10 Settembre 2026
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Omicidio Bifano, la pista della maglietta ritrovata si raffredda: non appartiene al marito

Il reperto non sarebbe riconducibile a Pietro Scintu, unico indagato per la morte dell'imprenditrice agricola di Corigliano-Rossano

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Un elemento finito al centro dell’attenzione degli investigatori perde il possibile collegamento con l’unico indagato. È quanto emerge dagli accertamenti effettuati sulla maglietta rinvenuta nei pressi dell’agrumeto dove è stata uccisa Carmela Bifano, imprenditrice agricola di 73 anni morta all’interno di un terreno di sua proprietà a Corigliano-Rossano.

Gli esami condotti dalla Sezione investigazioni scientifiche avrebbero infatti escluso che il capo di abbigliamento appartenga a Pietro Scintu, marito della vittima e, allo stato, unico indagato nell’inchiesta sull’omicidio.

Il reperto era stato individuato durante un sopralluogo giornalistico effettuato nella zona da un’inviata della trasmissione di Rai 1 “La Vita in Diretta”. Nelle vicinanze era stato trovato anche un sacchetto con segni di bruciatura, circostanza che aveva alimentato l’ipotesi di una possibile traccia collegata al delitto.

L’esame del reperto esclude il collegamento con Scintu

La maglietta era stata sottoposta ad accertamenti proprio per verificare se potesse ricondurre alla vittima o all’uomo attualmente sotto indagine.

Il risultato, però, non avrebbe confermato questa ipotesi. L’indumento non sarebbe riconducibile a Pietro Scintu e, secondo quanto emerso, presenterebbe anche una caratteristica precisa: si tratterebbe di una maglietta a maniche lunghe.

Un dato che ridimensiona il possibile valore dell’oggetto come elemento direttamente riconducibile al marito di Carmela Bifano. L’esito delle verifiche non determina, evidentemente, alcun automatismo sulla posizione processuale di Scintu, che resta legata al complesso degli elementi raccolti nell’inchiesta.

Il ritrovamento durante il sopralluogo televisivo

A portare alla luce la maglietta era stata l’inviata de “La Vita in Diretta”, impegnata in un sopralluogo nei pressi del luogo in cui la 73enne aveva trovato la morte.

La presenza dell’indumento, associata a quella del sacchetto interessato da bruciature, aveva immediatamente sollevato interrogativi sulla possibilità che qualcuno avesse cercato di disfarsi di materiale potenzialmente utile alle indagini.

Proprio per questo la traccia era stata acquisita e sottoposta agli approfondimenti della Sezione investigazioni scientifiche. Gli accertamenti hanno ora escluso almeno uno dei possibili collegamenti ipotizzati inizialmente.

Resta il mistero sulla provenienza

Il nuovo elemento sposta quindi l’attenzione su un’altra domanda: chi ha lasciato quella maglietta vicino all’agrumeto?

Stabilire la provenienza dell’indumento sarà fondamentale per comprendere se il suo ritrovamento abbia effettivamente un peso nell’inchiesta oppure se si tratti di una presenza casuale. Al momento, infatti, l’esclusione della riconducibilità a Scintu non consente di stabilire automaticamente un rapporto tra la maglietta e l’omicidio.

Anche il sacchetto con i segni di bruciatura dovrà essere valutato all’interno del quadro complessivo degli accertamenti. Gli investigatori continuano così a lavorare sulla ricostruzione della dinamica della morte di Carmela Bifano, incrociando gli elementi scientifici con gli altri riscontri acquisiti durante le indagini.

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