 80 euro al megawattora.
Meloni: “Bisogna produrre più petrolio e gas”
Ad annunciare la proroga è stata la presidente del Consiglio Giorgia Meloni, che ha collegato il nuovo intervento all’esigenza di rafforzare la produzione energetica nazionale.
“Nuovi provvedimenti” sui carburanti, ha spiegato la premier, sono attesi la prossima settimana. La strategia indicata dal governo punta ad “aumentare la produzione nazionale di petrolio e gas”, con l’obiettivo di ridurre la dipendenza dall’estero e contenere i costi per famiglie e imprese, garantendo al tempo stesso maggiore sicurezza energetica.
Il decreto introduce inoltre la possibilità per lo Stato di nominare commissari incaricati di affiancare le Regioni, con l’obiettivo di accelerare il rilascio di permessi e concessioni necessari per ricerca, esplorazione ed estrazione di idrocarburi sul territorio nazionale.
Meloni ha rivendicato anche i risultati raggiunti sulle energie rinnovabili, ricordando i “28 gigawatt in più” prodotti attraverso nuovi impianti. Nel quadro delineato dalla presidente del Consiglio rientra inoltre la scelta di “riaprire la strada del nucleare”.
Lo sconto resta, ma il governo puntava agli aiuti mirati
La proroga di sette giorni rappresenta una soluzione temporanea. L’intenzione dell’esecutivo era infatti quella di superare progressivamente gli sconti fiscali generalizzati sui carburanti, considerati troppo onerosi per i conti pubblici e maggiormente vantaggiosi per chi consuma di più.
La strategia avrebbe dovuto spostarsi verso misure selettive a favore delle categorie maggiormente esposte all’aumento dei prezzi, a partire dalle famiglie con redditi più bassi e dagli autotrasportatori.
All’interno della maggioranza, però, non è stato ancora raggiunto un accordo né sulle modalità degli interventi né sulle relative coperture finanziarie. Da qui la scelta di mantenere lo sconto attuale per un’altra settimana, in attesa di definire un sistema di sostegni più mirato.
L’Unione nazionale consumatori considera comunque insufficiente la decisione. Per l’associazione sarebbe necessario almeno raddoppiare lo sconto, portandolo a 30 centesimi per il gasolio e 15 centesimi per la benzina.
Anche il Codacons giudica la proroga “del tutto insufficiente” e chiede non soltanto un rafforzamento dello sconto sul diesel, ma anche l’estensione della riduzione delle accise alla benzina.
Petrolio oltre i 100 dollari, il gas supera quota 81 euro
A rendere ancora più delicato il quadro sono le quotazioni dei mercati energetici. La guerra in Iran continua a pesare sugli approvvigionamenti e sulla produzione, mentre quella saudita ha subito un forte calo.
Il petrolio Wti americano ha superato quota 100 dollari al barile, rispetto ai 67 dollari precedenti al conflitto. Il Brent del Mare del Nord è arrivato a 104,8 dollari, mentre prima della guerra si attestava intorno ai 72,5 dollari.
Anche il gas naturale registra un’impennata. Alla borsa europea Ttf di Amsterdam il prezzo ha oltrepassato gli 81 euro per megawattora, contro i circa 32 euro della fase precedente alla guerra.
Nel frattempo, il solo sconto di 17 centesimi sul diesel comporta per lo Stato un costo di circa 13 milioni di euro al giorno.
Oltre due miliardi di euro di sostegni da marzo
La pressione sulle finanze pubbliche è uno dei principali nodi che il governo deve affrontare. Da marzo, gli interventi a sostegno dei carburanti hanno già raggiunto un costo superiore ai 2 miliardi di euro, rendendo sempre più complessa l’individuazione delle necessarie coperture.
Un appuntamento considerato particolarmente importante è quello del 22 settembre, quando l’Istat comunicherà i dati relativi al rapporto deficit/Pil. Se il rapporto dovesse scendere sotto il 3%, l’Italia potrebbe uscire dalla procedura di infrazione europea, garantendo all’esecutivo maggiori margini di bilancio.
Sul fronte delle coperture, la Lega insiste sulla possibilità di ottenere un contributo dal settore bancario, ma gli altri partiti della maggioranza mostrano prudenza.
Tra le ipotesi allo studio c’è inoltre una possibile tassazione degli extraprofitti delle società energetiche, in particolare quelli legati alle attività di raffinazione. Una soluzione sulla quale, tuttavia, permangono forti resistenze da parte delle imprese e dubbi all’interno della stessa politica.
Carta “Dedicata a te” o bonus carburante: il nodo degli aiuti
Resta da definire anche il modo in cui eventuali nuovi sostegni dovranno essere concretamente distribuiti.
Per le famiglie meno abbienti una delle possibilità è utilizzare la carta “Dedicata a te”, ma sulla proposta la Lega manifesta scetticismo, temendo che il beneficio possa andare in larga parte a stranieri ed evasori fiscali.
Più semplice da attuare sarebbe invece il ricorso alle carte carburante destinate ai lavoratori dipendenti. Il vicepremier e leader della Lega Matteo Salvini spinge però affinché un eventuale intervento venga esteso anche ai lavoratori autonomi, soluzione che presenta maggiori difficoltà dal punto di vista tecnico.
La proroga appena approvata consente quindi al governo di guadagnare altri sette giorni, mentre il caro energia continua a spingere verso l’alto i prezzi dei carburanti e rende sempre più urgente una soluzione strutturale.












